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Honda brevetta la moto che legge nel pensiero

La moto telepatica, capace di leggere nel pensiero del pilota, è l'ultimo brevetto del centro ricerca e sviluppo di Honda America

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Stiamo per avvicinarci al collegamento diretto moto-pilota, con le due ruote capaci di leggere nella mente per salvare la vita dei motociclisti e degli altri utenti della strada.

Qualcosa che per ora resta nel campo della fantascienza ma sulla quale il reparto ricerca e sviluppo di Honda America sta lavorando seriamente, come dimostrano i disegni depositati dal costruttore giapponese per la richiesta di brevetto.

Mai più soli

Ormai i sistemi di assistenza alla guida sulle moto sono numerosi, molti di derivazione automobilistica, come dimostra il più recente sviluppo e applicazione del radar sulle moto, già adottato da Ducati sulla Multistrada V4, da BMW sulla R 1250 RT e in fase di sviluppo da Kawasaki e da KTM per la 1290 Super Adventure.

Rispetto agli altri sistemi come ABS e controllo di trazione, che reagiscono al comportamento della moto (che a sua volte reagisce a quello del pilota) aggiustando una situazione di pericolo, i radar rappresentano una soluzione d tipo predittiva, ovvero legge la situazione praticamente in tempo reale e regola la dinamica della moto per evitare il pericolo.

Tutto avviene grazie a elaborazioni praticamente istantanee di dati della moto e all'integrazione degli altri sistemi di sicurezza e la centralina.

Ma ora altri due elementi potrebbero entrare in contatto tra di loro e la cose è davvero sorprendente: infatti Honda sta studiando un collegamento moto-pilota tramite elettrodi collocati nel casco.

Un legame diretto, sul filo della fantascienza, con una moto telepatica in grado di incrementare notevolmente la sicurezza dei motociclisti.

Più ambizione che talento

Ve li ricordate Casey Stoner e Valentino Rossi dopo l'incidente nel GP di Jerez de la Frontera del 2011, vero?! Il campione del mondo australiano, all'epoca in sella alla Honda HRC, venne steso dal campione del mondo italiano, all'epoca in sella alla Ducati e a fine gare Stoner chiede a Rossi se la sua ambizione non prevalicasse il talento.

Se succede tra campioni del mondo, di essere troppo ambiziosi, figuriamoci ai motociclisti della strada, che a volte si immedesimano nei protagonisti del Joe Bar Team e pensano (o sperano) di sapere cosa fanno.

E invece, un errore di valutazione o di controllo o l'imperizia, possono portare a delle situazioni diverse da quelle immaginate.

Honda sta cercando di fare un passo in avanti sul campo della sicurezza: se stiamo passando da moto che reagiscono a un comportamento a moto che prevedono il comportamento, le moto del futuro (più o meno vicino ancora non lo sappiamo) potrebbero leggere nella mente dei piloti prima di decidere come applicare la tecnologia di assistenza al pilota in dotazione.

La domanda di brevetto è stata presentata dal reparto R&S di Honda America a Los Angeles e fornisce un quadro più ampio di come tale tecnologia potrebbe essere integrata con quella già esistente per l'assistenza al pilota.

La moto telepatica

Secondo il documento del brevetto, il sistema "include un'interfaccia cervello-macchina" e "controlla uno o più componenti del veicolo in modo da fornire assistenza per eseguire il compito specifico".

Il brevetto spiega che gli elettrodi inseriti all'interno del casco del motociclista acquisiscono le informazioni sulle onde cerebrali, inviandole a un computer che interpreta quelle onde cerebrali per capire cosa vuole fare il motociclista.

L'esempio che Honda sceglie di usare? Semplicemente un'impennata. Quale motociclista non si immagina ad alzare l'anteriore, scintillando il posteriore grattando la targa?

Convertire quella visione in realtà richiede un livello di abilità, familiarità col mezzo e determinazione che vanno oltre quello della maggior parte dei motocisliti e tentativi mal giudicati potrebbero rivelarsi disastrosi (quando va bene).

Il sistema di lettura del pensiero di Honda capisce l'intenzione del pilota e, piuttosto che bloccare la moto, lo asseconda nella sua volontà, modificando però il comportamento della moto in modo da compiere una manovra perfetta.

Se fosse un campionato del mondo di stuntman, sarebbe considerato doping tecnologico.

In termini di elementi del sistema montati sulla moto, la maggior parte di essi è già una realtà: acceleratori elettronici controllati da computer e freni ABS, sistemi di controllo della trazione, accelerometri e unità di misurazione inerziale che monitorano angoli di piega, beccheggio e imbardata sono tutti all'ordine del giorno.

Nel brevetto Honda viene menzionato un altro componente, ovvero un sensore di coppia dello sterzo e un attuatore per "assistere" allo sterzo quando gli input del pilota sono sbagliati: come vi ricorderete, è un'altra tecnologia sulla quale Honda sta lavorando in un'ottica di guida autonoma, con la moto capace di sterzare da sola.

Gli elettrodi installati sul casco e il computer in grado di interpretare i segnali delle onde cerebrali in un'immagine accurata di ciò che si intende ottenere, sono invece ancora lontani ma potrebbe essere la tecnologia sci-fi che rivoluzionerebbe il modo di viaggiare in moto.

Elon Musk, a capo di aziende che hanno spinto sulla tecnologia come la guida autonoma, crede che la lettura della mente sia il futuro e infatti sta investendo nella neurotecnologia dell'impianto cerebrale, per realizzare una connessione diretta tra mente e computer tramite la sua società Neuralink.

C'è una grande mole di lavoro in corso sul campo e, sebbene possa sembrare frivolo usarlo per ottenere l'impennata perfetta, i potenziali benefici per la sicurezza di una moto che sa cosa stai provando di fare e può aiutarti a farlo sono chiari.

Resta inopinabilissimo però un elemento: il rispetto. Del codice della strada, della vita propria e degli altri, una guida sicura viene prima di tutto dal nostro comportamento. Un equipaggiamento di sistemi di assistenza possono essere il top di gamma, ma non possono garantirci di farla franca.

Quindi, prima di ogni tecnologia, c'è il nostro polso e il nostro cervello a comandare.

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