Prova Honda HR-V Sport Turbo Vtec 182 cv: pratica e sportiva

LA PROVA – Generoso il quattro cilindri 1.5 Turbo con fasatura variabile VTEC, ottimo il cambio manuale sei rapporti, fonde la sportività con la praticità di un crossover compatto

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Rinnovata lo scorso anno con un restyling, la Honda H-V guadagna questa accattivante versione Sport. Oltre alla connotazione estetica guadagna il sistema Perfomance Damper che, insieme all’ottima accoppiata cambio-motore, regala una inattesa e positiva esperienza di guida quando si alza l’andatura. Piacere di guida che va a braccetto con la praticità, grazie anche al Magic Seat che, ribaltando la seduta della panca posteriore, consente di caricare oggetti ingombranti ed alti senza alcun problema. Promossa anche nei consumi, andiamo a scoprirla nel dettaglio, dopo averla guidata per oltre mille chilometri.

CON LA SPORT GUADAGNA UN BEL LOOK AGGRESSIVO

La versione Sport la riconosci subito. Si, perchè oltre ai bei cerchi scuri, in questo caso da ben 18”, sfoggia uno spoiler frontale (con tanto di aggressivi splitter che sporgono dalla sagoma del paraurti), minigonne laterali, profili nero lucidi a regalare i muscoli ai passaruota ed un paraurti posteriore più aggressivo. Questo tocco nero (lucido) in abbinamento alla carrozzeria grigio scuro di questo esemplare (Platinum Grey Metallic – tonalità disponibile solo per l’HR-V Sport) incute quasi timore. Nella zona posteriore il doppio terminale di scarico rincara la dose, con un risultato che nel complesso resta però equilibrato e per nulla eccessivo, malgrado la marcata sportività di questa HR-V così allestita. L’allestimento Sport è dotato poi di gruppi ottici full LED, impreziositi sul posteriore da un effetto fumé e da barre interne e cromatura nere. Per il resto si conferma l’estetica (a nostro avviso azzeccata) dell’ultima HR-V le cui dimensioni, lo ricordiamo, sono 4.346 mm per la lunghezza (11 in meno per la standard), 1.770 di larghezza, 1.600 di altezza e 2.610 di passo.

DENTRO È CURATA, MA L’INFOTAINMENT È UN PO’ DATATO

Una volta che si è saliti a bordo le sensazioni sono inizialmente contrastanti. Da un lato quelle positive legate alla spaziosità ad alle finiture, dall’altro l’aspetto un po’ vetusto (rispetto alla attuale miglior concorrenza) del sistema infotainment. Sia chiaro, tutto funziona a dovere e non manca nulla (ad esempio è compatibile con Android Auto ed Apple Carplay), mentre la climatizzazione di contro si basa su moderni comandi a sfioro, annegati in un pannello con finitura black piano (nero lucido). Buona la capacità di carico, che nel caso di questa HR-V Sport va dai 448 litri di base fino ad un massimo di 1.043 litri, ma che sulle HR-V “standard” è leggermente maggiore, con un dato di 470-1.103 litri. La vera chicca la nasconde però la panca posteriore, con la seduta che scende quando si reclinano gli schienali, formando un piano uniforme con il bagagliaio, ma soprattutto con il Magic Seat, che permette di caricare oggetti alti, grazie alla seduta che si alza e ruota verso gli schienali.

Si tratta del medesimo sistema già visto sulla Jazz (qui la nostra prova), che peraltro prevede che gli schienali abbino due posizioni, per stare più comodi quando non serve tutta la capacità di carico. Honda lo definisce un sistema con tre scenari: Utility – gli schienali del divano posteriore si ripiegano in avanti mentre i cuscini si abbassano nel vano piedi posteriore, dando vita a un pavimento completamente piatto di 1.845 mm di lunghezza; Tall – i cuscini del divano posteriore si sollevano bloccandosi in posizione verticale per offrire un’altezza di carico (dal pavimento al tetto) pari a 1.240 mm, permettendo di alloggiare oggetti alti dietro i sedili frontali; Long – il sedile anteriore del passeggero si abbatte all’indietro mentre il sedile posteriore si abbatte in avanti formando così un ‘tunnel’ per alloggiare oggetti di lunghezza fino a 2.445 mm. Per il resto, belli i giochi cromatici ed i contrasti, sia per la selleria dei sedili che per i pannelli delle porte e la plancia, ma su tutto l’elemento che attira subito la nostra attenzione è quel pomello del cambio, lo stesso delle ultime S2000 prodotte. Di questo però ne parleremo più avanti.

