Aprilia: in arrivo (forse) l'anti Yamaha Niken in salsa Veneta

L'esperienza sviluppata in casa, con il Piaggio MP3, e la proverbiale ciclistica Aprilia potrebbero generare una inedita 'fun bike' a tre ruote. 

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Il brevetto, sviluppato su base meccanica della Mana 850, fa presupporre che la casa di Noale abbia in programma di rispondere alla moto a tre ruote nipponica. La Piaggio, circa 3 lustri fa, presentò alla stampa un mezzo innovativo. L’ MP3, con la sua terza ruota, non fu mai completamente apprezzato in Italia. Soprattutto nei primi anni di commercializzazione, almeno non quanto lo sia stato altr’Alpe. Giusto per chiarire l’apprezzamento degli utenti francesi, nei riguardi del prodotto di Pontedera, l’ultima versione è stata presentata alla stampa a Parigi e non tra le Colline Pisane. Il modello negli anni si è evoluto in diverse cilindrate fino a 500cc (anche sotto le vesti di Gilera Fuoco), ma non si è mai spinto oltre con la cubatura.

Yamaha dopo aver debuttato, in ritardo, nel modo dei tricilci con il Tricity 125/155 (da poco anche 300), ha sferrato l’offensiva presentando nel 2018, da una ‘costola’ della MT-09, la prima moto a 3 ruote: la Niken (qui la nostra prova). Al di là dell’ossimoro, la Niken ha suscitato parecchio interesse.

La Piaggio, attraverso la ‘sorella’ sportiva Aprilia, non vuole rimanere a guardare, per cui presenta un brevetto della propria proposta sportiva a tre ruote. Al posteriore, si vede chiaramente la meccanica della Mana 850. La naked della Casa di Noale ormai fuori produzione da qualche anno. Durante la sua commercializzazione non ha certo fatto registrare numeri da record, però la sua peculiarità, un cambio automatico con possibilità di azionamento sequenziale-quindi senza l’uso della frizione-, potrebbe regalarle una seconda giovinezza. Il propulsore è un bicilindrico a V di 90° di 839cc in grado di erogare 76 cv di potenza. Se il motore potrà essere aggiornato, senza particolari complicazioni, alla normativa EURO 5, Aprilia si ritroverebbe in casa una ottima piattaforma su cui sviluppare il nuovo modello.

Spostandoci ad esaminare il 'cuore' del brevetto, troviamo il sistema sospensivo anteriore che è caratterizzato, senza stravolgimenti rispetto agli altri veicoli della categoria già citati, nella parte alta da due piastre di sterzo che ruotano attorno ai rispettivi pivot e alle cerniere poste ai vertici del quadrilatero deformabile che permettono alle stesse di inclinarsi insieme al veicolo. Ovviamente il tutto sarà rivisto nelle geometrie e nelle sezioni dei bracci per adeguarsi all’incremento della potenza del motore e per regalare all’avantreno un feeling che assomigli di più ad una moto che ad uno scooter.

La peculiarità del brevetto è nel diverso approccio utilizzato per collegare le piastre di sterzo alle ruote. Nel Piaggio MP3 il collegamento è affidato ad una coppia di ammortizzatori a molla, mentre la Niken si affida ad una coppia di forcelle telescopiche per lato. L’Aprilia ha invece ideato una coppia di montanti curvi, di alluminio, uno per lato, alla cui estremità si trovano quattro braccetti che supportano la ruota e l’ammortizzatore. Lo schema sospensivo, con questa architettura, è più ‘automobilistico’ e permette di variare la regolazione del camber intervenendo sulla lunghezza e la posizione dei punti di attacco dei braccetti per massimizzare il grip. Rispetto alla doppia forcella utilizzata dalla concorrente, si ha una riduzione dell’ingombro trasversale della carreggiata anteriore. Infatti, tutti gli elementi sono racchiusi all’interno delle ruote. Inoltre secondo quanto dichiarato nel brevetto, il sistema dovrebbe essere meno costoso rispetto alla doppia forcella telescopica che inoltre è più soggetta ad usura e ad una manutenzione più frequente. La posizione interna degli ammortizzatori, interni ai bracci della sospensione, dovrebbe garantire anche una maggior protezione da urti e detriti raccolti dalla strada.

Nonostante la Piaggio abbia, in parte, perso il proprio vantaggio rispetto alla concorrenza, sembra voglia reagire prontamente alla Niken, al momento unica rappresentante della categoria. Per confrontarsi ad armi pari il con tre cilindri nipponico - CP3 -, mancano circa una quarantina di cavalli al bicilindrico italiano. Questo conferirebbe probabilmente un diverso posizionamento nelle fasce di mercato, tra i due modelli, con presumibile differenza anche di prezzo. A Noale, i tecnici sono rinomati per saper sfornare mezzi con ciclistiche molto ben ‘appuntite’, per cui i presupposti per una divertente l’anti-Niken italica ci sono tutti.     

 

Fonte: www.motorcyclenews.com

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