Moto2, Bastianini: "Noi piloti siamo egoisti, ma l'amicizia esiste"

"Per il mondiale Moto2 temo Lowes, ma anche Bezzecchi e Marini: loro però sono amici. La lite fra Dovizioso e Petrucci? Forse è mancata l'intesa, e difficile usare la testa in quei momenti"    

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Provate anche voi a entrare nelle pieghe della voce di Enea Bastianini, ci troverete un girotondo, un mondo. Che è fatto di positività, sorrisi, magari qualche incazzatura. “Però io mi sto divertendo, mi sto divertendo sulla sella, soprattutto mi diverto quando sono a mio agio sulla moto. Lo stress non lo sento, con il tempo ho imparato a gestire le cose, e poi sempre avuto quell’indole lì”.

Stare lassù, in cima alla classifica di Moto2, lì dove osano quelli coraggiosi, non è un problema. “La sto vivendo bene. Ovviamente l’obiettivo a inizio stagione era vincere delle gare. Poi mi sono ritrovato in testa al mondiale: è da gestire. Ma non si possono fare calcoli, siamo tutti lì, e quindi bisogna giocarsela”.

A cominciare dal bis di Aragon, quart'ultimo appuntamento di questo mondiale così scombinato. “Fare una pista non aiuta a diminuire i problemi, quelli sono sempre in agguato. E qui ad Aragon, poi... Cambia tutto molto, c’è il vento, il freddo, ci saranno da capire molto cose e ci sarà da lavorare molto”. 

Ripartiamo dal week-end: che gp è stato?

“Avevamo avuto un po’ di problemi di set up, non riuscito a trovarne uno adeguato alla gara. E’ stato un fine settimana difficile per me. Anche in gara ci sono state difficoltà, mi sono adattato alla pista, che è molto scorrevole. Ci sono piccoli segreti...”.

Quali?

“Non ve li dico” (e ride).

Il segreto per vincere questo mondiale?

“Avere costanza. Questa è la cosa più importante”. 



Te l'aspettavi un’annata così?

“Più o meno sì, ero molto carico, sono partito durante l’inverno, mi sono allenato bene, anche dai test ho dimostrato di essere veloce. Ci speravo, speravo di poter essere lì davanti in tutte le gare. Ovviamente finché non ci sei non puoi prevederlo”. 

Anche Aragon è stata una tappa imprevedibile.

 “E’ stata una grande giornata anche per come era partita la mattinata, nel warm up non ero stato veloce. Prima della partenza ho cercato di resettare tutto, di partire quasi da zero. Come un test, qualcosa di simile. Poi mi sono sentito a mio agio, ed è arrivata questa seconda posizione”.

Si è parlato molto del freddo. Tu come l’ha vissuta?

“Con il freddo cambia molto, l’approccio è diverso. Non è facile mandare in temperatura le gomme. Non è una questione di paura, ma è pericoloso e bisogna entrare in pista attenti. E’ difficile”.

Hai festeggiato?

“Si festeggia assieme al team, e basta. Non possiamo muoverci, dobbiamo rimanere qui. Vedremo di festeggiare alla fine”. 

Aragon, e poi: che piste arrivano?

“Tranne il Portogallo, le conosco tutte. Ma quella sarà una novità per tutti. Anche se penso si potrà imparare abbastanza in fretta. Sarà quella decisiva, si deciderà tutto lì”. 

Cosa fai se vinci il mondiale?

“Non lo so, non ci ho ancora pensato. Poi ve lo faccio sapere” (e ride).

Chi temi di più?

“Lowes, è il nome da battere al momento. E poi ovviamente ci sono Bezzecchi e Marini che sono forti, bisogna batterli. Con loro siamo amici, Luca lo conosco da tempo”.

Esiste l’amicizia tra piloti di altri team?

“Certo. Amici ne ho diversi. Ho lavorato con tanti team, ho fatto tante amicizie. Non li posso elencare tutti”.

Che idea ti sei fatto della querelle Dovizioso-Petrucci?

“E’ mancata un’intesa, ma io lo posso dire solo stando fuori. Forse Danilo poteva evitare, non lo so. Egoisticamente voleva passare in Q2, può essere successo questo. Difficile usare la testa in quei momenti. Magari ne sei consapevole, però ti può sfuggire”.

Voi piloti siete egoisti? 

“Ci vuole. Alla fine facciamo uno sport, è una competizione, siamo uno contro l’altro. Lo sappiamo”.

Anche se si è amici?

“L’amicizia esiste, c’è, ma non vuol dire che non si possa andare incontro a delle discussioni”.

Italtrans, che cosa vuol dire per te? Amicizia, famiglia, lavoro…

“Un team molto serio, dove si lavora molto bene, c’è un clima di famiglia, si sta uniti, è bello, è uno dei migliori team da quando corro”.

Laura Bertulessi, la signora Italtrans, che dice di te?

“Ci sentiamo. Adesso non può venire, ma la sento dopo ogni gara. Non parliamo tantissimo. Soprattutto è vicina alle cose, alle questioni, se qualcosa non funziona, se qualcosa non va cerchiamo una soluzione”. 

Invece Valentino lo hai sentito?

“No, ma sono stato molto attento ai social, so che sta bene, e questo mi fa piacere. Però mi auguro di vederlo tornare presto. Non è facile con tutta questa situazione che stiamo vivendo”.

Hai paura del covid?

“Sì, un po’ di paura c’è. Bisogna stare molto attenti, usiamo tutte le precauzioni, cerchiamo di fare attenzione, ma come ha detto qualcuno basta toccare una maniglia, una porta, ti gratti un occhio, ti infetti. Non è facile. Non sempre puoi fare tutta quella attenzione”. 

Quanto incide sul mondiale questa situazione?

“Un po’ può incidere, è vero. Ma bisogna rimanere concentrati. Però anche il clima all’interno del paddock è diverso. Non c’è più quell’euforia di fare le cose, è normale. Alla fine ci siamo adattati, ormai sono parecchie gare”. 

Ti sei chiesto perché la MotoGP non ha un padrone?

“E’ un mondiale molto particolare, non so se è perché manca Marquez o no, credo sia dettata da molti fattori, anche da queste condizioni che cambiano repentinamente, su una pista trovi dieci gradi e sull’altra quaranta, poi il vento, il freddo, passi da una pista veloce a una pista lenta. Normalmente non si corre sullo stesso tracciato due volte di fila. Tutte variabili che cambiano il corso delle cose”.

 

QUI IL VIDEO DELLA VIDEOINTERVISTA DI BASTIANINI SULLA #GPONECAR DEL 2015

QUI  IL VIDEO DELLLA NOSTRA DIRETTA "La Ducati non mi spaventa, è adatta al mio stile"

 

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