Nel 2020 meno gare ma più cadute, Zarco miglior cascatore in MotoGP

LA STATISTICA - La media di scivolate per GP è aumentata nella classe regina e in Moto2. Daniel, Navarro e Rodrigo sul podio dei peggiori

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Alla fine della stagione si guardano le classifiche per tirare le somme e ce n’è una in cui ogni pilota spera di non comparire, è quella riservata alle cadute. Durante questo campionato se ne sono registrate 722 in tutte e tre le classi, il numero più basso degli ultimi 10 anni, ma il motivo è il numero inferiori di GP corsi, 14 (per la MotoGP) contro i 19 del 2019 e i 18 degli anni precedenti.

Se si guarda la media delle cadute per GP questa è salita, con un totale di 12,8 per fine settimana nella classe regina, contro le 11,6 della stagione precedente. Anche in Moto2 la media si è alzata da 18,3 a 19,4, mentre l’unica classe in controtendenza è la Moto3, dove le cadute per GP sono state 16,6, il minimo storico dal 2000 in poi.

Tutte le categorie, invece, sono allineate su un dato: la gara è il turno in cui si cade di più: 222 incidenti sui 722 totali, ma sorprende poco perché è logicamente il momento in cui i piloti rischiano maggiormente. All’opposto del warm up, una sessione solo di studio, infatti sia i piloti della MotoGP che della Moto3 hanno fatto registrare il minor numero di cadute in quel turno, quelli della Moto2, invece, non rispettano questa regola, con 36 cadute, più di quelle in qualifica.

È il momento di parlare di piloti e sul più alto gradino del podio troviamo Johann Zarco, con 15 cadute. Il francese è riuscito a svettare di poco, perché Alex Marquez è arrivato a quota 14, ma essendo un debuttante è ampiamente comprensibile. Meno lo sono invece i tanti errori di Aleix Espargarò, 12, peggio di Lecuona e Binder.

Valentino Rossi, invece, è caduto molto in gara, ma poco in totale, 6 volte, una in più di Cal Crutchlow, solitamente nelle prime posizioni tra i cascatori ma quest’anno particolarmente attento, forse anche per via delle condizioni fisiche non ottimali che gli hanno fatto prestare particolare attenzione. Lo stesso numero di cadute le ha fatte anche il campione del mondo Mir e Morbidelli.

Come sempre nelle posizioni basse della classifica Andrea Dovizioso e Maverick Vinales, due piloti che sbagliano poco. Tralasciando Marc Marquez che ha corso una sola gara, stupisce l’ultima posizione di Danilo Petrucci, che in questo caso è un pregio. Il ternano ha toccato l’asfalto solo 2 volte in 14 GP.

 

Le prestazioni dei piloti della MotoGP non hanno però potuto nulla contro i colleghi di Moto2 e Moto3, che hanno monopolizzato il podio. Il premio (se così si può chiamare) è di Kasma Daniel, finito a terra ben 20 volte, una in più di Jorge Navarro, medaglia di argento, mentre il podio a Gabriel Rodrigo con 18 ruzzoloni.

Medaglia di legno per Izdihar, mentre il 5° posto a pari merito è per Loper, Chantra e Zarco.

Gli italiani sono al 6° posto grazie a Celeestino Vietti e Lorenzo Dalla Porta.

 

Arriviamo ai circuiti in cui si è andati più volte a terra. In questa speciale classifica si riconferma Le Mans come il tracciato più temuto, quest’anno in Francia si è arrivati alla tripla cifra e anche tonda: 100 cadute. Considerate le condizioni climatiche in cui si è disputato il GP non è un dato che sorprenda tanto. Invece è curioso che su un tracciato tecnico e sconosciuto ai più come quello di Portimao si si sia registrato il minor numero di errori in tutto il fine settimana: solo 32.

Non rimane che decretare quale sia stata la curva più insidiosa di tutto il campionato e non ci sono dubbi in merito. Con ampio distacco, vince la curva 3 di Le Mans (la sinistra della prima esse): durante il fine settimana in quel punto si sono registrate 30 cadute.

Vi lasciamo con le classifiche delle cadute dei piloti di Moto2 e Moto3.

 

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