MotoGP, Mir: "Ad Aragon con Suzuki nel 2019 ero un debuttante, ora mi divertirò"

"Sul bagnato a Le Mans perdevo tempo in un solo settore. Io e Rins avevamo temperature diverse nelle gomme". Rins: "Ho ripreso confidenza con la moto, non penso al risultato di Le Mans"      

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Da Le Mans ad Aragon, tutto in uno schiocco di dita. Il weekend francese ci ha regalato il 7° vincitore dell’anno, Danilo Petrucci, e ha anche decretato il momento forse più complicato della stagione della Suzuki con l’anonimo 11° posto di Joan Mir e la caduta, mentre era in lotta per il podio, di Alex Rins. Partendo dal giovane Mir si può di certo dire che Le Mans sia stata una sorta di battuta d’arresto, non grave però visto il risultato di Fabio Quartararo che nel weekend casalingo ha guadagnato sul pilota Suzuki solo 2 punticini.

A spaventare i primi due della classe, ora separati da 10 punti in classifica, è Andrea Dovizioso che dopo la caduta di Barcellona sembrava quasi spacciato mentre ora è a 18 punti dalla vetta, gap ampiamente colmabile in 5 gare, di cui due ad Aragon, una pista che, sulla carta, sembra poter favorire il motore Ducati. 

“Questo è un circuito che somiglia al Red Bull Ring, ci sono curve simili e credo che questa potrà essere una pista favorevole per la Suzukiha detto Mir - Ricordo che Iannone ha lottato con Marquez e Dovizioso qualche anno fa e lo scorso anno anche io non ero andato male ma ero un debuttante e ho fatto qualche errore nel primo giro. So di poter andare molto bene questo fine settimana e raggiungere le prestazioni che voglio”. 

Dopo il deludente risultato della Francia c’è molta voglia di rivalsa in casa Suzuki, quali sono i tuoi obiettivi per il primo fine settimana di Aragon?

“Sono pronto per affrontare al meglio questo weekend. Sarà una opportunità per recuperare tutte le sensazioni positive che non ho avuto sul bagnato di Le Mans. Io cercherò come sempre di fare del mio meglio, vedremo come andrà domenica in gara”. 

Le condizioni meteo dovrebbero essere migliori rispetto a Le Mans ma comunque è metà ottobre e il freddo potrebbe giocare la sua parte. 

“Al mattino potrà essere freddo anche qui e questo non aiuterà noi piloti ma penso che la Suzuki possa andare forte in tutte le condizioni. Anche sotto la pioggia di Le Mans io ho perso tempo in un solo settore mentre nelle altre parti del circuito ero abbastanza veloce. La moto funziona bene, saranno importantissime le FP1, dovrò iniziare bene, ad un livello alto se vorrò lottare per la vittoria domenica”. 

Dopo il GP hai guardato i dati di Rins per capire perché lui è andato così forte nella prima parte di gara e invece tu hai faticato?

“Tutto il team ha lavorato molto per capire quali sono stati i miei problemi nel corso della gara, abbiamo visto che c’è stata una differenza di temperatura delle gomme nella prima parte della gara tra me e Alex. Penso che questo abbia fatto la differenza anche perché quando le mie gomme hanno raggiunto la temperatura giusta sono andato meglio. Ad ogni modo non si è mai sicuri”. 

Rins: "Ho ripreso confidenza sulla moto"

Abbiamo detto di un Rins velocissimo nella prima parte di gara che però ha sprecato una buonissima occasione con una caduta mentre era in lotta per il podio e la vittoria. Di Le Mans resta la consapevolezza di una gara finalmente degna di nota, ma anche il dispiacere e la delusione per un podio mancato. Quanto è stato complicato riprendersi?

“In realtà è stato facile resettarmi. Non ho pensato molto al risultato ma alla bella gara che ho fatto fino alla caduta: ho recuperato tante posizioni, mi sono trovato subito bene sulla moto sul bagnato e ho iniziato a pensare subito alla gara di Aragon. Comunque la gara è stata molto importante perché ho ripreso la mia confidenza sulla moto. Nel giro d’uscita per andare in griglia, faticavo molto a trovare i giusti angoli di piega e le gomme non erano in temperatura. In griglia ho detto ai meccanici che non c’era aderenza e lo mi hanno detto di andare comunque. Questo mi ha fatto iniziare con una concentrazione più alta, mi ha aiutato”. 

Ora siamo appunto in Aragona al Motorland, una gara molto sentita per te. Che ricordi ti passano per la testa quando vieni da queste parti?

“Iniziamo un nuovo weekend qui ad Aragon che è sempre un posto speciale dove correre per me, quando ero bambino passavo qui le mie vacanze. Sono cresciuto vicino a questo circuito e mi sono sempre divertito a gareggiare qua. Di certo mi mancheranno e ci mancheranno tutti i tifosi sugli spalti ma cercheremo di divertirci comunque”. 

Come va la spalla? L’infortunio è quasi “alle spalle”?

“Va meglio ogni giorno, questi tre giorni a casa ho provato a recuperare, ho fatto della ginnastica e delle flessioni, va abbastanza bene”.

 

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