MotoGP, Morbidelli: "Lorenzo tester? Meno gli ufficiali vanno avanti, meglio è"

"Perché così il divario tra la mia moto e la loro resterà uguale.Naturalmente spero che possa aiutare ancora Yamaha, ma con il mio pacchetto e ragionando da egoista spero che gli ufficiali non facciano troppi passi in avanti"

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Franco Morbidelli è sempre sorridente, tranquillo. Difficilmente si lascia andare a scatti di rabbia anche se le cose non vanno proprio nel verso giusto. Le Mans è stata un mezzo disastro domenica in gara, mentre fino al warm up sembrava potergli regalare la seconda vittoria stagionale dopo quella limpida raccolta a Misano. Purtroppo il pilota del Team Petronas non ha raccolto quanto avrebbe potuto ma questo non ha fatto altro che dargli ulteriore carica in vista della doppia tappa di Aragon, una pista che gli piace molto e su cui è pronto a raccogliere tanto. 

Ma prima di parlare della tappa che attende i piloti in pista, nell'incontro con i giornalisti che precede il fine settimana di gara abbiamo chiesto a Morbidelli di dirci cosa pensa del lavoro svolto da Jorge Lorenzo nel ruolo di tester in questa stagione. A Portimao lo spagnolo ha girato molto piano, incassando oltre due secondi e mezzo di distacco da Pirro con la Ducati. Morbidelli ha offerto il proprio punto di vista sulla situazione. 

"Abbiamo visto che per colpa del Covid di questa stagione, i tester non hanno potuto fare molti chilometri in pista - ha affermato Morbidelli - sembra quasi che siano stati più tempo al box che in pista, per causa di forza maggiore. Jorge è un grandissimo pilota, con grandissima esperienza e sensibilità. Sono convinto che lui possa dare una mano a Yamaha. Bisognerebbe che la situazione mondiale migliorasse e che i tester potessero fare il loro lavoro". 

Tu da un certo punto di vista hai anche i piedi in due scarpe, soprattutto se anche nel 2021 dovessi avere a disposizione l'attuale pacchetto e non una moto Factory. 

"Faccio anche un ragionamento egoista. Per il pacchetto che ho io, meno gli ufficiali vanno avanti, meglio è, perché così il divario tra la mia moto e la loro resterà uguale. Spero che la situazione mondiale migliori, ma al contempo se guardo a me stesso spero che le Case ufficiali non vadano troppo avanti perché mi sto divertendo molto a stargli davanti, vorrei continuare a farlo". 

Ma sei già certo di avere l'attuale pacchetto anche nella prossima stagione?

"Non è ancora certo con quale moto correrò. Non sappiamo ancora se avrò questo pacchetto oppure no. Ho fatto la mia richiesta a Razali, una sorta di regalo di Natale. Non dipende solo dalle mie prestazioni, ci sono altri fattori da valutare. Ma come sempre le mie prestazioni fanno una differenza enorme quando si tratta di decidere, quindi l’impegno che ci metterà il team per me, dipende anche molto da me. E’ l’unica cosa che posso controllare, quindi so che devo fare il massimo per fare in modo che la squadra ed anche la Yamaha pensi molto bene al pacchetto da darmi per il futuro". 

Adesso parliamo di presente e di Aragon. Cosa ti aspetti da questo fine settimana?

"Non vedevo l’ora di arrivare qui per correre ad Aragon. Questa pista mi piace moltissimo, nel mio primo anno di motomondiale nel 2014 ho girato moltissimo qui ed è un layout che mi piace. Ci ho anche vinto, quindi mi da delle belle emozioni correre qui e penso che la Yamaha potrà essere davvero velocissima. Lo siamo stati anche a Le Mans, sono certo che porteremo tutta quella velocità anche qui. Poi mi sto divertendo molto con la squadra ultimamente, mi sto divertendo in moto, quindi davvero non vedo l’ora di scendere in pista". 

L'anno scorso non è andata benissimo per te. 

"Nel 2019 non è stato un fine settimana esaltante per me, ho avuto tanti alti e bassi. Ma quest’anno la storia è diversa e spero che sia così anche qui. Sono carico, come lo ero a Le Mans, perché lì penso di aver perso una grande occasione. Sono pronto a spingere al massimo, questa è la verità". 

Ti spaventano i rettilinei? Qui la potenza è importante e conosciamo la situazione di Yamaha rispetto ad alcuni rivali. 

"Di certo qui i rettilinei saranno un problema, ma è una caratteristica della nostra moto. Quello che perdiamo in rettilineo lo guadagnamo in curva e penso che andrà così anche qui. Il dubbio ovviamente è sempre se saremo in grado di guadagnare in curva più di quello che perdiamo in rettilineo ed è una domanda che ci poniamo ogni volta che scendiamo su piste con lunghi rettilinei. La cosa certa è che il nostro punto forte sono le curve, lì siamo sempre veloci". 

Si prevedono temperature basse. La seconda curva potrà essere in problema?

"La seconda curva sarà tosta, perché le condizioni saranno difficili. Ci sarà vento, la temperatura sarà bassa e arriveremo a quella curva dopo aver passato tanto tempo sul lato sinistro della gomma. Poi arriviamo lì ed è anche una curva veloce, sarà dura. Michelin ha portato diverse opzioni di gomma morbida sia per il posteriore che per l’anteriore e credo che si adatteranno bene sia alla nostra moto che alle temperature che troveremo. Ma la situazione è questa, quindi dovremo semplicemente prendere le misure all’inizio". 

Hai capito cosa è andato storto a Le Mans?

"Secondo me volevo controllare troppo la gara e quando ho spinto davvero, le gomme non erano pronte. In generale la nostra velocità è stata buona, domenica mattina ero andato fortissimo nel warm up su gomme molto usate. Cercherò di portare quel ritmo qui, mentre ad Aragon in gara ho sbagliato quando è caduto Vale, perché nel tentativo di fare la variante allo stesso modo avrò perso sette o anche otto posizioni. Poi nel mio approccio con le gare sul bagnato devo migliorare molto. Sono anche veloce, ma non consistente, quindi devo migliorare". 

 

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