MotoGP, Iannone VS WADA: ecco cosa rischia Andrea al TAS

L'agenzia mondiale antidoping difende i suoi protocolli. L'avvocato De Rensis: "l'uomo viene prima, se è necessario li cambino"

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Dopo un lungo silenzio, ieri Andrea Iannone si è presentato davanti ai giornalisti a pochi giorni dall’udienza davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport. Domani mattina sarà a in aula a Losanna, per un dibattimento in cui gli arbitri non saranno presenti (causa Covid) ma si collegheranno da remoto. Il presidente del Panel sarà il francese Hamid Gaharavi, quello scelto dalla difesa Franco Frattini, mentre l’inglese Michael Beloff è quello scelto dalla FIM (e in passato ha rappresentato spesso la Wada).

Quali sono le possibili sentenze per Andrea? “Lo scenario va da 0 a 4 anni” la sintesi del suo legale Antonio De Rensis. La difesa ha chiesto l’assoluzione piena, la FIM è soddisfatta dei 18 mesi di sospensione a cui lo ha condannato lo scorso aprile, mentre la Wada (l’agenzia mondiale antidoping) vorrebbe un’inasprimento della pena, arrivando a 4 anni.

Alla vigilia dell’udienza, nessuno sa come andrà a finire. Pensare a un cancellazione di una squalifica è un sogno più che una speranza, vederla ridotta a 12 mesi sarebbe una vittoria. In quel caso, la sospensione di Iannone scadrebbe a dicembre, quindi la prossima stagione potrebbe tornare regolarmente sulla sua Aprilia. Se invece dovessero confermare anche solo i 18 mesi, per lui significherebbe perdere praticamente un'altra stagjone.

I problema è che la Wasa non vuole mollare. “Hanno scritto che se dovesse essere riconosciuto la positività di Andrea per contaminazione alimentare, allora dovrebbero cambiare i loro protocolli - ha sottolineato De Rensis - Per me l’essere umano viene prima del protocollo, il sistema deve cambiare”.

Il professore dell’Università di Torino Alberto Salomone, uno dei consulenti della difesa, ha ricordato come in passato il protocollo sia cambiato per nandrolone e clebuneterolo, per cui si erano registrati casi di positivi non riconducibili a pratiche dopanti. Per il dronastanolone (a cui è risultato positivo Andrea) la squalifica è automatica.

Secondo la difesa, però, il pilota di Vasto lo avrebbe assunto senza intenzionalità, mangiando una bistecca contaminata in Malesia. “L’analisi del capello ha escluso un’esposizione prolungata a sostanze anabolizzanti, nessuno è tanto stupido da farne un uso occasionale, quindi rimane solo la possibilità di un’assunzione accidentale” la ricostruzione di Salomone.

Domani Andrea entrerà in aula intorno alle 9, il dibattimento potrebbe durare anche tutto il giorno. Poi i tre arbitri dovranno decidere e si aspetta la sentenza (definitiva, senza possibilità di ulteriori appelli) entro qualche giorno, massimo una settimana. Solo in quel momento Iannone scoprirà se potrà nuovamente salire sulla sua Aprilia.

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