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MotoGP, Pernat: "La sentenza di Iannone è un precedente grave, i piloti prendano posizione"

Il popolo dei social assolve Andrea. L'Aprilia? "Nè Dovizioso nè Lorenzo andranno a prendere il suo posto. Vedrei bene Chaz Davies" 

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La condanna di 4 anni inflitta ad Andrea Iannone è senza dubbio la notizia di giornata che ha sconvolto il Motomondiale. Proprio di questo abbiamo parlato in occasione dell’edizione speciale del BAR Sport, che ha visto come sempre presente Carlo Pernat.

Per anni il manager ligure ha affiancato Iannone e sulla vicenda non ha utilizzato troppi giri di parole, mostrando il proprio disappunto.

Andrea è stato ferito mortalmente – ha esordito Pernat – 4 anni di squalifica sono la fine della carriera agonistica. Questa è una sentenza scandalosa. Mi metto nei panni della WADA e di chi ha chiesto 4 anni di squalifica. Se penso ad un olimpionico o uno sciatore, una squalifica del genere è una mazzata, figuriamoci per un motociclista”.

Pernat entra quindi nel merito della vicenda.

“Già un anno di squalifica per contaminazione era il massimo, direi esagerato o pesantissimo. Il fatto è che la WADA considera l’intossicazione alimentare come doping e purtroppo la difesa non è riuscita a dimostrare il contrario, anche perché è difficile. La vicenda è accaduta in Malesia, come fai a rintracciare la carne in un posto del genere? Sta di fatto che loro hanno fatto di tutto per difendersi e questa situazione crea un precedente pericolosissimo per le moto”.

Il manager chiede quindi un intervento da parte dei piloti.

Se io fossi nei piloti prenderei una posizione netta, perché a questo punto ogni pilota deve fare attenzione a come si comporta e quali ristoranti sceglie per andare a pranzo o cena. Come ho già detto rischiamo che un caso del genere si verifichi nuovamente. Queste sentenze dovrebbero inoltre fare i conti con la situazione legata alle prestazioni del pilota in Campionato. Lo scorso anno Andrea era nelle retrovie”.

Pernat svela poi un aneddoto.

“Quando ero manager nel motocross, un pilota importante era stato trovato positivo. In quell’occasione la Federazione aveva fatto un tale casino che non fu nemmeno squalificato”.

Sta di fatto che adesso Aprilia dovrà capire cosa fare.

“Crutchlow è andato a parlare con Aprilia, comunicandogli di avere un’offerta da Yamaha. Lui ha detto che sarebbe stato disposto a firmare, ma prima della sentenza legata a Iannone. Aprilia però ha voluto aspettare il Tas”.

C’è poi la questione Lorenzo.

“I discorso con Lorenzo esistono, hanno parlato di affidargli il ruolo di tester. Il problema è che Jorge è fermo da un anno. A questo punto Jorge deve mettersi davanti a uno specchio e chiedersi: sono ancora un pilota? Per Aprilia è una faccenda complicata, perché al momento non ci sono alternative e Dovizioso non lo convinci. Penso che Andrea farà questa Academy con Cairoli”.

Intanto nel paddock si sussurra che Dovizioso possa aspettare una eventuale chiamata da Honda.

“Nel comunicato diramato da Honda quest’oggi, c’è scritto che l’obiettivo è puntare a ricominciare il Mondiale.  Dovi di sicuro è alla finestra con Honda, ma deve avere un progetto valido, pagato bene, per poter andare avanti. Honda a parte, secondo me Dovizioso non crede nel progetto di Aprilia, perché se no avrebbe già firmato”.

Tra i tanti nomi emersi c’è anche quello di Marco Bezzecchi.

“Aprilia tenterà con l’Academy di prenderlo. Mi sembra una cosa logica, il problema è che lui ha già un contratto in mano. Stessa cosa per Di Giannantonio. Purtroppo, come detto, non ci sono molte alternative. Il fatto è che una Casa le strategie deve farle ad aprile o maggio, senza andare più in là. Aprilia si è ritrovata senza le spalle coperte, cosa che invece doveva fare. Al momento ha solo opzioni di Serie B, a meno che non punti tutto su Lorenzo”.

Un affare tutt’altro che semplice quello legato al 99.

“Jorge può tenerti in piedi due mesi e poi salutare. Io punterei su Chaz Davies eventualmente. Purtroppo Aprilia non sa dove sbattere la testa”.

Infine una provocazione: Lorenzo collaudatore, Dovizioso pilota?

“Si picchiano prima di andare in moto. Credo che nessuno dei due però andrà in Aprilia”.

ASCOLTATE IL 'BAR SPORT 'SUL CASO IANNONE

 

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