MotoGP, Petrucci: "Espargarò mi ha tamponato, sono andato in Direzione Gara"

"In Curva 5 Pol mi ha mandato per campi facendomi perdere 4 posizioni, vedremo se ci saranno provvedimenti. Dovizioso? Viaggeremo insieme e ci chiariremo"

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Dopo aver ritrovato la vittoria in quel di Le Mans, Danilo Petrucci probabilmente si sarebbe aspettato qualcosa di meglio dal weekend di Aragon che, oltre alle polemiche causate dalla confusionaria Q1 di ieri, gli ha regalato solo una anonima 15° posizione ed un punto che serve a poco in un mondiale che ormai, per Danilo, ha davvero poco da dire. La domenica, però, non sembrava essersi messa malissimo, il ducatista viaggiava alla ruota di Miller e Dovizioso, poi qualcosa si è inceppato, fino ad arrivare al contatto con Pol Espargarò che lo ha fatto sprofondare in 15° posizione. 

“Diciamo che la gara non era stata sensazionale ma 10° è diverso da 15° - ha detto Danilo – Sono andato un po’ lungo per passare Cal Crutchlow e anche Zarco si è messo davanti a me. Poi in curva 4 Binder mi ha attaccato e io volevo incrociare ma è arrivato Pol Espargarò a tamponarmi e sono andato per campi. Fortunatamente la via di fuga di curva 5 è in asfalto e sono rimasto in piedi. Sono andato in direzione gara e mi hanno detto di aver notato l’incidente ma in quel momento erano impegnati con la Rookies Cup, vedremo se prenderanno dei provvedimenti. Ero abbastanza soddisfatto prima del contatto con Pol, ma ora non è il caso di gioire”. 

Oltre a questo contatto il tuo weekend è sicuramente stato segnato da ciò che è successo ieri in Q1 con Dovizioso. Hai avuto modo di parlare con Andrea?

“No, prenderemo lo stesso volo e ci confronteremo. Io ho cercato una scia perché perdo tantissimo sul rettilineo quest’anno. Ad ogni modo non so quanto il risultato di ieri abbia penalizzato la gara di Dovi, ho visto che ha fatto una bella partenza e alla prima curva era già davanti a me. Comunque come ho detto se la squadra mi chiederà di aiutare sono pronto a farlo”.

Perché perdi così tanto sul rettilineo? È vero che sei il pilota Ducati più pesante ma lo scorso anno il divario non era così grande. 

“Non lo so. In una pista così perdo 2-3 decimi al giro solo per i rettilinei, quindi sapevo che avrei sofferto qua come in Austria e a Barcellona ma al momento non c’è una soluzione. Oggi in realtà sono riuscito a mantenere il passo di Miller e Dovi ad inizio gara, sono soddisfatto di questo perché Aragon è una pista difficile per me con così poco grip. Questa mattina ho fatto una modifica all’assetto per provare a frenare più forte ma non so se ha funzionato”.

Un'altra chiave di questa gara è stata la scelta della gomma. Molti sono andati con la morbida mentre voi in Ducati avete preferito la media. Sarebbe cambiato qualcosa?

“Non l’ho mai presa in considerazione francamente. La morbida si usurava molto velocemente in prova, anche la media in realtà ma c’era più costanza”. 

Oggi Mir si è preso la testa del mondiale e non ha mai vinto una gara. Cosa pensi di questa strana stagione?

“Siamo tutti vicinissimi, credo che non si sia mai visto un equilibrio del genere: ci sono distacchi molto piccoli, e quindi chi azzecca la modifica giusta riesce a fare la differenza. Questo equilibrio porta delle occasioni anche a chi parte da lontano, è uno spettacolo per chi è a casa ma è complicato per noi che ci troviamo a lottare una gara per il podio ed una per la decima posizione”. 

 

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