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MotoGP, Lawson: "le 500? wow! ci mettevi un anno ad imparare a guidarle"

"Anche se avevi talento, se eri Schwantz, Rainey, Gardner o Doohan: 3000 giri di utilizzo. Senza elettronica. Mi piace guardare la MotoGP, è un bello show, ma non le investigazioni e i track limit. Le corse sono corse"

MotoGP: Lawson:

Si è ritirato a 33 anni, dopo quattro titoli mondiali nella 500, il pilota americano più titolato di sempre, con 31 vittorie in Gran Premio, 2 campionati AMA Superbike, 2 campionati AMA 250, 2 vittorie nella 200 miglia di Daytona e un successo alla prestigiosa 8 Ore di Suzuka.

Un campione, un fuoriclasse: Eddie Lawson. Dopo il ritiro, avvenuto successivamente all’ultima, storica, vittoria con la Cagiva 500 in Ungheria, nel 1992, celebrata all’ingresso della sala stampa con la sua classica modestia intrisa di ironia “ma io cosa ci faccio ancora qui?” Eddie ‘Awesome’ Lawson è sparito dai radar internazionali. Ha continuato a correre, un po’ in auto, con i super kart, ma per suo piacere. Non lo abbiamo mai sentito commentare, parlare di questo o di quello. Semplicemente ‘Steady Eddie’ è scomparso.

Non faceva il pilota, Eddie, era un pilota. Giusta aggressività, interesse per il mondo circostante: zero.

Lo abbiamo rincontrato a Laguna Seca, l’anno che ha preparato uno dei suoi super kart con motore Yamaha 250 per una esibizione con Wayne Rainey e Kenny Roberts. Il sorriso più lento ad apparire di tutto il Circus, quello più lesto a dileguarsi. Poche parole, ma pensate. Lawson ha sempre esercitato un grande fascino sui veri appassionati, ma non è stato capito completamente dai semplici tifosi.

In questi giorni siamo incappati in una sua recente intervista, apparsa sul canale Youtube MotoStarr. Ottantaquattro iscritti. Ed è stato come trovare un diamante impolverato sul terreno. E’ bastato prenderlo in mano per vederlo brillare.

Vi riportiamo pochi passi. La prima domanda che gli è stata fatta ha riguardato i guadagni. E subito la sua ironia è venuta fuori.

Lawson: ogni generazione guarda ai guadagni di quelle successive, è tutto relativo

“E’ divertente perché Kel (Carruthers N.d.R.) mi ha detto una cosa simile poco fa: non abbiamo guadagnato quanto voi. Ora io la penso esattamente nello stesso modo, riguardo ai campioni di oggi, ma è tutto relativo, ovviamente. Io non devo andare in ufficio per vivere”.

Appassionato di motori e di sport Lawson fa fatica a dire di cosa si occupa.

Lawson: seguo la MotoGP ma non mi piacciono i track limit, le corse sono corse

“La realtà è che sono sempre occupato a fare qualcosa, ma se dovessi dire cosa faccio…non so. Guardo sempre la MotoGP, è un bello show, anche se a volte ci sono troppe investigazioni, track limit, noi non avevamo niente di questo, qualche volta ci toccavamo ma era ‘racing’. Gareggiavamo. Le corse sono questo. A volte arrivare lunghi, toccarsi. Credo che non sia giusto seguire la F.1. Io sono un fan della F.1 ma non di queste cose”.

Spesso si sentono piloti commentare le varie ere, se i Gran Premi fossero meglio allora od oggi.

Lawson: non mi sarebbe piaciuto correre negli anni '70 né oggi. Le 500 ti facevano dire WOW

“Io mi sono ritirato a 33 anni e sono stato contento di aver corso alla mia epoca. Sono soddisfatto. Non mi sarebbe piaciuto correre prima,  ai tempi della MV e non mi piacerebbe correre oggi  con tutta l’elettronica,. Anche ora tanti ragazzi mi dicono WOW! sarebbe bello guidare una 500…avevamo 3000 giri a disposizione. Eri tu a controllarla, non c’era l’elettronica. Solo tu ed il tuo meccanico”.

Oggi anche i piccoli team hanno più di venti tecnici.

Lawson: ti fermavi e c'era solo il tuo meccanico, dovevi dirgli cosa non andava, eri solo tu e lui

“Si, le squadre sono enormi e costano cifre pazze, questo anche a causa dell’elettronica. Quando il pilota si ferma, subito si apre un computer e 'togliamo un po’ di traction control, mettiamo più antiwheelie' ecc. Tutte queste cose insomma. Una volta c’eri tu ed il tuo meccanico. Eri tu che dovevi mettere a posto la moto”.

Eppure, come diceva Eddie, lo show è buono. Sono tutti molto vicini.

Lawson: non contava che talento avessi, ai tempi per imparare a guidare una 500 ti ci voleva un anno

“Vero. Oggi sono tutti vicini ma alla mia epoca le 500 erano difficili da pilotare. Oggi si può passare, credo,  dalla Moto3 alla Motogp ed arrivare ad un tempo accettabile. Certo non vicino alla crema dei piloti, ma più vicino di quanto fosse possibile ai miei tempi. Allora era dura, ci voleva un anno. Anche se eri Schwantz, Rainey, Gardner, Doohan, noi tutti avevamo bisogno di un anno per imparare a guidare una 500”.

(Continua)

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