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MotoGP, Rins: "Ho sbagliato una marcia, spero domenica prossima di lottare con Mir"

"I risultati di Suzuki sono frutto del lavoro di anni. Il team e la Casa hanno lavorato tantissimo. Nel mondiale può succedere di tutto, magari settimana prossima potrò lottare con Joan"

MotoGP: Rins:

Suzuki vince e convince ma, per la prima volta nella storia recente, a salire sul gradino più alto del podio con la moto di Hamamatsu non è stato Alex Rins ma Joan Mir. Ebbene il giovane Mir ha finalmente ottenuto il suo primo successo in MotoGP battendo proprio il compagno di squadra con il quale ha formato la prima doppietta Suzuki dai tempi di Randy Mamola, quando nel 1982 a Hockenheim fece coppia sul podio con Virginio Ferrari. Mir con la vittoria di oggi ha messo una mano e mezza sul titolo mondiale con Alex Rins che, da secondo classificato, dovrà probabilmente arrendersi già tra 7 giorni. Ma lui non molla. 

“Sono contento per il campionato in realtà – ha detto – Ho 34 punti di svantaggio e tutto può succedere. Nelle ultime gare ho recuperato tanti punti e sul mio campionato pesa molto l’infortunio di Jerez. Ora sono a pari con Quartararo che, anche se sta avendo delle cattive prestazioni, è un ottimo pilota e con una grande mentalità. Può succedere di tutto ma al momento ci godiamo di essere primi in tutte le classifiche con la Suzuki”. 

Proprio il team e la moto sembrano essere, insieme al talento di Rins e di Mir, gli artefici principali di una stagione al di sopra delle aspettative. La GSX-RR sembra essere diventata la moto di riferimento sulla griglia, quanto è cambiata dal 2017, anno in cui ti sei è unito al team e quanto del tuo lavoro c’è in questi miglioramenti?

“La moto è cambiata moltissimo ha risposto lo spagnolo – Ci sono state delle modifiche importanti al motore e al telaio e Suzuki sta lavorando e ha lavorato tantissimo per portare miglioramenti ed aggiornamenti. I risultati che si stanno vedendo ora sono frutto del lavoro fatto in passato e so che in Giappone saranno molto contenti di questo. Ogni moto è un compromesso, noi curviamo in modo incredibile ma, per esempio, non abbiamo la frenata della KTM”. 

Proprio una KTM, quella di Pol Espargarò, è salita con voi sul podio oggi partendo dalla pole position. Che gara è stata? Guidavi il gruppo e poi sei andato largo e Mir è passato, cosa è successo?

“La verità è che ho sbagliato a mettere la marcia. Piuttosto che scalare di due sono salito di una, ho perso tempo e anche la possibilità di rimanere in testa. Mi sentivo molto bene in moto ma quando Joan mi ha passato non sono riuscito a rimanergli attaccato, aveva un gran ritmo. A quel punto ho pensato a non farmi passare da Espargarò che stava venendo su molto forte con la gomma dura”. 

Hai detto della gomma dura all’anteriore di Pol Espargarò. Avete pensato anche voi di montarla? Potrebbe essere una soluzione per la prossima settimana?

“Oggi sapevo che avrei usato la media perché ero andato molto bene nel warm up. Per settimana prossima speriamo di poter lavorare anche su mescole diversie tra cui la gomma dura. Ci sono ancora delle cose da sistemare sulla moto ma la mia base è molto buona. Magari lotterò con Mir, ancora non lo abbiamo fatto”. 

Alex, un commento sulla bandiera nera data nella gara di Moto3 ad Albert Arenas, era successa una cosa simile anche a te nel 2015 a Misano. 

Io capisco le ragioni di tutti, sia quelle dei team che si sono sentiti disturbati, che quelle di Albert. Lui è uscito dal box senza poter vedere le tv e ha fatto passare tutto il gruppo salvo poi recuperarlo. Io credo che se avesse scelto una curva diversa per passare Ogura non avrebbe preso la bandiera nera. Albert è un campione, oggi lo ha dimostrato nel recupero che ha fatto sugli altri piloti”. 

 

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