Moto2, Vietti: "Per vincere serve costanza, non cose stratosferiche. Come Mir"

"Quest'anno mi do un 7, sono stato competitivo ma ho fatto anche errori da pollo. Il passaggio in Moto2? Doveva andare così, ma per la MotoGP servirà ancora qualche anno"

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Fra pochi mesi Celestino Vietti Ramus inizierà un nuovo capitolo della sua carriera. Sempre con i colori del team Sky VR46 ma in un’altra categoria, la Moto2. Il pilota piemontese quest’anno è stato un dei protagonisti in Moto3, vicino a giocarsi il titolo fino all’ultima gara, ma i troppi errori commessi gli hanno tolto questa possibilità. Qualche sbavatura dovuta anche alla giovane età (ha 19 anni) ma l’annata è stata comunque positiva, con 2 vittorie e 4 podi.

Celestino, facciamo un bilancio di questa stagione, in questi casi si inizia dandosi un voto.

Mi darei un 7 perché è stata una buona stagione, sono stato quasi sempre competitivo, ma in alcuni casi sono stato poco costante quindi abbasso il mio voto”.

Nel finale della stagione sei andato in calando, con qualche errore di troppo. Hai sentito la pressione di essere in lotta per il titolo?

Ho fatto degli errori che mi hanno costretto a rincorrere e mi hanno portato a farmi prendere dalla foga. Se avessi sbagliato di meno nel corso della stagione, sarei stato più vicino in classifica e magari un po’ più sereno. Ho fatto degli errori da pollo ed è finita così (ride)”.

Ti scoccia molto per come è finita?

Un po’ sì, a tre gare dalla fine sapevo di potere fare un bel risultato e poi mi sono mangiato tutto con le mie mani. Fa arrabbiare, ma fa anche parte del gioco”.

Cosa hai imparato da questo?

“Sicuramente che la costanza è quello che ti fa stare davanti in campionato. Più sei sereno e tranquillo e più i piazzamenti sono buoni, se succede a fine anno ti trovi davanti in classifica senza dovere fare cose stratosferiche. Essere costanti, soprattutto in un campionato corto come questo, fa la differenza, fare meno errori possibile è importante”.

È stato il segreto di Mir in MotoGP.

Esatto, lo ha fatto alla perfezione. Joan praticamente è stato praticamente sempre sul podio”.

Ti dispiace lasciare la Moto3 senza avere vinto il titolo?

Un pochino sì, quando ho iniziato ad andare bene è stato il momento in cui sono andato via (ride). Un po’ mi dispiace, con un altro anno avrei potuto migliorare ed evitare certi errori, ma il passaggio alla Moto2 fa parte di un progresso di crescita e sono contento di fare questo salto”.

Quando ti hanno proposto la Moto2 sei stato dubbioso o hai subito detto di sì?

Ho avuto moto di pensarci prima che me lo chiedessero perché avevo iniziato a sentire delle voci su questa possibilità. Ovviamente sono contento di salire di categoria in un buon team, li devo ringraziare”.

A Jerez hai provato la Moto2, quale stata la prima impressione?

Quella di una moto molto divertente e che va molto forte, devi pensare a un sacco di cose perché si impenna e derapa. C’è molto da imparare: devi essere morbido in frenata e rialzare presto la moto in accelerazione. Mi è piaciuto iniziare a lavorare su questi aspetti”.

Qual è la cosa che ti ha stupito di più al pronti-via?

Sicuramente la potenza, la moto si impenna e devi sempre controllarla, è la cosa più diversa rispetto alla Moto3”.

Pensi che il tuo stile di guida si adatti bene alla Moto2?

Credo che non esca troppo dai miei standard. Sono sempre stato un pilota che predilige di più frenata e staccata piuttosto che la percorrenza di curva. Spero di adattarmi il più in fretta possibile”.

Nella Riders Academy ha due campioni del mondo della Moto2 come Morbidelli e Bagnaia a cui chiedere consigli…

Per adesso non li ho ancora tartassati, altrimenti a inizio anno non mi ascoltano più (ride). Do loro un attimo di relax poi inizierò a gennaio. Sono molto fortunato, ho Bezzecchi come compagno di squadra, quest’anno è andato molto forte e potersi confrontare con lui sarà molto bello. Poi ci sono due campioni del mondo e Marini, sicuramente, gli chiederò qualcosa”.

Pensi che questo passaggio sia arrivato al momento giusto?

Credo di sì, doveva andare così, ho preso questa opportunità. Se fossi rimasto in Moto3 avrei potuto lottare di nuovo per il titolo, o forse sarei stato più in difficoltà. Alla fine sono contento di essere passato in Moto2”.

La Moto2 è l’ultimo passaggio prima della MotoGP, è un pensiero hai già?

Non mi sento ancora un pilota della Moto2 a tutti gli effetti. È un traguardo importante per la mia carriera, un passo verso il grande sogno, ma servirà ancora qualche anno prima di pensare alla MotoGP”.

Piloti come Vinales e Mir hanno fatto un solo anno in Moto2.

Se ci riesci recuperi un anno in MotoGP e loro hanno dimostrato di essere pronti, sono andati subito forte. Non so se per me sarebbe così, io ho bisogno di capire bene come funziona la categoria per essere veloce e poi passare di classe.

Il prossimo anno ci saranno tre pilote della Riders Academy in MotoGP: Morbidelli, Bagnaia e Marini.

È strano, quando ero arrivato nella VR46 eravamo tutti nelle classi minori. C’è tutto da imparare da loro, siamo fortunati perché loro hanno raggiunto un traguardo molto importante per la loro carriera e potere confrontarsi con loro dopo le gare e gli allenamenti è tutto di guadagnato, mi possono aiutare a crescere”.

Con chi hai il rapporto più stretto?

Conosco Bezzecchi dai tempi delle minimoto, è quello con cui ho più confidenza. Spesso mi capita di parlare anche con Morbidelli”.

Come ti immagini il 2021?

Secondo me la prima parte sarà simile a quest’anno, ma penso e spero che si riescano a fare più gare e più spaziate fra loro. Questa stagione è stato particolare soprattutto perché le gare erano tutte attaccate, non c’era il tempo per resettarsi e ripartire”.

Qual è l’obiettivo con cui parti?

Lo prendo come un anno in cui imparare il più possibile e migliorarmi, se riuscirò a essere il debuttante dell’anno sarà molto bello”.

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