MotoGP, Dovizioso: "Sopravvissuto ad Aragon: in questo mondiale contano i punti"

"Le gare non rispettano mai i pronostici ma Mir è stato il migliore di tutti finora. Io e Petrucci prenderemo lo stesso aereo e ci confronteremo, magari serviranno dei paracadute"

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È un mondiale da “ultima spiaggia” quello di Andrea Dovizioso eppure, alla fine di ogni weekend di gara il ducatista è sempre lì, attaccato con le unghie alle prime posizioni e al sogno mondiale che, come sappiamo, avrebbe un grande peso specifico e psicologico soprattutto dopo la separazione da Ducati. Oggi Andrea partiva dalla 13° casella dopo la concitata Q1 di ieri e le polemiche che ne sono seguite ed ha chiuso in 7° casella. Prima di questo GP i punti di distacco dal leader del mondiale erano 18 oggi sono 15. Cambia il gap e cambia anche il capofila visto che Quartararo, in crisi nera e terzultimo ad Aragon ha lasciato la testa a Joan Mir, primo senza mai aver vinto una gara. 

“In questo campionato non si può mai sapere cosa succederà – ha detto Dovizioso – Le gare non rispettano mai i pronostici in questo 2020 anche perché se dovessi dare importanza ai risultati delle prove libere probabilmente non scenderei nemmeno in pista la domenica. So di avere delle possibilità ma per vincere questo mondiale dobbiamo fare dei passi in avanti. Oggi sono sopravvissuto ad un weekend difficile e non è da tutti fare quello che abbiamo fatto noi in questi giorni. Gli avversari comunque sono davvero forti e la Suzuki ha una gran costanza”. 

Costanza Suzuki che ha portato Joan Mir in testa al mondiale senza aver mai messo piede sul gradino più alto del podio. Nella storia del motomondiale nessuno ha mai portato a casa il titolo senza mai vincere una gara ma sembra che Mir si stia organizzando per riuscirci. 

“Mir non ha vinto ma è stato il piu forte di tutti fino a qui. Alla fine, quello che conta è fare i punti e lui va molto forte a fine gara e riesce a farne tanti. Oggi praticamente non è cambiato nulla per il campionato, questo è un anno strano bisogna solo guardare al proprio orto e cercare di portare a casa il più possibile in ogni gara, noi oggi ci siamo riusciti”. 

Tornando velocemente alle polemiche con Petrucci e Ducati sul Q1 di ieri: hai avuto modo di confrontarti con Danilo?

“No, però ora torneremo in Italia insieme, sullo stesso aereo, e avremmo modo di parlare. Forse dovremmo organizzarci con dei paracaduti (ride ndr). Danilo è un bravo ragazzo e io ho avuto molto piacere ad aiutarlo in questi anni e non sono un tipo rancoroso, però in certe situazioni bisogna usare di più la testa” 

Oggi sei partito con la gomma media, mentre molti altri hanno scelto la morbida. Si poteva fare meglio con quella mescola?

“Forse si, ma in questo weekend abbiamo distrutto le morbide con il freddo. Non abbiamo capito il perché anche se forse le motivazioni sono da ricercare nel massimo angolo di piega: noi le segniamo molto in quel momento perché non scorriamo a centro curva come invece fanno Yamaha e Suzuki. Noi lavoriamo con lo stop&go, la gomma si raffredda e poi non funziona bene, infatti in alcune curve ho perso molto. Oggi ho portato a casa il massimo per la posizione in cui partivo, anche con la morbida avrei potuto fare massimo 1-2 posizioni meglio. Sarà importante analizzare i dati di Zarco che ha corso con la morbida per approcciare meglio il prossimo fine settimana”. 

Qui ad Aragon, tra 7 giorni, un altro capitolo di questo strano mondiale. In cosa si può migliorare?

“Questo fine settimana abbiamo sofferto molto il freddo, praticamente il nostro lavoro è iniziato nelle FP4 e quindi mi auguro di poter avere più turni a disposizione e quindi temperature più alte. Abbiamo sempre pagato la doppia gara quest’anno ma in questo caso credo di avere più margine di miglioramento rispetto agli altri, soprattutto in qualifica perché oggi sul passo non ero messo male, è la posizione di partenza ad aver inciso molto sul risultato. Perdo troppo in 3 curve e questo significa che è la manovra ad essere sbagliata. Questo mi rassicura in vista di Aragon2”. 

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