MotoGP, Bagnaia: "Nel 2021, da ufficiale Ducati, non potrò essere incostante""

"Non dovrò battere solo Mir e Quartararo, come ho fatto in Moto2. Alla MotoGP abbiamo avuto approcci diversi: Fabio è stato subito veloce, mentre Joan solo quest'anno è stato  costante. Io veloce solo a sprazzi: non è accettabile".  

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"Sono stato veloce a sprazzi". Questa è la frase che meglio di tutte condensa la stagione di Pecco Bagnaia, il pilota che ha esaltato arrivando a convincere Ducati di affidargli una moto ufficiale per il 2021, ma che ha anche a volte deluso compiendo qualche errore di troppo. Il Bagnaia che è all'ultimo Gran Premio in sella ad una moto gestita dal Team Pramac prima di passare armi e bagagli al team Factory, è consapevole di dover fare un passo in avanti. 

L'orgoglio è anche punto dai risultati di altri due piloti che tra il 2019 ed il 2020 sono emersi in tutto il loro talento in MotoGP e stiamo parlando di Fabio Quartararo e Joan Mir. Bagnaia li ha battuti entrambi sonoramente in Moto2, quindi trovarseli adesso davanti in MotoGP rappresenta un ulteriore pungolo a migliorare. 

"Sicuramente abbiamo avuto tre approcci diversi alla categoria - ha spiegato Bagnaia parlando dei due rivali -  Fabio è arrivato e si è trovato subito molto bene, facendo dei podi già al primo anno, vincendo anche le prime due gare quest’anno. Mir ci ha messo un po’ di più, ma poi è stato il più costante quest’anno. Io ho avuto solo qualche sprazzo di velocità durante quest’anno. Sono piloti contro cui ho corso tante volte in passato e ci siamo sempre divertiti fra noi. Il prossimo anno spero di riuscire ad essere veloce, però penso a me stesso più che altro. Se riuscirò ad essere veloce e competitivo e costante, sarò più contento anche perché in pista non siamo in tre. Sarà fondamentale battere anche gli altri, non solo loro due". 

Di certo è stata una stagione strana. Secondo te il 2021 sarà altrettanto equilibrato oppure adesso conoscendo meglio le gomme si tornerà ad una 'normalità'?

"Difficile dirlo, la situazione quest’anno è stata proprio strana. Le due gare sulla stessa pista, pochissimo tempo tra una gara e l’altra. E’ stato un mondiale abbastanza difficile mentalmente, ma anche per le varie squadre, per i meccanici. Penso che il prossimo anno la situazione rimarrà abbastanza simile perché ormai le moto si equivalgono tutte, sono molto vicine e non ce n’è nessuna che è migliore delle altre. Probabilmente proprio per questo fattore, chi riesce ad adattarsi meglio ad una gomma riesce a fare la differenza. E’ un po’ quello che è successo quest’anno, perché se vediamo come sono andate le cose, ogni tanto la Yamaha ha dominato, ultimamente la Suzuki sta dominando, noi a Misano facevamo paura per quanto eravamo veloci. E’ molto difficile in questo momento capire cosa succederà il prossimo anno. Quello che è sicuro è che da pilota ufficiale Ducati avrò più responsabilità e sicuramente gli alti e bassi di quest’anno non devono più succedere e dovrò adattarmi in fretta alle varie situazioni. Questo è sicuro, ma ho tutto un inverno davanti per crescere, per riuscire a capire tutte queste situazioni". 

Sarà la gara dei saluti con i ragazzi di Pramac. Ha un significato particolare?

"Non abbiamo parlato di saluti, perché abbiamo quest’ultima gara da fare. Sicuramente sarà importante riuscire a fare una bella gara per salutare il team nel migliore dei modi possibili. Diciamo che quest’anno le cose non sono andate benissimo al team, abbiamo buttato via diverse gare in cui eravamo vicini a podi o vittorie, siamo stati un po’ sfortunati. Ma alla fine abbiamo sempre fatto un bel lavoro, abbiamo sempre dato il massimo. Mi piacerebbe ripagarli per la fiducia che mi è stata data da Guidotti e da Campinoti e dalla Ducati in questi due primi anni di mondiale in MotoGP. Sarebbe bello riuscire a fare una bella gara e salutarli nel migliore dei modi". 

Cosa ti aspetti da Portimao? 

"Portimao è una pista meravigliosa, vecchio stampo. Una di quelle dove ci vuole davvero il pelo. Mi è piaciuta subito moltissimo, sono stato entusiasta e siamo anche andati abbastanza forte con le stradali, quindi secondo me visto il suo layout e conoscendo la nostra moto, penso che possa essere una buona pista per noi. Però lo sto dicendo troppo spesso ultimamente. Vorrei prima andarci forte veramente. Di certo qui mi sono divertito come non mi capitava da anni, in tutti i giri che ho fatto. Non vedo l’ora di girare domani con la MotoGP, secondo me sarà divertentissimo e penso che sia perfetto per il mio stile di guida. Avremo 25 minuti in più, ma sarà importante essere subito molto competitivi. Potremo lavorare un po’ di più sulla moto, quindi dovremmo tutti trovare un buon passo in vista della gara". 

A Valencia ti aspettavi molto di più rispetto a come sono andate le cose in gara. 

"Direi che mi aspettavo di poter fare di più a Valencia. In FP2 avevo girato in 1’31’1 con gomme usate, poi nel warm up ho girato in 1’31’6, in gara per fare 32’ dovevo dare l’anima invece. Mi aspettavo molto di più sinceramente. Non ci sono spiegazioni precise. In gara ci sono sempre condizioni un po’ diverse, probabilmente la mia gomma posteriore non era performante quanto un’altra posteriore. Potevo però sicuramente sfruttarla un po’ di più, non so. Ho fatto molta fatica con il grip della gomma in gara". 

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