MotoGP, Valentino Rossi: "Yamaha ha molto da imparare da Suzuki"

"La M1 si è ammutolità, ma non si è rotto il motore. Siamo lenti e abbiamo problemi di affidabilità, siamo rimasti indietro rispetto agli altri"

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Valentino Rossi ha fatto in diretta tv i complimenti a Davide Brivio: “siete stati grandissimi, tanto di cappello”. Il manager italiano ha risposto con signorilità e ironia: “molte cose le ho imparate da te, mi dispiace che ora ti giochino contro”.

Un divertente siparietto fra due persone legate da amicizia e rispetto reciproci, ma al Dottore la domenica di Valencia non ha offerto altre occasioni per ridere. La sua gara è finita dopo 6 giri, con la M1 ferma a metà pista.

Ho aperto il gas in uscita dalla curva 4 e la moto si è ammutolita. Non mi sono neanche arrabbiato, mi è venuto da ridere - racconta - Mi hanno detto che ho avuto un problema che non capitava da 12 anni. Però il motore non si è rotto”.

Per tutte le Yamaha è stato una gara disastrosa.

Io penso che dobbiamo imparare molto dalla Suzuki. Come noi usano un motore 4 in linea, si diceva che era una concezione vecchia, ma hanno dimostrato che non è quello il problema. La MotoGP è cambiata molto negli ultimi 5 o 6 anni, per certi versi è più simile alla Formula1, ma Yamaha non ha fatto questo passo in avanti. I tecnici che si occupano dei motori in Yamaha devono capirlo, i nostri avversari non sono più avanti solo tecnicamente ma anche dal punto di vista ingegneristico”.

Ieri avevi detto che il vostro più grande problema è il motore.

“C’è qualcosa che non funziona. Solitamente o si ha un motore veloce ma fragile, o un motore più lento ma affidabile: il nostro è lento e si rompe, abbiamo entrambi i problemi. Non è solo quello, uno dei punti di forza di Yamaha è sempre stata la dolcezza di erogazione, invece ora sembra che gli avversari siano migliori di noi anche in questo. Metti insieme tutti i problemi e capisci perché siamo dove siamo”.

Però lo sviluppo dei motori per il prossimo anno è congelato, come si migliora?

Questa non deve essere una scusa. In MotoGP si può lavorare su tante altre cose, per esempio sull’elettronica, sul raffreddamento, le marmitte, eccetera eccetera. Se Yamaha lavorerà bene e nella giusta direzione potremo fare un passo avanti”.

La M1 sembrava la miglior moto a inizio anno.

Come è già successo molte volte, noi partiamo bene, poi gli altri costruttori portano molte novità e finiscono l’anno meglio di noi. Anche se in questo campionato dipende molto anche da gara a gara, una settimana fa Morbidelli aveva vinto e a Valencia abbiamo faticato a trovare grip. È una situazione difficile, sembra ci sia qualcosa che non abbiamo capito”.

Ti riferisci anche alla nuova gomma Michelin?

Da quel punto di vista non c’è molta differenza, la trovo molto simile alla vecchia. Ha più grip ma anche qualche problema in più di durata, ma alla fine i nostri problemi sono gli stessi. Però, ripete, gli avversari hanno capito qualcosa e noi no”.

Quartararo e Vinales sono i piloti giusti per il team ufficiale il prossimo anno?

Non voglio parlare di me, ma dire che Yamaha ha dei grandi piloti: Quartararo, Vinales e Morbidelli sono veramente forti, con un moto competitiva si giocherebbero il Mondiale. Il problema non sono i piloti.

Cosa ti rimane di questa domenica?

È stato un grande peccato, avevo bisogno di girare, non solo per prepararmi alla gara della prossima settimana, ma anche per me dopo essere rimasto fermo. Avevo solo bisogno solamente di fare quei 27 giri, avevo fatto una bella partenza, poi avevo perso un po’ di tempo con Pecco, ma non stavo andando male. Infine la moto si è spenta. Come si dice in questi casi? Colpa di un pezzo di un euro”.

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