MotoGP, Rossi: "Dobbiamo ancora capire se la M1 2020 sia migliore della vecchia"

"La nuova Yamaha avrebbe dovuto essere un netto passo in avanti, ma la trovo simile alla 2019. Mir ha un talento incredibile, merita il titolo"

Share


La Yamaha sembra essersi nuovamente persa a Valencia, basta dare un’occhiata alla classifica al termine della prima giornata di prove. Al momento, solo quella di Vinales ha guadagnato l’accesso alle Q2, Morbidelli è 13°, Quartararo 16° e Rossi 17°. Al momento c’è poco da stare allegri anche se i distacchi sono quando mai risicati e Valentino è tutto sommato a soli 7 decimi e mezzo da Miller. Qualcosa, però, non va.

Ho parlato con Maverick, abbiamo più o meno gli stessi problemi - esordisce il Dottore - La moto si muove molto al posteriore e non abbiamo grip. Fra tutto noi, Franco è quello con il migliore passo e la vecchia moto, però le prestazioni rispetto alla nostra non sono tanto diverse”.

Ancora la vecchia storia per cui la moto dell’anno precedente sembra migliore della nuova?

Avevamo molte aspettative sulla M1 2020, perché ci era stato detto che in Yamaha si erano impegnati molto, che il motore sarebbe stato più veloce, che sarebbe stata decisamente migliore. Invece siamo alla penultima gara e dobbiamo ancora capire se sia meglio di quella dell’anno prima. Dipende dalle piste, più o meno mi sembrano uguali”.

È tutto da rifare?

Quest’anno la Yamaha su alcuni circuiti è stata competitiva, ha vinto 6 gare, ma sui tracciati più difficili per noi vengono fuori sempre gli stessi problemi. Oltre a questo, bisogna lavorare sodo sul motore perché sotto quell’aspetto siamo in difficoltà rispetto a tutti”.

È stata una stagione strana per tanti aspetti.

Non mi aspettavo che l’emergenza Covid cambiasse così tanto il campionato, invece è stato più complicato del normale. È difficile fare tutto, a iniziare dal viaggiare. Abbiamo corso su alcune piste, lo abbiamo fatto per due volte consecutive e spesso ci siamo trovati in una stagione diversa dal solito. Io spero e credo che il 2021 sarà meglio, la chiave sarà correre nei circuiti europei nelle dare classiche, se accadrà avremo un campionato di buon livello. Magari lasciare l’Europa sarà più difficile”.

Dopo Dovizioso anche Crutchlow ha annunciato che il prossimo anno non correrà. È in atto un ricambio generazionale?

“Cal e Andrea, i due piloti più vecchi dopo di me, mi hanno lasciato, ora la differenza di età dagli altri aumenta (ride). In questi ultimi anni tutti vogliono arrivare in MotoGP il prima possibile, mentre in passato c’erano piloti che continuavano a correre nelle classi minori, o avevano comunque meno fretta di fare il salto. È normale, perché questa è la Formula1 delle moto e tutti vogliono arrivarci”.

Anche Mir era stato poco in Moto2 e ora è a un passo dal Mondiale.

“A inizio stagione nessuno avrebbe scommesso su di lui, anche se era migliorato molto a fine dello scorso anno e anche nei test invernali. Lo trovo un pilota molto maturo, considerando il fatto che è solo al suo secondo anno in MotoGP e ne aveva fatto solo uno in Moto2. Ha un talento incredibile e se vincerà il titolo se lo sarà meritato al 100% perché è stato il pilota più costante. Ha vinto solo una gara, ma ci sarebbe riuscito già in Austria se la gara non fosse stata interrotta dalla bandiera rossa”.

Share

Articoli che potrebbero interessarti