MotoGP, Teruel GP: Ducati in caduta libera: che succede a Borgo Panigale?

I Gran Premi uno dopo l'altro non sembrano offrire quei dati in più che sarebbe lecito aspettarsi. La Ducati sembra finita in un labirinto, ma chi la ha portata nell'isola di Dedalo?    

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Che succede a Borgo Panigale?

Sembra che improvvisamente la migliore moto delle ultime tre stagioni sia diventata una comprimaria. Ormai vedere una Rossa davanti durante le prove è diventato un miraggio. I piloti del team ufficiali, spesso, partono dietro a quelli satellite, e a volte persino i piloti del team Avintia fanno meglio di loro.

Inoltre i Gran Premi uno dopo l'altro non sembrano offrire quei dati in più che sarebbe lecito aspettarsi ed in grado di dare ai nostri un immediato miglioramento nelle prestazioni.

Al contrario Dovizioso e Petrucci si avvolgono nelle spire dei loro problemi fin quasi a soffocarsi. Sembra che abbiano perso il capo del gomitolo che dovrebbe aiutarli ad uscire dal labirinto nel quale si trovano.

 

Una situazione assurda ed imprevedibile, visto che, assente Marc Marquez, il favorito di questo campionato avrebbe dovuto essere Dovi.

Certo, il forlivese è ancora in lotta per il mondiale, ma più per demerito dei suoi avversari che per le sue prestazioni.

La tabella che vedete sotto riassume il confronto fra la prima giornata di prove del GP di Aragon e questo di Teruel: se la scorsa settimana al termine della prima giornata Dovizioso aveva il 13° tempo, oggi ha solo il 19° con un peggioramento di oltre due decimi.

Petrucci è passato dal 15° al 17°, ma se non altro ha limato il suo tempo, mentre Miller è sceso dal 14° tempo al 18°, peggiorando anche lui di due decimi, in linea con le prestazioni di Bagnaia che ha perso una posizione pur facendo leggermente meglio.

L'unico che ha migliorato il suo tempo è stato Zarco, meno di tre decimi, ma ha perso due posizioni. Rabat è sprofondato.

Oggi ci hanno detto che Danilo è stato frenato dalla mancanza di grip a centro curva, mentre Andrea ha sofferto di vari problemi non specificati.

Dall'inizio dell'anno Ducati ed i suoi piloti si lamenta delle nuove Michelin, ma questo è l'11° Gran Premio e la scusa non vale più. Nel senso: ancorché con un leggero gap prestazionale ormai si dovrebbe essere fuori dal tunnel. Ed invece non è così.

C'è stato un momento in cui la Ducati ed i suoi piloti hanno perso il treno dell'evoluzione. Suzuki e KTM hanno fatto passi in avanti giganteschi, Yamaha ha mantenuto i suoi punti di forza, Honda sembra essersi ritrovata dopo lo shock della rinuncia a Marc Marquez.

Solo la Ducati pare aver lasciato cadere il filo di Arianna indispensabile per uscire dal labirinto dei dubbi. E c'è da domandarsi, a questo punto, se ad addentrarsi così profondamente nell'isola di Dedalo sia stato il team o, piuttosto, i piloti.

 

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