MotoGP, Yamaha licenzia Lorenzo e apre a Dovizioso: "Vogliamo un test team forte nel 2021"

Takahiro Sumi, project manager di Yamaha in MotoGP: "Avevamo un progetto, ma Jorge ha avuto solo una opportunità di girare dopo i test di Sepang"

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I destini della Yamaha e quelli di Andrea Dovizioso potrebbero incrociarsi a breve di nuovo, dopo la parentesi vissuta assieme nel 2012, anno in cui il pilota corse una magnifica stagione in forze al Team Tech3 arricchita da sei podi ed un quarto posto in classifica generale a fine stagione. Che ci fosse una grande intesa tra Dovizioso e la moto di Iwata era più che chiaro a tutti, ma nel 2013 iniziò per Andrea la grande avventura in Ducati che terminerà alla fine di questa stagione. 

A questo punto le possibilità di rivedere Dovizioso in sella alla M1 sembrano maggiori di altri scenari che si sono profilati all'orizzonte nel corso dei mesi e il fallimento del progetto legato al ritorno di Jorge Lorenzo in Yamaha nel ruolo di tester ha spalancato di nuovo le porte di Iwata all'ormai ex Desmodovi.

Takahiro Sumi, project manager di Yamaha in MotoGP ha parlato di questa possibilità, analizzando anche la stagione 2020 per il Costruttore giapponese. Non si può definire un'annata trionfale, ma la classifica iridata al momento vede Joan Mir condurre le danze davanti a ben tre M1, la moto che ha raccolto il maggior numero di successi in stagione grazie alle tre vittorie di Quartararo, le due di Morbidelli e l'affermazione a Misano di Vinales. 

"La nostra idea all'inizio era di fare più test in Europa nel 2020 - ha dichiarato Sumi - questo era il nostro piano, ma purtroppo la situazione non ci ha permesso di metterlo in atto perché anche solo viaggiare non sarebbe stato facile. Ovviamente non ce lo aspettavamo affatto, abbiamo perso il nostro vantaggio e Jorge Lorenzo ha potuto fare un solo test dopo quelli di febbraio a Sepang. E' un peccato, ma stiamo cercando di trovare il modo per fare più test sui tracciati europei nel 2021, continueremo a lavorare in questa direzione".

A domanda diretta sull'ipotesi legata a Dovizioso, Sumi non ha preso posizione, anche se lo stesso Valentino Rossi aveva caldeggiato (leggi QUI) fortemente questa ipotesi.

"Stiamo valutando come mettere assieme la struttura del test team" ha risposto l'ingegnere giapponese. 

La classifica sorride alla Yamaha, eppure Sumi non è troppo contento del lavoro svolto in inverno sulla moto, definendo perfettibile la M1 2020. 

"Ad essere onesto, non siamo molto soddisfatti, ma sono contento per la nostra prestazione complessiva. Nel 2019 eravamo molto forti nelle libere ed in qualifica, ma poi ci perdevamo in gara. Questo era l'aspetto su cui volevamo migliorare ed anche la nostra velocità massima resta uno dei temi principali del nostro lavoro. Abbiamo fatto dei passi in avanti rispetto allo scorso anno, ma anche tutti i rivali sono migliorati parecchio. La situazione da questo punto di vita non è cambiata quanto speravamo". 

Non essendo consentito sviluppo sul motore per il 2021, secondo quanto stabilito ad inizio stagione per tutte le ovvie problematiche economiche relative al Covid, Sumi sottolinea che lo sviluppo dovrà essere concentrato su altro. 

"Possiamo lavorare per sviluppare i nostri punti di forza. Adesso la velocità e la manegevolezza non sono delle caratteristiche solo della Yamaha. I concorrenti sono migliorati molto da questo punto di vista, soprattutto la Suzuki. Quindi dobbiamo fare dei passi in avanti ed in ogni caso non ci arrenderemo per quanto riguarda il lavoro sulla velocità massima, nonostante sia congelato lo sviluppo del motore. Dobbiamo trovare altre aree per migliorare, magari curando ancora meglio i nostri punti di forza e sistemando le nostre debolezze". 

Quando mancano tre gare a fine stagione, sulla Yamaha aleggia ancora lo spettro di eventali problemi ai motori, ma Sumi resta ben abbottonato al riguardo. 

"Problemi a fine anno con i motori? La strategia di gestione dei nostri motori è ovviamente altamente riservata. Su questo purtroppo non posso dire nulla al momento". 

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