MotoGP, Pirro: “Il problema di Dovizioso è la fiducia non la Ducati”

“A Valencia ho fatto i test, ma non ho la bacchetta magica in mano. Questo Mondiale ha fatto capire che è il pilota a fare la differenza”

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A  quanto pare non resta che affidarsi a lui. Di chi stiamo parlando? Semplice, di Michele Pirro. Già, perché i prossimi due appuntamenti rischiano di essere decisivi per la corsa al titolo. La MotoGP affronterà infatti il back to back di Valencia, un tracciato che storicamente non si è mai rivelato valido alleato della Ducati, dal momento che negli ultimi anni la Rossa è riuscita a trionfare in una sola occasione, ovvero nel 2018, quando Dovizioso si impose sotto un violento acquazzone.

Come detto la pista non sembra essere delle migliori la squadra tricolore, la quale però ha pensato bene di giocare d’anticipo, dal momento che il collaudatore pugliese ha girato la scorsa settimana. Sul tracciato 'Ricardo Tormo', Pirro ha raccolto informazione e riscontri che potranno essere utili per il finale di stagione, nonostante la corsa al titolo di Dovizioso sia in salita.

“Il test della scorsa settimana è stato l’ultimo per noi di questo 2020 - ha esordito Pirro – ovviamente possiamo girare solo su determinate piste (Misano, Mugello e Valencia) e di conseguenza non abbiamo tanti giorni a disposizione. È stato un appuntamento utile, perché abbiamo raccolto delle indicazioni per questo finale di stagione e ovviamente per il 2021, dato che i prossimi test saranno in Malesia, COVID-19 permettendo”.

Dopo il test della scorsa settimana in molti si aspettano che tu possa dare un grande contributo a Dovi per la lotta al titolo.

“Quello posso comprenderlo, dato che ci sono tante aspettative nei nostri confronti. Il problema è che io non ho la bacchetta magica in mano per risolvere i problemi in due soli giorni. E poi non è detto che le mie sensazioni siano le stesse di Andrea. Mi spiego meglio”.

Certo.

“Per quanto visto da fuori, questo è un Mondiale particolare e per certi versi anomalo, dove non serve soltanto avere la moto al top. Tu puoi anche avere la moto al massimo della prestazione, ma se con le gomme non hai la sensazione giusta che serve per sfruttarle non vai da nessuna parte. Io a Valencia posso anche aver avuto delle ottime sensazioni con la Ducati, ma se poi una volta in gara Andrea o un altro pilota Ducati non hanno quel mix che serve, fatto da moto, gomme e fiducia, non vai da nessuna parte. E questo lo confermano i risultati di questa stagione di tutti i piloti Ducati e non solo di Andrea”.

Dovizioso però è sembrato in grande difficoltà in queste ultime gare.

Sicuramente Andrea ha faticato negli ultimi GP, ma non credo che il problema sia la moto. Lo dimostra Zarco, che con la Ducati è arrivato tra i primi cinque. Come ho detto è un mix di cose, ovvero moto, gomme e fiducia. Se ne manca una, fatichi in un Mondiale come questo. Guardate ad esempio Quartararo.  Ha vinto a Barcellona e poi ha sofferto tantissimo in queste ultime tre gare, nonostante in qualifica fosse imprendibile”.

Michele, cosa dobbiamo aspettarci dalla Ducati a Valencia?

“I test sono andati bene, ma sinceramente non lo so. Magari Dovi può trovare da subito la giusta fiducia e vincere entrambe le gare oppure faticare come accaduto nelle ultime. Al momento in questo Campionato non c’è certezza per nessuno, tranne che per le Suzuki, visto che loro sono sempre là davanti a combattere per il podio. Quello che posso dire è che abbiamo lavorato duramente perché non vogliamo arrenderci. Ci sono infatti ancora tre gare da disputare”.

Il gap di Dovi da Mir è però importante.

“Certo, ma Dovizioso sa che non è ancora finito ed io sono del suo stesso parere. Per lui non è una situazione facile, ma se a Valencia dovesse trovare il giusto mix non è condannato. Per quanto visto ad oggi, questo Mondiale ha fatto capire che nel pacchetto moto, gomme e fiducia, la differenza la fa ancora una volta il pilota”.

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