MotoGP, Morbidelli: "Quando è morto mio padre, Rossi mi ha detto 'io ci sono'"

"Quello è stato l'evento più sconcovolgente della mia vita e Valentino mi ha aiutato. Per me è più come uno zio, mi ha aiutato, insegnato ed ispirato. Il titolo? Penso di potermela giocare"

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Franco Morbidelli è rientrato di forza nella lotta per il titolo MotoGP grazie alla vittoria nel Gran Premio di Teruel ma soprattutto grazie alla costanza messa sul piatto per l'intero arco della stagione. Sono almeno tre gli episodi che sarebbe lecito definire sfortunati e che al momento gli impediscono di essere in prima posizione in classifica e ci riferiamo alla rottura del motore a Jerez, allo sciagurato incidente con Zarco in Austria ed allo strike subito da Aleix Espargarò a Misano 2. 

Eppure nonostante qusti pesanti tre zeri che non dipendono da suoi errori, Morbidelli è a -25 punti da Joan Mir e con ancora tre gare da correre può coltivare le proprie ambizioni iridate. In una bella intervista rilasciata al Corriere della Sera, il pilota del Team Petronas ha parlato della sua attuale situazione, del proprio stato d'animo e dello splendido rapporto che lo lega a Valentino Rossi, che per Morbidelli è un mentore, un rivale in pista e soprattutto un grande amico. 

"Adesso di penso al titolo e ci credo - ha affermato Morbidelli - sono 25 punti dietro, dobbiamo correre ancora tre gare. Magari dovrei bloccarmi pensando a quanto sia difficile la situazione che ho davanti. Ma sono davvero determinato e questa determinazione mi spinge a non mollare".

Tante volte Morbidelli ha parlato del proprio rapporto con Valentino Rossi, ma in questa occasione ha forse svelato alcuni aspetti che fanno ancora maggior luce sulla natura di questa amicizia fondata su un profondo rispetto reciproco. 

"Per me Rossi è più come uno zio, è la persona che ammiro di più. Quando è morto mio padre, quello è stato l'evento più sconvolgente della mia vita. Valentino mi chiuse in una stanza con lui e mi disse 'se hai bisogno di me, io sono qui'. Mi ha insegnato, mi ha aiutato ed ispirato. Ho reagito guardando avanti, rimboccandomi le maniche e divendomi 'continua a lavorare, vai avanti'".

Il pilota della VR46 Riders Academy ha anche spiegato le dinamiche con Rossi quando i due si sfidano in pista, un tema già approfondito dallo stesso Valentino. 

"Quando io e Vale lottiamo, mi arrabbio quando mi batte e lo stesso fa lui quando lo batto io. La cosa bella della nostra amicizia è che non ci nascondiamo niente. Siano due personalità che stanno bene assieme. La nostra unione è molto più forte di qualsiasi rivalità".

Oltre alla figura di Valentino, Morbidelli ha anche parlato delle altre persone che gli sono state sempre vicine aiutandolo a superare i momenti difficili fino ad arrivare oggi ad essere uno dei migliori piloti della MotoGP.

"Forse Rossi e Carlo, il mio preparatore atletico, hanno svolto una funzione paterna per me. Poi c'è Francesca, la mia ragazza. Siamo andati a scuola assieme, mi accompgana con amore e senza paura. Le donne sono più forti di noi.  

Avere un compagno forte come Quartararo non era previsto per Morbidelli, con il francese che ha stupito l'intero paddock della MotoGP. Una spinta in più per crescere.

"Avere Quartararo come compagno di squadra è una spinta ed al contempo un peso. Non riuscivo a stargli vicino e questa condizione mi ha aiutato ad esplorare aspetti del mio carattere che non conoscevo affatto"

Qualche battuta è anche per Marc Marquez, il rande assente di questo 2020. 

"Marquez è un campione assoluto. La sua assenza ha dato confidenza a tutti, ha dato coraggio agli altri. Questo scenario ha fatto aumentare l'ambizione dei piloti portandola in un contesto più aperto, in cui ogni singolo errore pesa tantissimo. Passi dall'essere primo ad essere ottavo in un attimo. In ogni caso ci sono aspetti del lavoro di Marquez che non mi piacciono. Ma di certo lo rispetto, è molto forte". 

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