SISTEMI SI ASSISTENZA E TECNOLOGIE AVANZATE PER HR-V SPORT

Fronte ADAS, Honda ha dotato la HR-V di sensori radar e di videocamere anteriori e posteriori. Questo pacchetto di tecnologie per la sicurezza attiva comprende: l’allarme di collisione frontale (FCW), il sistema di riconoscimento della segnaletica stradale (TSR), il limitatore intelligente di velocità (ISL), l’avviso di cambio di corsia (LDW) e il sistema di gestione automatica dei fari abbaglianti (HSS). Molto sofistica la gestione della frenata, che include sistemi di assistenza elettronica che massimizzano la potenza e migliorando la stabilità del veicolo. Nello specifico troviamo: ABS (Anti-Lock Braking System, sistema antibloccaggio dei freni), EBD (Electronic Brakeforce Distribution, ripartitore elettronico di frenata), VSA (Vehicle Stability Assist, controllo della stabilità del veicolo) e HSA (Hill Start Assist, assistenza alla partenza in salita). Oltre a questo è presente il City-Brake Active System che, fino a velocità inferiori a 32 km/h, in caso rilevi un rischio di collisione, aziona una prima frenata unitamente a un segnale visivo e acustico per poi arrestare completamente l’auto.

La versione Sport della HR-V, come accennato, non ha una mera connotazione estetica, ma promette di regalare una ottima esperienza di guida anche ai piloti più esigenti. Per ottenerlo è stato ottimizzato l’equilibrio tra rigidità, controllo della sospensione e sensibilità dello sterzo. L’HR-V Sport è dotato della speciale tecnologia “Performance Damper”, un sistema che permette di controbilanciare il movimento laterale e torsionale del telaio. Grazie a questo la vettura mantiene un assetto sempre ottimale in curva, migliora la stabilità nei cambi di corsia improvvisi e riduce le vibrazioni su strade irregolari. L’HR-V Sport ha inoltre una configurazione dello sterzo personalizzata, con il sistema di servoassistenza elettrica a doppio pignone e dal rapporto variabile, oltre alla tecnologia AHA (Agile Handling Assist) di Honda, che offre una risposta stabile ad angoli di sterzata centrale e quasi centrale e una risposta più fluida in quello fuori centro.

1.5 Turbo VTEC da 182 cv e con un ottimo sei marce manuale

La novità legata all’aggiornamento dello scorso anno, dal punto di vista delle motorizzazioni, è il nuovo TURBO VTEC da 1.5 litri da ben 182 cv, che in precedenza si era visto con la Honda Civic di ultima generazione. Questa unità è disponibile solamente per la versione Sport della HR-V, in abbinamento a questo magnifico manuale a 6 rapporti o al CVT. Si tratta di un motore moderno, efficiente e che sa essere anche parco nei consumi, ma con una filosofia che richiama il piacere di guida del passato ed, in questo, per noi è assolutamente preferibile l’abbinamento con una trasmissione manuale, piuttosto che quella a variazione continua, che privilegia il comfort, ma penalizza la bella sportività di questo quattro cilindri. La potenza massima di 182 CV è erogata a 5.500 giri mentre la coppia massima di 240 Nm viene raggiunta tra 1.900 e 5.000 giri. In abbinamento alla trasmissione automatica opzionale viene rivista l’elettronica, con valori che variano, spostando in alto di 500 giri il regime a cui viene erogata la potenza massima, mentre la coppia scende a 220 Nm, che viene raggiunta però in un range più ampio, tra 1.700 e 5.500 giri. La Honda HR-V Sport raggiunge una velocità massima di 215 km/h, passa da 0 a 100 km/h in soli 7,8 secondi, che salgono a 8,6 con il CVT (per una velocità massima di 200 km/h).

