MotoGP, Morbidelli: “Il Mondiale? Nel 2021 riparto da zero e non dimentico chi sono”

“Bisogna volare basso, perché siamo pur sempre un team clienti. I rally? Mentalmente sono più stressanti delle moto, ma in MotoGP c’è più individualismo”

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Qualche minuto dopo lo scoccare delle ore 14, è giunta al termine la lunga maratona a quattro ruote di Franco Morbidelli, iniziata lunedì con i test di Verona al volante della Hyundai. In Veneto il vicecampione MotoGP ha infatti affilato le armi per il Monza Rally, ovvero la gara del debutto del numero 21 nella specialità.

Un prestazione in crescendo quella del romano di Tavulia, che ha chiuso in 61^ posizione. Determinante infatti la rottura del braccetto rimediata sera, su cui ha pesato una penalità di oltre 30 minuti in vista della ripartenza odierna.

“È stata una figata – ha esordito Franco - adesso che è finita la gara posso dirlo. Durante il rally non potevo espormi più di tanto, invece ora che siamo arrivati al termine posso godermi finalmente il momento e le emozioni. Ringrazio davvero tutti, gli sponsor, Hyundai, Withu, così come tutte le persone che sono state al mio fianco e mi hanno accompagnato in questo percorso. Per me è stata un’esperienza bellissima, ma al tempo stesso durissima, perché le condizioni erano davvero al limite. Sono partito piano, cercando di progredire un passo alla volta e portare a casa la macchina sana e salva. Come tutti ben sapete sono un motociclista, ma questo weekend mi sono sentito un rallista”

Cosa porti a casa da questa lunghissima settimana, iniziata lunedì a Verona?

“Qua a Monza ho capito che non bisogna mai perdere la concentrazione. A differenza della MotoGP, nei rally ci sono giornate lunghissime tra prove, trasferimenti e parco chiuso, di conseguenza bisogna sempre rimanere sul pezzo. Mentalmente è molto più stressante rispetto alle moto, tanto che l’errore lo paghi più che correre in moto”.

Hai già mandato l’iscrizione per l’edizione 2021?

“Mi piacerebbe tornare a Monza, ma con un pizzico in più di preparazione. Purtroppo quest’anno il Mondiale è finito tardi e abbiamo avuto pochissimo tempo a disposizione. Ringrazio però tutti coloro che mi hanno sostenuto. Nonostante l’assenza del pubblico ho avvertito grande sostegno”.

Con Monza si chiude la tua stagione agonistica. Cosa ti ha insegnato il 2020?

“Quest’anno ho imparato che lavorare a casa, giorno dopo giorno, è importantissimo. Ho lavorato tanto in vita mia, ma quest’anno l’ho fatto mettendoci un pizzico di “serietà” in più”. Era lo step che ci voleva e serviva”.

Dopo il secondo posto alle spalle di Mir, adesso l’obiettivo è il Mondiale.

“Aspettiamo a fare programmi di così alto livello. Non devo dimenticarmi chi sono e chi siamo, perché Petronas è una grande squadra, ma siamo comunque un team clienti. Inoltre non bisogna volare troppo alto. Ripartiamo quindi da zero, facendo un passo alla volta, cercando di dare il massimo”.

A Monza Ogier ha conquistato il settimo titolo. Te lo aspettavi?

“Sono contento per lui. È venuto al Ranch in passato e ho avuto modo di conoscerlo. Quella tra lui ed Evans è stata una bella sfida, anche se nei rally non c’è quell’individualismo che prevale in MotoGP, perché si è più legati alla Casa. Qua sono più legati alla casa. Tanti complimenti anche ad Ostberg, per il titolo WRC2, è un pilota veloce e simpatico”.

Ad accompagnare Morbidelli in questa avventura è stato Simone Scattolin, che ha espresso grande soddisfazione per quanto fatto dal vicecampione MotoGP.

“Franco è stato bravissimo – ha commentato – nei rally l’aspetto determinante è l’esperienza, ovvero quanto tempo trascorri in macchina e i chilometri che macini. Franco ha iniziato lunedì a prendere confidenza con la Hyundai e passo dopo passo si è migliorato. L’aspetto che più mi ha colpito è stata la sua capacità di recepire e mettere in pratica, un qualcosa di sorprendente. Penso che sia andato oltre ogni aspettativa e spero di rivederlo nuovamente in macchina”.

Chissà mai che non torni per l’edizione 2021.

“Sarebbe bello e io sarei onorato di averlo al fianco. La cosa importante è che lui vada via da Monza soddisfatto e contento. Come ho detto i rally sono tosti e anche lui l’ha riconosciuto. Quest’anno la gara è stata estrema, ma lui è sempre rimasto sul pezzo con la testa”.  

    

 

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