Rossi: "In MotoGP con Marini?Aveva 21 giorni quando vinsi il 1° titolo"

"Mi ha sempre detto che era il suo sogno correre insieme. La lontananza dalle moto? Chiuso in casa da solo per 24 giorni, ma appena risalito in sella mi sono sentito bene"

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Valentino Rossi è tornato e la prima battaglia con il cronometro l’ha combattuta a colpi di tamponi, quelli che ha fatto da domenica scorsa prima che si vedesse il risultato sperato: negativo. Così ieri ha potuto fare un primo giro nel box e oggi ha di nuovo impugnato il manubrio della sua Yamaha, dopo averla lasciata sola per più di tre settimane.

Non so se sia mancato più io alla MotoGP o la MotoGP a me, penso sia un pareggio - ha sorriso - A me è mancata la mia squadra, lavorare con loro per riuscire a essere veloci, respirare quella atmosfera. Ma la cosa più brutta è stata non guidare la Yamaha, perché certe sensazioni le provi solo su una MotoGP. Tutte le altre cose che faccio nella vita mi piacciono un pochino meno”.

Come hai vissuto questo periodo di lontananza obbligata?

Per fortunata sono stato male fisicamente solo per due giorni, avevo la febbre, ma non ho avuto problemi a respirare e non ho mai perso gusto e olfatto. Poi mi sono serviti altri 2 o 3 giorni per riprendermi completamente”.

Il tempo passava lentamente?

“É stata un’esperienza difficile perché sono stato chiuso in casa da solo per 24 giorni, praticamente non ho fatto nulla per due settimane. È stato noioso”.

Hai avuto paura di non riuscire a correre neanche a Valencia?

Dopo due settimane tutti le altre persone che erano state trovate positive con me sono diventate negative, ma io no. Ho avuto una gran paura di non potere correre neanche qui e infatti ho fatto 6 tamponi nell’ultima settimana, erano la mia sveglia mattutina alle 7.30”.

Com’è stato guardare le gare in tv?

Per niente bello, sopratutto vedere da casa il secondo GP ad Aragon. Nel primo non sarei riuscito a correre perché non stavo bene, ma poi sì ed è stato frustrante”.

Al tuo ritorno c’è stata però una bella notizia, con l’ufficializzazione di tuo fratello Luca Marini in MotoGP il prossimo anno.

Sono molto contento per lui, è il sogno di ogni pilota correre in MotoGP e lui lo farà con Ducati e su una buona moto. Poi lui ha sempre detto che correre con me era il suo sogno e sono contento che lo faremo in MotoGP”.

Era anche il tuo di sogno?

Sono contento naturalmente, per me sarà una bella motivazione. Il mio primo ricordo di Luca è molto particolare. Lui è nato il 10 agosto del 1997 e il ho vinto il mio primo Mondiale lo stesso anno ma il 31 agosto, ho l’immagine di lui in braccio a me tornato a casa da campione del mondo, aveva solo 21 giorni. Il prossimo anno saremo insieme in MotoGP, sono contento soprattutto per lui”.

Dovrai aspettare ancora qualche mese per questo, come è stato invece tornare sulla M1?

“Mi sono sentito subito bene, non ho avuto particolari problemi a parte quello di avere perso la giornata di ieri, è più difficile senza avere girato il venerdì. In Q1, purtroppo, abbiamo trovato delle condizioni abbastanza brutte, perché noi soffriamo quando l’asfalto si asciuga. A parte questo, le sensazioni in sella sono state buone”.

Ieri è arrivata la notizia della penalizzazione di Yamaha per avere modificato i motori senza permesso, cosa ne pensi?

Credo che il nostro primo problema sia il dipartimento che si occupa del motore, che è il nostro punto debole. Già non ha grande potenza e neppure una buona guidabilità e hanno fatto anche quell’errore con le valvole. Per il resto, so solo che quando ho usato quell’unità si è rotta, quindi per me non sarebbe cambiato nulla comunque”.

Sembri critico sul lavoro fatto nell’inverno.

C’erano molte aspettative per la moto 2020, ma alla fine non c’è stato un passo avanti decisivo, infatti Morbidelli ha vinto due gare con la vecchia”.

È Suzuki la migliore moto ora?

Penso che abbiano lavorato bene, Brivio è riuscito a fondere insieme il lavoro di giapponesi e italiani. Non è un caso che la loro moto ora sia così veloce”.

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