MotoGP, Alex Marquez: "Io e Marc siamo più simili di quanto sembri sulla Honda"

"Lo dicono i dati. Batterlo? Non so se potrò riuscirici, il mio obiettivo è migliorare ed essere più regolare. Andare in LCR non è un passo indietro"

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Stessa moto, ma colori diversi. Il 2021 per Alex Marquez sarà quello del passaggio dal team ufficiale Honda a quello satellite di Lucio Cecchinello. Un passaggio deciso prima ancora dell’inizio della stagione, in cui Alex ha sorpreso riuscendo a salire per due volte sul podio, unico pilota Honda a riuscirci.

Risultati per cui, in teoria, si sarebbe meritato la conferma sul campo, ma ormai la decisione era presa. Marquez, intervenuto dopo la presentazione dei programmi sportivi di Honda per il 2021, non ha voluto però entrare in polemiche.

Capisco benissimo in quale situazione si sia trovata Honda, in MotoGP i contratti si danno sempre più presto e il Covid ha reso tutto più difficile - ha spiegato - Quando hanno preso quella decisione ho capito che era tutto normale. Alla fine, il mio contratto con loro non cambia e non penso che farò un passo indietro, semmai uno di lato. In LCR potrò fare l’esperienza che ancora mi manca e sono contento. Come capotecnico avrò Beefy e tutti me ne parlano bene, mentre il mio telemetrista sarà David Garcia, con coi ho lavorato già in Moto2. Conosco già tutti i tecnici, uno abita a 10 minuti da casa mia, e penso che in un team satellite avrò meno pressione e questo potrà aiutarmi nel mio processo di crescita”.

Al suo fianco avrà Nakagami e non più suo fratello Marc, con cui alla fine ha potuto condividere il box per solo un Gran Premio. La domanda è se potrà  batterlo.

Non so se potrò riuscirci, lui è il pilota migliore, negli ultimi anni è stato sempre un passo davanti a tutti. L’ho sempre detto: se ci fosse stato anche lui in pista ad Aragon non sarei stato 2° ma 3° - ha ammesso - Tanti dicono che siamo molto diversi nella guida ed effettivamente in TV sembra così: lui è più aggressivo e io più morbido. Però, se guardi i dati, scopri che siamo abbastanza simili”.

Alex ha spiegato più volte che il punto di svolta della sua stagione è stato il test a Misano fra le due gare.

In quel momento sono andato verso lo stile di Marc - ha sottolineato - Ho modificato la moto in modo che fosse più rapida a chiudere la curva, anche se è diventata più critica in entrata. Per fare quel passo è servita fiducia, ma è stata una ventata di aria fresca”.

I risultati si sono sono visti con i podi a Le Mans e Aragon.

Era un risultato che serviva a tutto il team, in un momento difficile dopo quello che era successo a Marc - ha continuato - Penso che sia stata una stagione positiva, in particolare la seconda parte, mi dispiace solo non avere potuto provare la MotoGP su tutte le piste del calendario normale”.

Forse ci riuscirà nel 2021, ma cosa si aspetta dalla prossima stagione?

Non sono ancora pronto per lottare per il titolo - ha messo le mani avanti - Non sono ancora a quel livello, il mio obiettivo è migliorare ed essere più regolare, riuscire a stare nei primi 10 o 8 in tutte le gare. Inoltre dobbiamo sviluppare la moto, la priorità è riuscire a sfruttare la potenza del motore. Quest’anno in alcune pista perdevamo in accelerazione, bisogna mettere tutti i cavalli a terra. Per il resto sono contento”.

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