MotoGP, Chi è Garrett Gerloff, il sostituto di Valentino Rossi made in USA

Texano, umile ma sicuro dei suoi mezzi. Yamaha gli ha preferito Locatelli per affiancare Razgatlioglu nel 2021 ma ripone molta fiducia nel suo talento. E' molto legato agli eroi USA del passato: Rainey, Edwards, Hayden, Spies

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“Se finirò per correre questo fine settimana, sarà una battaglia in salita senza conoscere la moto, le gomme, i freni, ecc. Inoltre, non sono mai stato sulla pista di Valencia. Ma sono fiducioso e pronto per la sfida! Grazie a tutta la Yamaha”. A parlare è Garrett Gerloff, talento USA arrivato ad inizio 2020 nel paddock della Superbike dal MotoAmerica, che è stato scelto da Yamaha come possibile sostituto di Valentino Rossi per il GP d’Europa. Facciamo un passo indietro: chi è Gerloff?

 

Partiamo dal recente passato, ovvero dall’ultima stagione SBK. Il texano classe 1995 (Gerloff è originario di Spring, vicino a Houston) aveva fatto il suo esordio “ufficiale” nei test di Aragon ad inizio novembre del 2019 e poi la doppietta a Jerez tra fine novembre 2019 e gennaio 2020. Proprio a Jerez lo avevamo incrociato per la prima volta e quello che ci era parso nel corso delle consuete interviste e delle “chiacchere da paddock” era di avere di fronte a noi un ragazzone americano dalla spiccata umiltà, ma con tanta sicurezza nei propri mezzi e soprattutto molto legato agli eroi USA del passato. “Wayne Raney, Colin Edwards, Hayden, Ben Spies, loro sono i miei eroi. Io mi sento diverso da loro ma li vedevo correre, realizzare i loro sogni e vincere. Un giorno vorrei far parte di questi nomi” ci aveva detto nella sua prima intervista con GPOne. 

Garrett arriva, come detto, dal MotoAmerica dove ha vinto il campionato Supersport due volte ed è stato protagonista di quattro successi in gara nella categoria SBK chiudendo il suo anno da rookie in 5° posizione e il 2019 in 3°. Da lì la promozione nel mondiale, un cambiamento molto drastico per un pilota americano che mai aveva solcato le piste del Vecchio Continente le uniche, oltre all’Australia, a far parte del calendario SBK 2020 ovviamente condizionato dal Covid. Tralasciando il primo weekend di Phillip Island, iniziato con un 14° posto e finito in ospedale dopo una brutta caduta, a Garrett è servito qualche qualche weekend di rodaggio estivo per ambientarsi, fino ad arrivare all’esplosione nell’ultima parte della stagione.

Il podio di Barcellona, seguito dalle buone ma sfortunate prestazioni di Magny Cours e dal terzo e secondo posto dell'Estoril, è stato la conferma definitiva delle potenzialità di Gerloff tanto da far titubare Yamaha sulla scelta del compagno di squadra di Toprak Razgatlioglu. Tutto sembrava fatto con tra il team ufficiale e Andrea Locatelli, protagonista di una stagione incredibile in Supersport con il team Bardhal Evan Bros, ma le belle prestazioni di Gerloff avevano rallentato le conferme, arrivate solo alla vigilia dell’ultimo round dell’Estoril. 

In realtà Garrett già a luglio, appena dopo la conferma dell’accordo tra Van der Mark e BMW ci aveva detto che le sue possibilità di approdo nel team ufficiale per il 2021 sarebbero state vicine allo “zero”, un comportamento molto insolito per un pilota. Gerloff, però, è umile e conscio dei suoi mezzi “L’importante per me è continuare ad imparare e fare risultati – ci aveva detto – Il mio obiettivo è correre per il team ufficiale e farò di tutto per riuscirci ma non credo di avere molte possibilità di prendere il posto di vdMark. Spero che quando sarò più pronto daranno una seconda occhiata verso di me”. 

Un’occhiata, lo sappiamo per certo, Yamaha l’ha data anche quest’anno e, forse, l’opportunità di poter guidare una Yamaha MotoGP in un weekend di gara, privilegio mai concesso neppure in un test (per ora) neanche al gioiello Toprak Razgatlioglu, è sinonimo della grande fiducia che la casa di Iwata ripone nel talento del texano. Se il tampone di Valentino Rossi sarà ancora positivo, venerdì in sella alla M1 del numero 46 ci sarà Garrett Gerloff a giocarsi quella che potrebbe essere anche l’opportunità di una vita. L’unico rimpianto per Gerloff, sempre nel caso in cui scenderà in pista, sarà non poter competere con Valentino e con Marc Marquez, il suo pilota preferito per il modo in cui guida la moto e per la mentalità vincente. 

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