Honda XR650R Special by VMX Restomod: 20 anni e non sentirli

Cosa fare nel lockdown? Grazie alla passione ed alla manualità di un appassionato siciliano, nasce una Supermotard dannatamente affascinante

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Avete mai pensato a cosa fare durante il lockdown? Perché non prendere la vostra amata, smontarla e rifarla completamente? E' il caso di un appassionato siciliano, Federico Scalia, che ha deciso di prendere una icona dell'enduro, o per meglio dire delle Baja, e trasformarla in una special pazzesca. Fa venire voglia di salirci sopra e dare palate di gas in un kartodromo! Lei, è sua maestà Honda XR650R, moto introdotta nel mercato nel 2000 che per otto anni è risultata la migliore dual sport del mercato. L'importatore italiano, Dall'Ara, visto il boom dei Supermotard, decise di realizzare un kit. Oggi, grazie alla VMX Restomod, rivive una seconda vita. Vediamo come è fatta.

Lockdown e "fai da te"

La base di Federico, è la passione per le enduro cross e le supermotard degli anni '90 e primi 2000. Nella vita si occupa di aerografie nel campo del motorsport (Aerostyle Aerografie), ma nel tempo libero adora sporcarsi le mani. Come ogni amatore che si rispetti, il garage è la sua seconda casa (per il piacere della compagna...). Cosa fare durante il lockdown con il lavoro fermo? Semplice, ordine nel garage, per poi mettersi al lavoro. Così, Federico ha pensato di risistemare il "appartamento", ha creato la VMX Restomod e si è messo al lavoro.

Dopo la realizzazione della bellissima Yamaha TT 630 R Aero-motard nel 2006, non si poteva non passare alla "concorrenza". Messa alle spalle la Casa di Ywata, era il turno dell'Azienda dell'Ala Dorata. Occhi puntati su quel bombardone ultra-affidabile con il nome di Honda XR650R, ancora una volta, supermotard, ancora una volta, estrema!

Smonta e rimonta

La BRP, acronimo di Big Red Pig, grosso porco rosso (così è soprannominata tra gli appassionati N.d.R.) è stata completamente rifatta. Si è partiti smontando ogni singolo pezzo, lasciando il telaio nudo. Questo è stato sverniciato e spazzolato, in modo da far risaltare l’alluminio. Federico ha poi deciso di non toccare assolutamente il motore, così da mantenere la nota affidabilità del propulsore giapponese. Ha solo pensato di aggiungere una frizione Barnett rinforzata. Del resto, i 61 CV dichiarati da Honda, sono più che sufficienti per divertirsi. L'unico pensiero, resta solo il cambio d'olio secondo gli standard imposti dalla Casa.

Non poteva però mancare un bell’impianto di scarico completo, composto da collettori FMF PowerBomb in acciaio, un raccordo collettori/silenziatore artigianale realizzato in acciaio, ed un bel silenziatore Yoshimura RS in titanio/carbonio. A dare "da bere" al monocilindrico da 649 cc, un carburatore Keihin FCR41-MX. Infine, abbiamo un impianto di raffreddamento rivisto, con radiatori artigianali e tubi in silicone, rigorosamente di colore rosso.

Ciclistica dedicata

Freni e sospensioni, sono sicuramente un'altra cosa che risalta. All’anteriore abbiamo una forcella Kayaba da 48 mm a cartuccia chiusa, con piedini arretrati Andreani realizzati CNC, e con attacco pinza rigorosamente radiale. Le piastre di sterzo, sono della Faor (CNC) con avancorsa regolabile. Al posteriore, non si poteva non installare un monoammortizzatore Ohlins TTx, con leveraggio CNC specifico da motard. Un bel grattacapo per Federico, poiché per il montaggio di quest'ultimo ha dovuto modificare l’aspirazione. Con l'occasione, è stato costruito un airbox in alluminio su misura. Quest’ultimo vede un airscoop sul lato sinistro, che "dona" all'FCR costantemente aria fresca.

A "frenare" l'XR650R by VMX Restomod, un impianto frenante composto da un set completo Beringer. Il disco, un Aerotec da 320 mm con mozzo in ergal e pista frenante in ghisa, lavora in simbiosi con una pompa radiale CNC modello br12, e con una pinza freno CNC Aerotec a 4 pistoncini. Dietro, la pinza posteriore è rimasta di serie (è solo stata riverniciata), e "morde" un disco Trw. La pompa freno, è con serbatoio integrato ed è griffata Nissin. Il tutto, è raccordato da tubi kevlar in treccia by Frentubo. Infine le ruote, tutte marchiate Faba, con mozzi CNC, modifica tubeless e pneumatici Michelin Power Cup Evo.

La cura dei dettagli

Più la si guarda, più si trovano dettagli. Il manubrio è un Renthal Fatbar, al quale è montata una leva frizione a cavo della ASV. Le pedane del pilota sono delle scomponibili by Sam Racing Parts. Altro pezzo di valore, è il serbatoio della benzina in alluminio della BL Italia, opportunamente risagomato e raccordato al telaietto posteriore modificato per il montaggio di plastiche e sella Honda CRF 2010. In mezzo ad una marea di viti e bulloni in ergal e titanio, abbiamo grafiche e adesivi appositamente realizzati (della Auerostyle le prime e della Ticrea Design i secondi). La trasmissione è Renthal/D.I.D., mentre più si guarda la moto, più si notano particolari, come i vari pezzi in carbonio della Z-Carbon (paramotore, passacatena, etc...). Federico, quale sarà la tua prossima realizzazione?

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