MotoGP, Jorge Lorenzo: "Nei test di Portimao non avrò la Yamaha 2020"

"Non c'è stato tempo. Mi piace fare il tester, è un lavoro vicino alla perfezione per me. Mi mancano le sensazioni della vittoria, ora il mio rivale è il cronometro"

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Era da tempo che non si vedevano Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa l’uno accanto all’altro in una conferenza stampa. È successo oggi, alla vigilia dei test a Portimao, a cui i due ex piloti parteciperanno nel ruolo di collaudatori, rispettivamente per Yamaha e KTM. Quella di domani sarà una giornata molto particolare, in cui i tester saranno sulle MotoGP mentre i piloti su moto stradali.

Sarà sicuramente interessante vedere la sfida a distanza fra Dani e Jorge.

È bello che ci sia anche Lorenzo - ha detto Pedrosa - Abbiamo corso insieme per 15 anni e ora lo rifaremo. È più divertente fare i test quando non sei da solo, e poi Jorge è stato un mio grande rivale, mi piace che ci sia”.

Anche il maiorchino è stato d’accordo.

Abbiamo passato entrambi i 30 anni e siamo ancora qui a fare quello che ci piace - le sue parole - Siamo piloti e restiamo competitivi, anche se non ci saranno le stesse sensazioni di quanto lottavamo in qualifica”.

Per Lorenzo sarà un ritorno sulla M1 dopo un lungo periodo di pausa.

Sono emozionato, è da 9 mesi che non guido una MotoGP, non ero mai stato così tanto tempo senza farlo - ha spiegato - Sarà un po’ complicato riadattarmi a quelle velocità su una pista nuova e così particolare, dovrò evitare di fare stupidi errori e fornire il massimo delle informazioni”.

Jorge non guiderà la Yamaha 2020, però.

Qualche settimana fa avevo parlato con Meregalli e mi aveva detto che avrei avuto la moto nuova, ma sono entrato nei box qualche ora fa e ho visto cha avrò la 2019 - ha svelato - Penso che abbiano fatto il massimo, ma non c’è stato il tempo per preparare una nuova M1”.

Il maiorchino ha anche parlato della sua nuova vita da tester.

La mia vita è ancora migliore di quanto vediate sui social - ha scherzato - Sono contento, ho tanto tempo libero e posso decidere di fare quello che voglio. Per chi ama le moto come me, se fare il collaudatore non è il lavoro perfetto ci va vicino. Non ho la pressione delle corse, mi impegna una quindicina di giorni all’anno e non ho molti obblighi. Certo, perdi le sensazioni che hai quando vinci, ora il mio rivale è il cronometro. Alla fine non si può avere tutto dalla vita, bisogna scegliere e in questo momento è il compromesso migliore per me.

Lorenzo ha anche parlato del campionato.

In questa stagione tutte le moto possono vincere una gara, Aprilia a parte, ma non è così distante - la sua opinione - Però manca Marquez, che ha un talento incredibile, ha vinto fin dal suo esordio in MotoGP e poi ha continuato a migliorare. Mi avevano chiesto, prima del suo infortunio, se Marc avrebbe dominato anche questa stagione e avevo risposto che sarebbe dipeso dai miglioramenti della Honda e da quelli dei rivali. Abbiamo visto quanto Marc fosse veloce a Jerez, ma non possiamo sapere cosa sarebbe successo negli altri circuiti, i suoi risultati avrebbero potuto essere influenzati dalla Honda, una moto con cui solo lui sa vincere. Con Marquez fuori dai giochi, in molti piloti si sono accorti di potersi giocare il Mondiale, siamo davanti a un campionato più equilibrato che mai”.

Anche Pedrosa è d’accordo.

Sicuramente senza Marquez ci sono più opportunità di vincere - ha detto - Marc sarebbe stato sempre sul podio, ma ci sarebbero stati comunque altri due posti. Con lui sarebbe stato più difficile vincere, ma il livello di competizione è molto alto anche in sua assenza”.

Se i due spagnoli si sono concentrati sul presente, Michele Pirro ha parlato del futuro, naturalmente della Ducati, che ha inaugurato un nuovo corso con Bagnaia e Miller nelk team ufficiale.

“Dovizioso è una grande perdita per la Ducati - ha ammesso - Però, come ha detto Dall’Igna, i matrimoni si fanno in due e purtroppo c’è stato chi ha detto ‘no’ sull’altare. Insieme ad Andrea abbiamo fatto grandi cose, ma non c’erano le condizioni per continuare. Non c’era nessun altro pilota della sua esperienza per sostituirlo e si è deciso di puntare sui giovani. Pecco e Jack sono il futuro, penso sia stato giusto dare spazio a loro.

Guintoli e Bradl, invece, hanno svelato qualche segreto su Portimao, pista che conoscono bene per il loro trascorsi in SBK.

“Sono certo che i piloti della MotoGP si divertiranno molto, è una pista tecnica con tanti punti ciechi - ha spiegato Sylvain - Credo che sarà una sfida interessante per gli ingegneri, perché dovranno gestire la potenza e soprattutto l’impennamento. I cavalli non servono molto, è un circuito favorevole ai motori 4 in linea. I costruttori che hanno il database della SBK saranno avvantaggiati per il lavoro sull’elettronica”.

Se il francese ha anche detto che non pensa che Portimao sia un tracciato che chieda troppo al fisico, Stefan è di un’altra opinione.

Su questa pista non puoi mai rilassarti, anche in rettilineo devi lottare per non fare impennare la moto - la sua opinione - Ricordo che già in SBK era molto impegnativo fisicamente, ma anche tanto divertente”.

Foto Dorna

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