Lorenzo Savadori: da quella fetta di panettone andata di traverso alla MotoGP

Storia, retroscena e curiosità: un anno fa fuori dalla Superbike, poi contattato da Honda e Aprilia, in seguito vincitore del CIV e ora ad un passo dal Mondiale 2021 con Aprilia

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Com’è strana la vita… Già, perché circa un anno fa di questi tempi, Lorenzo Savadori era fuori dal paddock della Superbike col rischio di dover appendere il casco al chiodo, mentre un anno dopo si ritrova a inseguire il sogno di poter prendere parte alla stagione 2021 della MotoGP con Aprilia.

È infatti di oggi la notizia che Aprilia deciderà dopo i test invernali la seconda sella al fianco di Aleix Espargarò con il romagnolo, chiamato a contenderla a Bradley Smith.

Andiamo però per ordine, riavvolgendo il nastro indietro nel tempo e partendo da una data: 21 dicembre 2019.

Qualche giorno prima di tale data veniamo a conoscenza che il 2020 di Perdercini è a forte rischio, dal momento che il patron della squadra tricolore è in rottura con Global Service Solution. Una situazione che rischia di ricadere ovviamente sui piloti, in particolare Lorenzo Savadori, scelto in autunno dalla squadra per partecipare al Mondiale Superbike con la Kawasaki.

Per fare chiarezza sulla situazione ci mettiamo allora in contatto con Lucio, in seguito con Lorenzo, che però ha poca voglia di parlare e cerca di sviare sull’argomento, vista soprattutto la delicata situazione. D’altronde potevamo ben capirlo. Dopo un anno di stop, a seguito della fine dell’avventura con Aprilia in SBK, un secondo anno senza corse può rappresentare il rischio concreto della fine della carriera a soli 26 anni. Troppo poco, ma questa è anche la legge del Motorsport e non c’è da meravigliarsi.

Lorenzo trascorre un Natale tutt’altro che sereno e spensierato, dove il panettone  gli finisce pure di traverso, anche perché nelle settimane seguenti la notizia della rottura tra Pedercini e GSS diventa di dominio pubblico e di conseguenza il romagnolo è fuori dal progetto Superbike. Lucio Perdercini, mettendo assieme i propri sponsor all'ultimo minuto, riesce a ripartire, ma con un solo pilota, ovvero Sandro Cortese.

Savadori si ritrova quindi senza sella e con grosso punto interrogativo sul suo futuro. Occhio però, che non tutti i mali vengono per nuocere ed è proprio in questo momento che arriva la svolta di un 2020 che inizialmente sembrava essere segnato. Già, perché a causa della positività al doping di Andrea Iannone, Aprilia contatta il cesenate per provare la RS-GP in occasione dei testi di Sepang.

Mentre Lorenzo è in Malesia, il suo manager Fausto Gresini, che si trova in Italia, riceve a sua volta una chiamata dalla Honda. È Midori Moriwaki, che gli comunica di voler offrire al proprio assistito la sella della Honda CBR 1000 RR-R al fianco di Takahashi. Consapevole della minaccia asiatica, Aprilia mette allora sul piatto la controproposta di diventare tester MotoGP.

Siamo al 10 febbraio e da escluso dalla Superbike, Savadori si ritrova con due possibilità sul piatto dopo nemmeno due mesi da quel 21 dicembre. Cosa fare allora? Scegliere di correre in SBK con l’ultima evoluzione della Honda oppure diventare tester in MotoGP. Una risposta anticipata, a tal proposito, ce la fornisce un certo Alberto Vergani: “Honda è una realtà che ha bisogno di poche presentazioni. Fossi in lui sceglierei di rimanere in Aprilia. Innanzitutto entri a fare parte di una Casa e magari sul lungo periodo ti giochi pure la possibilità di correre in MotoGP”.

Profetico a dir poco colui che è manager di Danilo Petrucci, tanto che Savadori rifiuta la Honda di Moriwaki e sposa il progetto di collaudatore Aprilia. Al tempo stesso eccolo presentarsi al via del CIV, dove centra il titolo tricolore con la 1100, mettendo fine al dominio della Ducati di Michele Pirro.

Il trionfo con Nuova M2 è il trampolino di lancio verso la MotoGP con Aprilia, complice la squalifica di 4 anni inflitta ad Andrea Iannone. Per lui, la doppia di Valencia e Portimao, dovevano essere tre apparizioni, nell’attesa che la squadra scegliesse il sostituto di The Maniac per il 2021. Peccato che la scelta l’avessero già in Casa, nonostante il tempo impiegato a passare in rassegna tutta la entry list della Moto 2.

Durante questo anno, soprattutto nei primi mesi del 2020, quando era a piedi, abbiamo avuto modo di parlare più volte con Lorenzo, chiedendogli fuori microfono: “Se non trovi nulla, pensi di appendere il casco al chiodo?”. Lui ci ha sempre risposto così: “No, io il casco non lo appendo al chiodo e nemmeno prendo in considerazione l’idea di farlo. Perché le corse rappresentano la mia vita e io so che posso dare ancora tanto a questo sport”.

Da oggi avrà tre mesi di tempo per dimostrare con l’impegno e il sudore che si merita questa benedetta MotoGP. Mai come ora, il destino è nelle sue mani. 

CLICCANDO QUI POTETE VEDERE l'intervista che gli abbiamo fatto in occasione dei test di Sepang.

 

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