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SBK, Rinaldi: "Gerloff è un bravo ragazzo ma si deve controllare di più”

"Nei primi giri al mattino c'è stata molta adrenalina. Nel 2019 avrei dato una festa dopo un quarto posto, oggi no. Sono deluso perchè potevo lottare per il podio ma non avevo aderenza in uscita di curva"

SBK: Rinaldi: "Gerloff è un bravo ragazzo ma si deve controllare di più”

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Nella bella domenica pomeriggio di Ducati a Magny Cours è forse mancato Michael Ruben Rinaldi che tante gioie ha dato a Borgo Panigale nel recente passato. Un weekend un po’ anonimo chiuso comunque con 22 punti a referto, importanti per il campionato dei piloti indipendenti. 

“Sono un po’ deluso ma comunque ho portato a casa dei punti importanti per il campionato dei team indipendenti – ha detto Michael in Sala Stampa – Oggi potevo lottare per il podio ma non avevo aderenza, in accelerazione fuori dalle curve rimanevo fermo mentre Scott e Chaz andavano. Ho provato a cambiare il mio stile di guida durante la gara, è da venerdì che ho questo problema, soprattutto in condizioni di misto mentre quando c’era più acqua in pista sono andato meglio ma solo perché ho rischiato di più”

Fa strano vederti deluso dopo un 6° posto, quante cose cambiano in una stagione…

"Quando vinci sai di poterlo fare di nuovo. Quelle di questo weekend sono state gare difficili, ma comunque una esperienza importante per me e il team. Un anno fa avrei fatto una festa dopo un sesto posto, davo il 200% ma i risultati non arrivavano. Le cose sono cambiate e quindi oggi sono un po’ frustrato. Ho battagliato con Lowes e Razgatlioglu perché sono con me in lotta per il 5° posto nel mondiale, ma ho anche cercato di non prendermi troppi rischi”. 

Questa mattina ti abbiamo visto battagliare con Garrett Gerloff e in un paio di occasioni ti sei anche stizzito. Cosa pensi del pilota statunitense?

“In questo paddock ho una bella relazione con tutti. Garrett è un bravo ragazzo è piacevole parlare con lui ma credo che debba si controllare un po’ di più perché nei primi giri di questa mattina c’è stata molta adrenalina. Dobbiamo avere tutti rispetto gli uni degli altri perché se si cade, soprattutto in condizioni di bagnato, si possono anche coinvolgere altri piloti”.

Ci sono differenze nel lottare con un pilota giovane come Garrett o con campioni come Rea e Redding?

“Quando lo scorso anno lottavo nel mezzo del gruppo non tutto era sotto controllo mentre quest’anno nella lotta con Redding e Rea per la vittoria tu capisci che loro hanno rispetto per gli altri piloti e che sanno come si evolveranno le cose. I campioni sanno se tu sei lì e questo è un bene”.

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