CAMBIO DA LODE, MA ANCHE LA GUIDA NEL MISTO SORPRENDE

Da fuori è forse una delle vetture dal look più sportivo (ma senza cadere negli eccessi) nel suo segmento di appartenenza. Moderna e dai muscoli scolpiti dalle generose nervature che contraddistinguono la carrozzeria, la HR-V in allestimento Sport si distingue subito ed è difficile non apprezzarla. Curata anche l’aerodinamica, come dimostrano, ad esempio, la calandra carenata o le maniglie delle porte posteriori nascoste nelle cornici dei finestrini. Come detto, dentro l’aspetto è comunque piacevole, ma un po’ meno moderno delle attese, soprattutto per la strumentazione (tre elementi circolari, due analogici per contagii e tachimetro ed un piccolo display non a colori) e per l’infotaiment (il sistema Honda Connect ha 5 anni e si iniziano a sentire).

Girata la chiave (fisica ed anche qui ormai il keyless sta diventando la regola) possiamo goderci quello che l’occhio attento di proprietario di una mitica S2000 non poteva non aver notato: il pomello del cambio manuale. Questa (almeno per noi “romantici”) è una delle sorprese più belle di questa HR-V. Da un SUV / Crossover ti attendi comfort, praticità e altro, invece finisci per perderti in quel pomello alluminio / cuoio che rappresenta una voluta citazione di una delle auto più iconiche della storia medio recente della Casa giapponese. La leva corta ha una escursione ed un inserimento dei rapporti che in parte ricordano la spider sportiva e che fanno pensare che l’opzionale cambio CVT possa restare tra l’elenco degli accessori “da lasciare ad altri”. Gli elogi (meritati) per il cambio fanno il pari con quelli che merita nella guida tra le curve, ma facciamo un passo indietro. La guida cittadina ci aveva “raccontato” di un SUV che concilia la buona spaziosità degli interni con ingombri che rimangono contenuti. La taratura più sostenuta degli ammortizzatori non penalizza troppo sui dossi e sulle asperità dell’asfalto, con il propulsore che regala un bel brio nel traffico cittadino. Il sistema Performance Damper e le tarature di ammortizzatori e sterzo però si fanno sentire quando ci si sposta su un percorso più guidato, magari iniziando a sfruttare più a fondo il suo motore.

In un’epoca in cui ormai si bada sempre più spesso a tecnologia, efficienza delle piattaforme elettrificate ed altri aspetti, la HR-V è riuscita a farci battere il cuore come ai vecchi tempi, grazie al bellissimo cambio, al motore pronto, potente e regolare nella sua erogazione ed alle risposte nella guida al limite, dove più si alza l’asticella, più lei riesce a sorprendere. Che dire, con lei se siete sulla vostra strada preferita essere in ritardo diventa un’ottima scusa per far digerire a vostra moglie una guida a velocità sostenuta. Un’auto un po’ fuori dal coro, questa Honda HR-V, soprattutto in questa versione Sport. Non è una sportiva, ma farà la felicità di chi per esigenze si orienta verso un SUV (anche se solo a trazione anteriore), ma non vuole rinunciare al piacere di guida. Promosso il sistema Performance Damper, che riesce a fare la differenza.

IL PREZZO ED I CONSUMI

Ci hanno sorpreso positivamente i consumi, soprattutto per essere un SUV a benzina. Sono rimasti contenuti in un dato di 5.9 l/100 km in autostrada a 130 km/h e in 6.4 l/100 km di media generale.

Nel listino la Honda HR-V “attacca” a 24.550 euro, per la versione Comfort Navi, con motorizzazione 1.5 VTEC aspirata da 130 cv. Passando alla Sport, che al motore aggiunge il turbo e oltre 50 cv, si sale a quota 30.450 euro, 31.800 con il cambio CVT. Unica ad utilizzarlo, ma anche unico motore disponibile per la Sport, la HR-V è anche acquistabile (in uno degli altri tre allestimenti), anche con una unità a gasolio, il 1.6 i-DTEC da 120 cv.

PIACE - Aspetto sportivo, abitabilità interna, consumi e piacere di guida (cambio su tutto)

NON PIACE - Prezzo più elevato di molte concorrenti dirette, sistema infotainment non dei più moderni

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