MotoGP, Marquez: "Il mio rientro è stato affrettato. I medici devono frenare i piloti"

Marc ha parlato a DAZN pochi giorni prima della terza operazione: "Non ho mai temuto di non tornare lo stesso, ma so che tornerò solo quando sarò al 100%. Mir? Ha meritato il titolo, ma voglio riprendermelo"

Share


Marc Marquez ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Dazn pochi giorni prima di sottoporsi al terzo intervento avvenuto due giorni fa a Madrid. Nel corso dell'intervista sono stati tanti i temi toccati dal campione spagnolo, ma ovviamente gli argomenti centrali della chiacchierata sono state le sue condizioni fisiche. L'otto volte campione del mondo non ha mai parlato apertamente della scelta di sottoporsi al nuovo intervento, ma di certo rileggere le sue dichiarazioni oggi fa un certo effetto perché alla luce di quanto avvenuto, cambia la percezione riguardo le parole di Marc. 

"In una settimana le cose cambiano - ha risporto Marquez a domanda diretta sulla ipotesi della terza operazione -  in questo momento sto aspettando. Sto aspettando che l'osso si consolidi, sono in quello che si chiama ritardo di consolidamento. Nella seconda operazione hanno dovuto fare un innesto osseo, una pratica che comporta il rischio che non venga accettato dal corpo, oppure accettato lentamente. Questo è il motivo della lunga ripresa". 

Marquez ha poi confermato di stare valutando la terza operazione, una scelta che come sappiamo ha poi preso. 

"Spero di essere pronto all'inizio della stagione. Ci sono diverse possibilità, la terza operazione è una di queste. Anche se ci sono molte altre possibilità che la frattura finirà per consolidarsi da sola, ma anche che dovrò fare un'altra operazione. Ma anche in questo caso, i tempi stabiliti dai medici indicano che è possibile iniziare la stagione. Quello che so per certo è che finché non sarò al 100% non tornerò"

Lo spagnolo ha poi confermato di non aver mai temuto di non tornare lo stesso di prima. 

"Non mi sono mai preoccupato di tornare e di non essere più lo stesso. Ecco perché aspetto di essere completamente guarito, perché quando tornerò voglio essere lo stesso, non essere condizionato dal mio braccio. Dovrò essere pronto e con il mio corpo pronto a correre gli stessi rischi. E' il mio DNA, il modo in cui ho sempre corso per ottenere quello che ho ottenuto".

Per Marquez in ogni caso si è trattato di un 2020 che gli ha insegnato tanto. 

"Ho capito molte cose. Per esempio, che il ritorno in pista è stato precipitoso. La placca si è rotta quando ho aperto una porta scorrevole nel giardino di casa mia, ma non si è rotto lì, lo ha fatto a causa di tutto lo stress che si è generato a Jerez. È stato un errore. Cosa ho imparato? Che noi piloti abbiamo una pregio e un difetto, e cioè che non vediamo il rischio. Questo significa che sono altri a mostrarci i rischi. Dopo la prima operazione ho chiesto 'quando posso tornare in moto' ed è allora che il medico deve saper frenare l'animo del pilota, essere realistico. Sono andato a Jerez con la certezza che tutto sarebbbe andato bene, perché me l'hanno detto, perché sono coraggioso ma non privo di buon senso. Se mi avessero detto che la placca si sarebbe potuta rompere, a Jerez non sarei salito su una moto a 300 km/h".

Il pilota della Honda è anche intervenuto sulla stagione 2020 della MotoGP, che è stata a dir poco imprevedibile. 

"Non ci ho capito niente! Anche sulla stessa pista, da una settimana all'altra, le classifiche sono cambiate completamente. Non vedo l'ora di tornare per capire cosa sta succedendo. Joan Mir è stato il più consistente, ha meritato il titolo di campione del mondo. In questo campionato la regolarità è stata la cosa più importante e senza fare nulla di straordinario ha conquistato il titolo. Essendo il suo secondo anno in MotoGP ha dimostrato molto coraggio, battendo quelli che apparrivano favoriti sulla carta".

Marquez ha ben chiaro il proprio compito per il 2021. 

"L'anno prossimo Mir sarà il campione e dovrà difendere la corona. Indipendentemente da chi sarà in pista, bisogna lottare per essere i migliori. L'anno prossimo le moto saranno le stesse, non cambieranno, questo significa che tutto dipende da te e che ogni pilota potrà lottare per il titolo. E Mir lo farà perché ha talento, lo ha dimostrato. Ma cercherò di togliergli quel titolo, è chiaro".

Il Dottor Villamor ha spiegato l'intervento di Marquez

Ieri sera è intervenuto in TV il Dottor Angel Villamor, esperto in traumatologia, che spiegato la natura dell'intervento di Marc nel dettaglio per fermare speculazioni che si stavano rincorrendo facendo temere una condizione fisica del pilota peggiore rispetto a quella reale. Secondo quanto riportato dall'esperto, sarebbe stata posta una placca in titanio di dimensioni più grandi, aggiungendo sulla frattura tessuto osseo iliaco per migliorare ed accelerare la saldatura dell'osso. I tempi di recupero potrebbero essere più rapidi di quanto temuto inizialmente. 

Articoli che potrebbero interessarti