MotoGP, Petrucci: “Non siamo competitivi come a Le Mans. Mai piena confidenza"

“Qui ad Aragon il vento è una variabile molto grande. E’ una pista in cui si frena molto a sinistra e in due curve non freni nemmeno. La moto è molto leggera”  

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Ha la faccia che pulsa come quella di un pugile, gonfia come un pallone. Ma Danilo Petrucci riesce anche a scherzarci su.

“Tra me e il calabrone alla fine ha vinto lui. Preferisco la vespa? Meglio, almeno non lascia il pungiglione”.

Ma quello del pungiglione oggi è un problema da poco. Ce ne sono altri. La Ducati che non va, il virus: non necessariamente in quest’ordine. Nell’ordine delle idee di Petrucci c’è quello di capire cosa è successo ad Aragon.

“Non siamo competitivi come a Le Mans, al momento. Dobbiamo lavorare, guardando le temperature sapevamo che sarebbe stato difficile, con il vento soprattutto. Oltre a questo ci sono le temperature molto fredde e aumenta la sensazione di instabilità, specialmente in curva a destra”. 

L’entusiasmo del dopo Le Mans, e anche delle ore successive, non si è sgonfiato. Ma certo Petrucci ha capito che la gara in Spagna sarà di quelle con il coltello tra i denti, difficile, tutta da inventare.

Sapevo benissimo di essere competitivo a Le Mans. Qui meno, e non mi sbagliavo. Siamo in difficoltà, anche perché gli altri cominciano a girare forte dall’inizio. Ci dobbiamo impegnare, dobbiamo tirare fuori il massimo da quello che abbiamo”.

Ci vuole un colpo di genio, qualcosa a cui aggrapparsi. La Ducati domani sabato 17 ottobre capirà meglio il suo destino sulla pista spagnola.

“Sicuramente è un week-ed molto più complicato di Le Mans. Dobbiamo aspettare le FP4. Ho dubbi sul poter fare qualcosa di meglio nelle FP3 perché ci manca la confidenza con l’entrata in pista, il feeling lo acquisti molto molto in ritardo, non hai mai la piena confidenza con la moto, dobbiamo aspettare che ci sia meno vento. Temo dovremo passare dalle Q1, ma spero di recuperare la velocità”.

Il punto sono le gomme. Le temperature di Aragon fanno precipitare la confidenza tra la gomma e l’asfalto, le gomme non si scaldano mai o troppo poco. Petrucci lo spiega senza tanti giri di parole.

“Il vento è una variabile in percentuale molto grande. Le Mans è una pista molto diversa: entri nelle curve con il freno in mano, destra sinistra, destra sinistra, è una pista stop-and-go e riesci a mettere il carico davanti e scaldi la gomma. Ad Aragon si frena molto a sinistra, invece, e in due curve non freni nemmeno. La moto è molto leggera”. E ancora: “E’ anche un po’ la composizione della pista. Qui è stata abbastanza critica per le gomme per noi, c’è poco grip, al momento triboliamo tanto. Aspettiamo le FP4”.

Se non altro, ammette Petrux, “da un punto di vista dello spettacolo è molto bello: ci sono stati sette vincitori diversi, c’è molta instabilità a livello di classifica”. Ma questo vale per chi il mondiale se lo gode, “molto meno per noi che corriamo”.

Le gomme fanno la differenza, e sarebbe il caso di chiedere qualcosa alla Michelin?

“Non so se sia in programma di cambiare la gomma. Ci sono venuti incontro portando una gomma in più all’anteriore. Ma il problema è che corriamo in un periodo dell’anno in cui in Europa fa veramente freddo. Se fai questa domanda ai piloti della Yamaha non credo siano d’accordo. Bisogna vedere i valori in campo”.

E bisogna anche vedere la valanga Covid. Che cosa succederà adesso? Il caso Valentino Rossi, quello di Tony Arbolino. Petrucci ha le idee chiare, sa che il virus può condizionare tutto. Anche il mondiale.

“In Moto2 Martin ha perso un sacco di punti, Arbolino idem: è uno zero pesantissimo. E’ una situazione incontrollabile. Può succedere qualsiasi cosa. Attenzione massima, ma è difficile avere il pieno controllo della situazione. Spero che sia sufficiente così per noi piloti. E spero che Rossi e Arbolino stiano bene”.

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