MotoGP, Garrett: "Salire sulla Yamaha di Valentino Rossi è qualcosa di folle"

"Voglio scoprire qual è il suo approccio alla gara. Ho chiesto consiglio a Spies, ma dovrò metterli in pratica. La pioggia? Mi permetterà di lavorare più lentamente"

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Il sorriso è quello del bambino l’attimo prima di scartare un regalo. In un certo senso questo fine settimana (non si sa ancora se completo) sulla Yamaha MotoGP per Garrett Gerloff è esattamente questo, un dono, che neppure l’americano si aspettava.

Pensare di buttarsi nella mischia su una moto, in una categoria e su una pista sconosciute farebbero tremare i polsi a molti, ma il pilota americano pensa solo a godersi questo momento.

Avrei preferito arrivare in MotoGP non in una situazione come questa, non è un bene che Valentino sia positivo al Covid, ma rimane un’opportunità meravigliosa - dice il texano - È stato tutto abbastanza folle, ma la squadra mi ha dato un grande benvenuto e penso mi troverò bene con loro”.

Garrett non salirà solo sulla moto del Dottore ma lavorerà anche, naturalmente, con la sua squadra.

Sarà qualcosa di fantastico, seguo la MotoGP dal 2006 e ho un grande rispetto nei confronti di Valentinom no  ho parole per descrivere l’emozione di salire sulla sua moto - spiega - Voglio sapere quale sia il suo approccio al fine settimana, cosa fa, che strategia usa. Mi piacerebbe avere il quadro completo della situazione”.

Per Gerloff è un’occasione unica anche per migliorarsi come pilota. Lo statunitense non dimentica che poco più di un anno fa correva nel MotoAmerica e che ora è nella massima serie del motociclismo, dopo una stagione nel Mondiale SBK.

È successo tutto così velocemente - ammette - Venire in Europa è difficile, c’è una diversa cultura e devi adattarti, ma quando ci riesci puoi imparare tanto e in fretta, come è successo a me quest’anno in SBK, hai la possibilità di passare al livello successivo. Mi alleno con alcuni piloti del motomondiale, come Vierge, McPhee, Schrotter, siamo tanti, guidiamo la stessa moto e posso imparare tanto. Anzi, a volte devi imparare la stessa lezione due volte, perché ti dimentichi di qualcosa. Sono tutti dettagli, ma insieme posso cambiare tutto”.

La MotoGP per lui è un mondo sconosciuto, ma ha ricevuto qualche buon consiglio.

“Ho cercato di averne il più possibile - sorride - Ho parlato con Josh Hayes e soprattutto con Ben Spies che me ne ha dati molti, anche sui lui manca da 10 anni e alcune cose sono cambiate. Poi avrò Canepa insieme a me e anche lui ha esperienza in MotoGP, ma una cosa è ascoltare i consigli e un’altra metterli in pratica”.

Anche Wayne Rainey ha chiamato Gerloff per complimentarsi con lui “ma quando mi ha telefonato dormivo e non sono riuscito a rispondergli - confessa - Queste ultime 24 ore sono state pazze. Sono molto grato a Wayne, perché con MotoAmerica ha creato una piattaforma in cui noi piloti possiamo crescere”.

Ancora qualche ora e Garrett salirà sulla M1, forse ad attenderlo troverà la pioggia ma non è una cosa che lo preoccupa.

Per me andrebbe bene, perché permette di lavorare più lentamente - dice - Non ho mai girato su questa pista e nemmeno su una MotoGP, ma la pioggia mi piace”.

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