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3 GP Replica 2Tempi per tutti (o quasi) | Le Dritte di OmniMoto.it

Cagiva Mito, Aprilia RS 350 e Suzuki RG 500 Gamma. Tre moto diverse accomunate dal fascino del motore 2 tempi e dalla livrea "replica"

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Oggi parliamo dell’oggetto del desiderio di molti motociclisti: curve rotonde, numeri giusti, sguardo ammaliante: le GP Replica

Alcune sono il sogno mai realizzato, o dato via con troppa spensieratezza della nostra gioventù, altre rappresentano il legame con i piloti che hanno segnato la nostra passione e tutte, ma proprio tutte, rimangono oggetti fantastici da vedere sul cavalletto e che, se messe bene, ancora riescono a dire la loro in strada.

Eccone 3: una 125 una 250 e un 500, per cui non serve ipotecare la casa o dilapidare i risparmi di una vita.

Cagiva Mito

Un’icona tutta italiana, un nome un programma: Cagiva Mito. Una delle 125 cc più arrabbiate che abbiano messo le ruote sull’asfalto del BelPaese.

Nasce nel 1990 dalla matita di Massimo Tamburini in doppia versione, e se la scarenata non lascerà il segno, la carenata diventa ben presto un oggetto di culto tra i 16enni dell’epoca. 

Finiture degne di una moto per grandi, una somiglianza incredibilmente voluta con la Cagiva 500 GP di Randy Mamola e un ottavo di litro 2 tempi in grado di scaricare a terra 30 CV a 10.500 giri con un peso a secco di 121 kg. 

La più bella per me rimane la versione Lucky Explorer, con il doppio faro tondo, come la Denim ma anche le GP replica Lawson e Kocinski hanno il loro perché.

Nel 1994 cambiò pelle, sempre grazie a Tamburini, che dopo aver realizzato la Ducati 916 portò lo sguardo della rossa di Borgo Panigale anche sulla Mito.

Insomma, chi alzando la serranda del garage se la trova davanti ogni mattina sa di essere un centauro fortunato.

Naturalmente qui non prendiamo in considerazione i modelli 2000-2007, dall’estetica evocativa, ma già imbrigliata nel limite di legge dei 15 CV, ma solo la prima serie e la EV.

Per portarsene a casa una si va da poco più di 3.500 euro per esemplari radiati, passando per una quotazione media di oltre 4.500 euro per una prima serie in buono stato fino agli oltre 8.000 di una Eddie Lawson Replica.

Aprilia RS 250

La seconda protagonista è un altro di quegli oggetti meccanici in grado di far eccitare i ragazzi degli anni ’90 più di una copertina di Cronaca Vera: Aprilia RS 250.

Per tanti all’epoca la duemezzo definitva, orgoglio italiano nato nel 1995 per celebrare le vittorie di Max Biaggi nel campionato cadetto del Motomondiale.

Con la Aprilia Chesterfield del pilota romano però non condivideva molto: il motore era un bicilindrico a V da 249 cc strettamente derivato da quello della Suzuki RGV Gamma, che nel frattempo aveva lasciato i listini europei.

Da questo motore i tecnici Aprilia avevano tirato fuori qualche cavallo in più e avevano ottimizzato l'erogazione. La primissima serie fu anche la più potente di sempre, con 61,3 CV a 11.000 giri per un peso di 150 kg a secco.  

La chicca che rendeva questa moto davvero unica era la ciclistica, che si basava su un telaio a doppio trave in alluminio spazzolato dalla forma morbida e sinuosa. 
Fantastiche secondo me tutte le versioni replica, dalla Chesterfield di Biaggi, alla coloratissima Loris Reggiani fino alla più sobria Romboni.

Le quotazioni vanno dai 5.500 agli 11.000 euro, a seconda dello stato di manutenzione,  del kilometraggio e delle versioni. 

Suzuki RG 500 Gamma

Per la terza scelta ci spostiamo dall’Italia, ma senza abbandonare la storia vincente del nostro Paese. A rappresentare l’allora classe regina c’è la Suzuki RG 500 Gamma, modello stradale ispirato dalla mezzolitro di Hamamatsu guidata da due italianissimi: Lucchinelli e Uncini. 

Poteva vantare un motore 4 cilindri a 2 tempi, con 95 CV a 9.500 giri con un picco di coppia di 71,3 Nm 8.000.

Tutto per un peso vicino ai 160 kg. Anche la ciclistica non aveva nulla da invidiare alle rivali: telaio in alluminio, forcella regolabile con sistema anti affondamento e doppio freno a disco anteriore da 260 mm.

Se ne trovano poche in giro oggigiorno, e non vanno via a buon mercato: il prezzo medio si attesta sui 14.000 euro, si trova di rado qualche esemplare che supera di poco i 10.000 ma spesso si sale anche verso i 20.000

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