MotoGP, Morbidelli: “In tre giri ho capito la mia gara. Le Suzuki fanno paura”

“La Yamaha funziona quando siamo soli e possiamo fare le nostre linee. Mi è mancata la velocità e anche l’aggressività nei primi giri. E’ stato un giorno difficile anche per l’Academy. Domenica prossima avremo meno difficoltà”

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Lo schiaffo è arrivato subito. “Dopo tre giri” dice Franco Morbidelli. Che forse si aspetta di più nonostante questo buon sesto posto sulla sua Petronas.

Il passo non era quello che sperava, non era quello che aveva sentito sotto la sella, prima del week-end.

“Mi è mancata la velocità e l’aggressività nei primi giri, ho perso tempo a lottare con Fabio, ho perso molto tempo a lottare con Rins, e questo mi ha penalizzato molto”.

Morbidelli qui resterà, rientrerà in Italia dopo il secondo week-end di gara. Quel che resta dopo questo fine settimana è però l’idea che c’è ancora molto da costruire, molto da rivedere. Sotto col prossimo, allora.

“Le difficoltà non si dimezzano, ma diminuiscono: questo sì. Certo, il secondo week-end è sempre diverso, non è più facile, ma sicuramente ci sono aspetti che hai risolto nel primo, ci sono cose si cui devi lavorare specificatamente soltanto per il secondo. Anche se è vero che le condizioni qui restano molto problematiche”.

Non dimentica mai il sorriso, Morbido. Ce l’ha stampato in fronte, segno di una positività che non finisce mai. Anche se qualche rammarico Franco ce l’ha.

“Al terzo giro ho capito che non sarebbe stato più il nostro week-end, il week-end Yamaha. Ho avuto il tempo di metabolizzarlo e fare qualcosa durante la gara. Non è stato troppo uno shock”.

Capirlo prima è meglio, dice Franco.

“L’ho capito quando ho visto Rins superarmi così presto, lì ho capito che sarebbe stata una gara completamente diversa.

In situazioni del genere c’è solo una cosa da fare.

“Mi sono concentrato sul fare il mio passo, e sul provare a prendere Vinales, mi sono dimenticato delle Suzuki, delle Honda. Quando il grip diminuisce così ci stacchiamo un po’ da terra e facciamo molta fatica. Ho cominciato a fare la gara sulle altre Yamaha, ho passato Fabio e sono andato all’inseguimento di Maverick. Ho recuperato un po’ di terreno ma non abbastanza”.

Ah sì, le Suzuki.

“Le ho viste veramente in forma in questa corsa. Quando vedi che prendono il mood così presto nella corsa c’è da avere paura”.

E’ stato un gran premio complicato anche per tutti i piloti cari a Morbidelli, quelli dell’Academy.

“Bad day - va avanti Morbidelli - un cattivo cattivo giorno per tutti, Vale non c’era, e poi Bagnaia è caduto, io ho fatto il massimo per finire nella top five”.

Fortuna ne arriva un altro.

“Ci vorrà ancora più grinta per provare ad attaccare”.

Restano ancora punti quasi oscuri da capire: le Yamaha sono le moto con più differenza tra la gara e le prove. Perché? Morbido prova a dare una risposta.

“Quando siamo in prova siamo da soli, possiamo mantenere le nostre linee e possiamo fare tempi molto buoni. Dopo un sorpasso di Rins ho girato un secondo più piano, dopo un sorpasso di Marquez anche. Se perdi l’inerzia giusta fuori dalla curva fai più fatica a recuperare. Se non fai la linea giusta, la linea perfetta, poi fai fatica a recuperare”.

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