Zanetti :"Nel 2021 mi piacerebbe correre nel MotoAmerica con Ducati"

ESCLUSIVO "Sono diventato un pilota duttile, mi sono creato delle aspettative da solo. Il livello dei piloti è altissimo, non è stato semplice vincere. Un tempo qui si guadagnava il doppio che nel Mondiale. Wayne Rainey sta facendo un grande lavoro

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Lorenzo Zanetti ha segnato un pezzo di storia dell'Italia, ma non nel nostro Paese, bensì Oltreoceano. Il 33enne è salito sul gradino più alto del podio in Gara 2 della categoria Honos Superbike del MotoAmerica, con ulteriori piazzamenti nelle restanti due manche. Un successo che ha riportato la Ducati sul tetto degli Stati Uniti dopo tanti anni di assenza. L'ultimo italiano a riuscirci fu Alessandro Gramigni nel lontano 1996, in sella alla 916 della compagine capitanata da Eraldo Ferracci. Zanetti, invece, ha portato alla vittoria la Panigale V4-R del Team HSBK Celtic Racing, presenza fissa del pianeta USA.

Adesso il bresciano si sta godendo un po' di meritato riposo (o quasi..) lungo le bellissime calde coste della California, in attesa del successivo round di Laguna Seca. Pista a lui sconosciuta, ma con cui avrà modo di approcciarsi in questi giorni grazie ad un track day organizzato dalla scuola di guida dell'impianto, saltando così la finalissima del CIV a Vallelunga con il Broncos Racing Team. 

"Dopo l'appuntamento di Indianapolis, sarei dovuto andare alle sede del Team HSBK Celtic Racing in Oklahoma. Alla fine ho preferito spostarmi a San Francisco, vicino all'azienda di Ducati New York - ha dichiarato Zanetti - oltre a godermi dei giorni in piena tranquillità, sto sfruttando l'occasione per effettuare alcuni giri di rodaggio a Laguna Seca con una moto stradale in vista del prossimo week-end. Mi dispiace non poter correre a Vallelunga, essendo una persona di parola mi sento in dovere di rispettare tutti gli impegni presi. Purtroppo il visto mi è arrivato tardi, non sarebbe stato possibile tornare in tempo in Italia. Di conseguenza ho deciso di restare negli Stati Uniti passando del tempo per conto mio, ma la distanza dalla famiglia si sente".

Gli USA, contemporaneamente, sono uno dei Paesi più colpiti dall'emergenza sanitaria legata al COVID-19. Nel corso dell'ultimo evento stagionale, tuttavia, le porte sono state aperte con buoni riscontri da parte degli appassionati.

"Quando ho corso al The Ridge, ubicato nello stato di Washington, la situazione era abbastanza tranquilla - ha proseguito - ad Indy hanno addirittura aperto al pubblico. In California, invece, il numero dei contagi è più alto, ma tutti utilizzano la mascherina. Mi sto trovando bene. La situazione è complicata e stiamo facendo grossi sacrifici".

Per Lorenzo Zanetti si è trattata di una vittoria che ha confermato l'ottimo stato di salute personale, spesso bollato troppo frettolosamente come pilota di "seconda fascia". Invece, il 33enne, si sta dimostrando performante in qualsiasi tipo di scenario e campionato.

"Col passare degli anni sono diventato abbastanza duttile, riesco ad essere competitivo in tutti i campionati dove corro - ha detto "Zorro"- nell'ARRC (Asia Road Racing Championship) ho utilizzato una V4-R, simile al CIV, arrivando ad un passo dal podio a Sepang. Nel Campionato Italiano arrivo dai due terzi posti di Imola, a Barcellona nel World Superbike ho concluso a punti dopo essere sceso in pista solamente dal sabato mattina. In questo aspetto ha influito sicuramente il mio ruolo da collaudatore".

Dopo aver debuttato sull'inedito tracciato del The Ridge Motorsports Park, non senza difficoltà, tra Zanetti e HSBK Celtic Racing è scattata immediatamente la scintilla, sia dal punto di vista lavorativo che a livello di supporto dalla Casa madre.

"Al The Ridge ho gareggiato con una Panigale V4-R completamente Stock, con centralina libera, nella classe Superbike. Come prima volta non è stato semplice, pista assai 'old style' dove ho portato a casa il massimo risultato. Dopo tale round, la squadra ha capito di quali esigenze avessi bisogno e, grazie alla mia spinta, mi hanno messo nelle condizioni di disputare le tre gare di Indianapolis con una V4-R versione Superbike. Abbiamo attuato dei piccoli accorgimenti tecnici e, con l'arrivo di tecnici di esperienza come Paolo Betti e Simone Toso (ottimi conoscitori di Lorenzo e della moto), siamo riusciti a ottenere prestazioni di spessore".

Con ben cinque gare disputate nella top class americana fino a questo momento, non mancano di certo le prime comparazioni con i campionati del Vecchio Continente, un campionato in progressivo miglioramento.

"Rispetto ai campionati europei, il MotoAmerica viene vissuto con meno pressione. Abituato ad altri scenari, mi sono creato delle aspettative da solo. A livello di marketing sono davvero bravi, insistono parecchio e sono veramente attenti. Allo stesso tempo, devono migliorare nelle scelte gestionali delle corse. Questo aspetto, tuttavia, è migliorato nettamente nelle ultime stagioni con l'arrivo di Wayne Rainey".

Nonostante il basso numero di partecipanti, la top class americana vanta piloti di primissimo livello, confermandosi anche un ottimo bacino da cui attingere per le squadre del Mondiale.

"Ultimamente diversi piloti di caratura internazionale stanno tornando nei campionati nazionali, basti guardare il CIV, BSB e l'ARRC. Il livello della Honos Superbike è altissimo: Cameron Beaubier sta vincendo il titolo da cinque anni a questa parte, Toni Elias è un ex - Campione del Mondo Moto2 e, in più, Garrett Gerloff (grande protagonista nel 2019 della SBK a stelle e strisce) ha centrato il primo podio nel Mondiale. Yamaha e Suzuki sono presenti in veste ufficiale, non è stato semplice conquistare il successo domenica scorsa. Sfortunatamente il divario tra i top team e gli ultimi è gigantesco, parte delle squadre di centro gruppo sono private o di livello amatoriale. Sono professionali, però gli manca esperienza, in Europa verrebbe considerato quasi come un campionato minoreRispetto a dieci o quindici anni fa è totalmente cambiato, un tempo qui si guadagnava il doppio che nel Mondiale, adesso stanno lavorando per portarlo ad un livello più alto in ottica futura".

In virtù degli ottimi risultati conseguiti sul Brickyard, sorge spontaneo chiedersi se il MotoAmerica possa diventare o meno il nuovo punto di approddo della lunghissima carriera di Lorenzo Zanetti nella prossima stagione.

"Per il 2021 ancora non ho preso una decisione, al momento penso solamente a sfruttare questa opportunità, anche se i risultati di Indy potrebbero influire in positivo in tal senso. Mi piacerebbe correre negli Stati Uniti, nel caso tornerò in Italia, vedremo come evolverà la situazione. A Laguna Seca spero di lottare nuovamente per le posizioni di vertice, dovrò apprendere velocemente il tracciato sperando di tenere alta la bandiera di Borgo Panigale",  ha concluso.

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