MotoGP, Dovizioso: "Il cuore non basta, e il pilota che vince da solo non c'è"

Il ducatista prepara la rimonta: "Cinque GP  così non si possono fare. Il pilota non va a comando. Siamo a fine anno, verso l’inverno può succedere di tutto. Difficile per i piloti gestire, ma può riaprire certe situazioni"    

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di Giorgio Burreddu

C’è qualcosa negli occhi di Andrea Dovizioso, è una scintilla, un’esplosione di volontà.

"Bisogna attaccare, anche perché dobbiamo recuperare dei punti".

Quello di Aragon è un passaggio essenziale nella stagione del Dovi e della sua Ducati: oltre c’è la possibilità di prendersi qualcosa che il pilota forlivese sogna da sempre. Ma la questione è: ci vuole più testa o più cuore per recuperare i punti in classifica? Lui alza gli occhi, ci pensa su, passa il vento nei pensieri e scompiglia sempre tutto. Però Dovizioso una risposta ce l’ha.

"Con il cuore puoi ottenere certi risultati in situazioni particolari, pensare di fare cinque weekend con il cuore non puoi, non è così che funziona. Il cuore ci vuole e ti può far fare la differenza in certe situazioni sì, ma il pilota non va a comando. E’ una questione di certe dinamiche che si creano, però di di base, soprattutto in una stagione così instabile, buttarti ti può far fare solo più errori".

Ma certo ad Aragon lui dovrà buttare il cuore oltre l’ostacolo, o almeno mettersi a macinare emozioni.

Lo ha detto anche Michele Pirro. "A Dovi serviva l’istinto. E’ troppo razionale".

Risposte Dovi non ne dà.

"Preferisco non rispondere. So chi ho davanti e non è questo il punto. Non è il momento di parlare", ma guarda al suo mondo con più attenzione, con più precisione. C’è la questione gomme, per esempio. Qualcosa da valutare bene. Le temperature basse potrebbero creare più problemi o qualche vantaggio in più?

"Può essere, ma non saprei, non mi aspettavo andassero in crisi a Le Mans altre moto. E non è detto che con le temperature basse certe moto vadano in crisi. E’ un mix, dipende dal tipo di asfalto, dalla temperatura, anche dal tipo di gomma. Non c’è una situazione sotto controllo da parte di nessuno. In queste mattinate di Aragon ho paura che ci saranno rischi da prendere, le temperature sono basse. Ma non preoccupiamoci prima".

Saranno due gare complicate, ma è un mondiale che Dovizioso potrebbe prendersi attaccando.

"Il pilota che vince da solo non c’è, è sempre un mix - dice e aggiunge - Non esiste il pilota che vince da solo, o la moto che vince da sola".

Ci vuole un equilibrio attento, anche perché l’inverno è alle porte e il generale non perdona mai. Nemmeno in chiave motomondiale.

"Siamo a fine anno, verso l’inverno e può succedere di tutto. Possiamo trovare tantissime condizioni. Difficile per i piloti gestire questa cosa, ma può riaprire certe situazioni. Interessanti".

Di certo non sarà una questione di esperienza. "

Ho esperienza ma basta solo quello. Se guardi la carriera, molti piloti sono veloci all’inizio. Ma anche la moto fa la differenza, dipende dalle gomme, da tante cose".

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