MotoGP, Dovizioso: "Un anno intero senza miglioramenti mi ha destabilizzato"

"Credo nel titolo perché può ancora succedere di tutto, ma in questa stagione non siamo riusciti ad avvicinarci ai nostri avversari"

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Più che i punti di distacco in classifica, le previsioni (impossibili) su quanto le ultime piste favoriranno o meno la Ducati, le elucubrazioni sulle gomme, la domanda è: Andrea Dovizioso crede ancora di potere vincere questo Mondiale? Non è un interrogativo così banale, perché a volte è sembrato che il forlivese non credesse possibile centrare il bersaglio più importante.

Il Dovi risponde alla domanda e, come sempre, lo fa in una maniera molto analitica.

Questo è un campionato così pazzo, con così tanti alti e bassi da parte di tutti, questa situazione ti fa dire che si può provare - le sue parole - Quest’anno è successo di tutto e succederà di tutto, perché le gomme saranno sempre quelle e in ogni pista è una storia diversa. Quindi l’approccio è quello di non dare troppa importanza a quello che non sta funzionando”.

Però…

“Però a questi livelli non te la puoi raccontare troppo. Ci sono state un tot di fare in cui non siamo stati competitivi, in cui ci siamo giocati il 10° posto, e questa è la realtà. Bisogna essere obiettivi e noi pariamo dall’ultimo giro della gara di Aragon, che è andata come è andata. Il brutto di quest’anno è non essere riusciti, chissà perché, a progredire durante la stagione”.

L’unica certezza è che non ci sono certezze?

Abbiamo avuto tanti alti e bassi, come tutti, ma noi più degli altri. Se guardiamo alla Ducati, ci sono stati piloti diversi che a sprazzi sono andati molto bene per poi tornare indietro. In un’annata così è difficile fare una strategia o essere fiduciosi, è diversa da tutte le altre. Soprattutto per me, che nelle ultime tre stagioni ero stato molto costante, essere in questa situazione mi destabilizza e non siamo riusciti, fino a ora, a trovare delle soluzioni, ad avvicinarci ai nostri avversari”.

Come affronterai questo Gran Premio?

Domani sarà bagnato, Valencia è una pista particolare, io parto carico”.

È tutta colpa delle gomme?

Dare la colpa delle nostre prestazioni solo alle gomme è sbagliato, dire che sono il motivo di questa incertezza invece è vero. Questi pneumatici non ci permettono di essere costanti e forti in quelle aree dove lo eravamo. Avevo capito subito che le nuove gomme erano diverse, avevo delle perplessità, avevo avuto la conferma già nei test di Jerez dello scorso novembre”.

Non sembra essere cambiato molto da allora. 

Quando accadono certe cose bisogna lavorare, c’è l’inverno e poi un’intera stagione davanti. Dopo due test non puoi avere la situazione completamente sotto controllo. Io lo avevo detto, ma ancora adesso non è chiaro cosa bisogna fare. Se tutto fosse semplice, i piloti che sono andati forte in una pista dovrebbero esserlo anche nelle altre.

È un problema strutturale della Desmosedici?

Ci sono gare in cui la Ducati è stata la moto più veloce, come è successo a Misano con Bagnaia, questo mi fa pensare che non ci siano cose grosse da cambiare, non so se sia necessario farlo. Sono sicuro che Ducati nell’inverno si butterà a capo fitto sui dati per capire cosa è successo: una cosa è seguire quello che chiede la gomma, ma poi rimangono le caratteristiche della moto e sono loro a doverle valutare”.

Queste saranno le tue ultime tre gare sulla Ducati.

“Mi sarebbe piaciuto essere in una situazione migliore, godermele di più, con risultati simili a quelli degli ultimi tre anni”.

Non tutto è perduto, sulla Yamaha pende un’investigazione sui motori usati a Jerez.

Non conosco i dettagli della cosa, né le possibili sanzioni, ma penso che si saprà di più fra non molto. Noi dobbiamo rimanere concentrati per riuscire a stare davanti, essere veloci. Sto vivendo un anno strano perché non ho la competitività e la costanza che ho sempre avuto”.

E il tuo futuro?

“Non è il momento di parlarne, stiamo lavorando su alcune idee”. 

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