VR46 Academy, dal mondiale Moto3 al CIV nel 2021

Sembra che a fine 2020 la VR46 abbandonerà la minima cilindrata. Si apre un buco nella preparazione dei piloti che, sembra, verrà chiuso con una partecipazione più attenta nel CIV

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Non c'è ancora la conferma ufficiale ma sembra che il team Sky VR46 abbandonerà la Moto3 il prossimo anno. Non è una buona notizia, anche se prodromica allo sviluppo della Moto2 e, più avanti addirittura di un team in MotoGP.

I talenti sfornati dal Ranch di Valentino Rossi comunque avanzano. E in MotoGP le gare sono sempre più pazze e imprevedibili grazie anche ad un abbassamento generale dell'età dei partecipanti che rende sempre più difficile l'identicazione dei possibili favoriti, anche per la gioia degli appassionati delle scommesse online, e mai come quest'anno dopo l’infortunio occorso al pluri-campione del mondo Marc Marquez.

Dopo qualche anno in cui il vivaio spagnolo si è dimostrato molto più attrezzato e forte ci sono soddisfazioni anche per i colori italiani.

La mission della VR46 Academy

Tutto è nato nel 2013, da una semplice e un po’ pazza, più che altro per l’ambizione che portava necessariamente con sé, idea di Valentino Rossi e del suo team di amici e collaboratori.

Un progetto che è maturato sempre di più e che, da sette anni a questa parte, ha portato in dote anche una serie di frutti notevoli, che sono sotto gli occhi di tutti. I successi mondiali di Franco Morbidelli e Pecco Bagnaia, in Moto2, rispettivamente nel 2017 e nel 2018, sono le prestazioni più eclatanti. La prima vittoria targata Academy è stata quella di “Morbido” nel 2017 in Moto2; vero è che il romano di Tavullia era in sella alla moto del team Marc VDS Racing, ma la costruzione del suo successo nasce sempre e soprattutto in quel ranch. Diverso e con un gusto decisamente più speciale, è stato il trionfo nel 2018 di Pecco Bagnaia, ancora in Moto2 ma questa volta a bordo dello SKY Racing Team V46.O

Oggi entrambi sono in crescita tanto che il primo ha già vinto due Gran Premi, a Misano e ad Aragon, nel team Petronas-Yamaha ed il secondo, sul podio a Misano, rivestirà il ruolo di pilota ufficiale Ducati nel 2021.

In realtà, anche il percorso che stanno facendo Vietti, Marini e Bezzecchi nelle categorie inferiori rispetto alla MotoGP, è tutto da apprezzare. E i successi, i podi e le grandi prestazioni, non arrivano certo per caso. Tutto, invece, è frutto di un lungo e accurato lavoro che è stato svolto con la Academy, che ha messo loro a disposizione uno staff di professionisti, composto da nutrizionisti, allenatori e medici, che riesce ad abbinare qualità e organizzazione. In una parola sola, efficienza.

I migliori piloti usciti dall’Academy

Abbiamo parlato in precedenza di Pecco Bagnaia e Franco Morbidelli, ma non sono di sicuri gli unici che sono stati sfornati dall’Accademia del Dottore. Basti pensare anche a Luca Marini, Marco Bezzecchi, Celestino Vietti, Andrea Migno, Niccolò Antonelli e Stefano Manzi, che si stanno facendo notare.

Dando un’occhiata al passato, dalla VR46 Academy sono passati anche talenti come Romano Fenati, nato però nel team Italia FMI, Lorenzo Baldassarri e Nicolò Bulega. Tanti altri, come si può facilmente intuire, sono in rampa di lancio. Due nomi su tutti? Elia Bartolini, che corre in CIV Moto3 e Lorenzo Bartalesi. Il talento non manca di sicuro e in futuro potranno dire la loro anche in categorie superiori.

Quanto costa per i piloti?

Preparare i nuovi talenti del Motomondiale non è affatto semplice, anche dal punto di vista dei costi che devono essere sostenuti. Eppure, il modello di business di questo progetto è virtuoso, evitando soprattutto di pesare sulle spalle di giovani piloti che, in diversi casi, non hanno grandissime possibilità economiche.

I piloti non devono sborsare nulla di tasca loro durante il percorso di crescita professionale. Al tempo stesso, però, devono accettare di dare una percentuale dei loro guadagni futuri (sembra intorno al 10%), solamente dal momento in cui, però, sul loro conto di banca arriveranno almeno 50 mila euro all’anno.

Insomma, un accordo piuttosto vantaggioso, non c’è che dire. E il progetto sta dando ampiamente i suoi frutti, rivelandosi estremamente effiace dal punto di vista prettamente sportivo. Sì, perché negli ultimi sette anni, è stato abbattuto il muro delle 40 vittorie e dei 100 podi.

 

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