MotoGP, Le Mans: ultima chiamata per Dovizioso, un GP che vale il titolo

Andrea non ha più tempo, Quartararo e Mir tentano la fuga e in Francia dovrà lottare non solo congli avversari ma anche contro il meteo

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La classifica parla chiaro, dopo il Gran Premio di Barcellona Fabio Quartararo e Joan Mir stanno tentando una, seppure ancora timida, fuga. I due piloti si sono staccati, ma con ancora 6 gare e 150 punti da assegnare i giochi sono tutt’altro che fatti. Il francese di Petronas però può arrivare al suo appuntamento di casa a Le Mans davanti a tutti e carico per la recente vittoria. Lo stesso vale per lo spagnolo della Suzuki, ancora a secco di successi, ma forte di 4 podi nelle ultime 5 gare, nessuno è stato costante come lui.

La palla quindi è nelle mani degli sfidanti, che per un motivo o per l’altro vogliono dimenticare al più presto la tappa catalana. A iniziare da Maverick Vinales, che ha continuato la sua impressionante altalena di risultati, ma è comunque rimasto aggrappato al 3° posto nel Mondiale, con 18 punti dal compagno di marca.

La situazione è più critica per Andrea Dovizioso, coinvolto nella caduta di Zarco e passato dal primo al quarto in classifica. Ora il pilota Ducati è a 24 punti da Quartararo e ha un disperato bisogno di invertire la rotta. Il forlivese, dopo il buon inizio con un podio a Jerez e poi una vittoria in Austria, ha potuto affidarsi solo sulla sua continuità per tenersi in gioco. Non è però bastato, contare solo su difficoltà ed errori degli avversari non è una strategia vincente e deve tornare a essere veloce, come ha dimostrato di essere capace a fare in passato.

Le Mans, per il Dovi, ha già il sapore dell’ultima occasione. In teoria la pista non è così negativa per tentare il tutto per tutto. Le Mans è un circuito fatto di frenate e accelerazione, stop&gp come si dice, e fino a qualche mese fa sarebbe stato il territorio di caccia ideale per la Desmosedici del numero 4, peccato che quest’anno il mondo di Andrea vada al rovescio e quello che era il suo punto di forza, la staccata appunto, sia diventato quello debole.

Dopo 8 gare non è ancora riuscito a trovare la soluzione ai suoi problemi provocati dalla nuova gomma Michelin, che però Miller e Bagnaia, con la stessa moto, riescono a sfruttare alla perfezione, o quasi. Dovizioso però non ha più tempo, se vuole veramente rimanere uno dei contendenti al titolo.

Ora è tutto nelle sue mani, o quasi. Perché Le Mans sarà complicata anche per altri due motivi. Il primo è il meteo. Già a maggio raramente il GP di Francia è stato ricordato per le temperature miti, ma a ottobre la situazione sarà nettamente peggiore. Le previsioni sono incerte, con una cauta promessa di asciutto per sabato e domenica, ma le temperature saranno il vero problema. Le massime promettono di non andare oltre i 15, 16 gradi, le minime potrebbero toccare i 5. Tempo da riscaldamento accesso più che da pieghe a gomito a terra.

Se al meteo non si comanda, neanche con gli avversari non si può fare molto. La classifica starà anche prendendo forma, ma il numero dei piloti che possono puntare al podio o alla vittoria non sta certo diminuendo. In ordine sparso ci sono Bagnaia e Miller desiderosi di salutare il team Pramac con un successo, Morbidelli e Rossi che hanno ampiamente dimostrato la loro velocità, Alex Rins in crescita dopo un inizio di stagione sottotono e poi tutto lo squadrone KTM, con poco da perdere in classifica e tanto da guadagnare per un buon risultato. Tutti piloti che, per ora, non pensano al titolo (anche se Franco e Jack sono rispettivamente a 31 e 33 punti da Quartararo) ma capaci di mettersi nelle posizioni che contano e quindi togliere o regalare punti importanti per chi corre per il titolo.

Questa stagione ci ha abituato all’incertezza, La Mans ha tutto per tenere fede ancora una volta a questa regola.

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