MotoGP, Bagnaia: "Domani servirà fare i primi giri con gli occhi chiusi"

"Sono caduto due volte per tentare di spingere oltre il limite, devo stare attento a non farlo anche in gara. Il livello della MotoGP è altissimo, l'anno scorso ero un secondo più lento ad Aragon"

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Un pessimo sabato dopo un altrettanto pessimo venerdì. Non possiamo davvero definire diversamente il fine settimana di Pecco Bagnaia vissuto fino a questo momento ad Aragon, il secondo che di certo non sta andando per il verso giusto per il futuro pilota ufficiale della Ducati.

Ne abbiamo parlato a lungo ieri con Bagnaia, ed il problema sembrava piuttosto chiaro, ovvero la mancanza di confidenza con l’anteriore della sua Ducati. Una mancanza di comunicazione con tutto ciò che avviene sulla GP20 che di fatto impedisce a Bagnaia di spingere come saprebbe e potrebbe fare. Eppure Pecco ci sta provando ed a testimoniare questo ci sono le due cadute rimediate tra ieri e oggi. 

"Quello che posso dire è che sicneramente oggi mi aspettavo un po' di più - ha spiegato Bagnaia -  perché la modifica di ieri mi era piaciuta e pensavo di riuscire ad andare più forte. Ma l'unico miglioramento che ho fatto sono stati 4 decimi di passo che non mi bastano, soprattutto per fare un time attack. Infatti partiremo tutti molto indietro, parlo dei piloti Ducati".

Petrucci spera di trovare una soluzione domani mattina. Secondo te è possibile?

"Dico che se in due fine settimana di gara non abbiamo ancora risolto questo problema, secondo me in venti minuti di warm up sarà difficile. Faremo una prova con una modifica per aiutarmi un po', ma non si tratta di niente di eclatante. Non credo che possa risolvere tantissimo i problemi. Sul passo siamo messi molto meglio rispetto a come lo siamo per il giro secco e sarebbe importante fare i primi giri un po' con gli occhi chiusi, per tentare di recuperare posizioni subito che sarebbe la cosa più importante. Con la MotoGP di oggi è giusto che sia così".

Il punto è anche che siete tutti molto vicini e basta poco per trovarsi tagliati fuori. 

"C'è un livello altissimo. Guardavo prima i dati e l'anno scorso in Q1 partivo 15° facendo 1'48'7, oggi ho tirato giù un secondo dall'anno scorso e domani sarò 18°. Il livello è molto alto e mentre altri si stanno trovando bene, noi stiamo faticando parecchio con le gomme 2020. Sono sicuro che la gara andrà meglio, perché il mio passo è migliore di parecchi piloti che abbiamo davanti, ma non basta. Vedremo domani come andrà in gara e mi sono già steso due volte per cercare di essere veloce quindi domani sarà anche importante riuscire a non cadere". 

Oggi è arrivata un'altra caduta in effetti. 

"Sempre in una staccata, che dovrebbe essere il mio punto forte come in tutte le piste in questa stagione. Solo che qui non riesco a sfruttare questo punto forte perché ogni volta che affronto una staccata con aggressività cado. E' molto diffcile, qui le staccate sono fondamentali e noi non siamo veloci in quella fase. Perdiamo tempo e quando ho provato a non perdere tempo sono caduto. Una cosa che di certo non mi aiuta". 

Pensi che ormai questo sia un trend negativo, oppure speri di ritrovare a Valencia le belle sensazioni vissute sulla Ducati in questa stagione?

"Mi auguro che a Valencia possa essere tutto a posto onestamente. E' una pista molto diversa, qui le curve tornano tutte molto indietro e questo da un po' fastidio, ma non è una scusa questa. Siamo andati forte in questa stagione su piste storicamente poco adatte alla Ducati, mentre questa dovrebbe essere una pista pro Ducati e stiamo faticando. Magari le gomme nuove ci fanno soffrire di più in certe situazioni, soprattutto quando c'è poco grip. Per fare un esempio, a Barcellona c'era magari anche meno grip che qui, ma la situazione era più controllabile. Qui invece si fa fatica ad essere costanti. Nella FP4, tolta la caduta, il mio giro ideale è 4 decimi più veloce di quello che ho fatto. Significa che non si riesce ad ottenere la costanza tale da essere veloce in tutti i giri". 

 

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