MotoGP, Pernat: "Valentino Rossi potrebbe mettere in soggezione gli uomini in Petronas"

VIDEO - BAR SPORT - "Ha lottato duramente per portare i propri uomini in Petronas, persone con cui ha lavorato una intera carriera. E' una leggenda, non sarà facile per i meccanici che troverà nel box"

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Nel nostro consueto appuntamento con la rubrica Bar Sport, i nostri Paolo Scalera e Matteo Aglio hanno chiacchierato con Carlo Pernat degli argomenti caldi al termine del sabato di Barcellona. Tra la sospirata firma di Valentino Rossi con Petronas ed una prima fila tutta Yamaha, gli argomenti di cui parlare sono stati come sempre tantissimi. Pernat ha anche parlato di quanto l'impatto del Covd19 possa cambiare il volto della MotoGP nel futuro non troppo lontano. 

Il primo argomento affrontato è stato l'approdo di Valentino Rossi in Petronas, per chiudere in Yamaha la propria carriera e farlo in ogni caso su una moto ufficiale e con al proprio fianco nel box un amico ed un allievo come Franco Morbidelli. La firma si è fatta attendere e Pernat ha provato a spiegare i tanti motivi dietro questo ritardo. 

"Valentino ho firmato per un anno, ha lottato duramente per avere tutti i meccanici ma non ce l’ha fatta. Per questo ci hanno messo tanto a firmare. Parliamo di meccanici che hanno lavorato con lui per tutta la sua carriera in classe regina, persone con cui si capisce al primo sguardo. Oggi ha fatto una grande qualifica, lo vedo determinato, non ha molta voglia di giocare. La prima fila è arrivata nel momento giusto". 

Secondo Pernat, chi avrà qualche difficoltà nel 2021 saranno i meccanici che si troveranno a lavorare con Rossi nel box.

"Penso che non sarà facile per i suoi nuovi meccanici, lavorare per Valentino Rossi ti può mettere un po’ in soggezione, è una leggenda. Ma la situazione è questa, i suoi meccanici australiani sarebbero costati troppo per Petronas. In questo momento nel paddock si fanno tanti conti con i soldi. In Moto3 la situazione è complicata, in Moto2 ci sono ancora squadre forti, ma la situazione è complicata. La situazione economica nel mondo è cambiata. Questi mega sponsor stanno perdendo tanti soldi. La Red Bull, la Repsol, anche loro devono fare i conti con questo tipo di sponsorizzazione. Quando succedono queste cose, c’è il pericolo che vengano tagliati dei budget molto grandi". 

Ci sono anche dei movimenti dietro le quinte che riguardano il 2022 e lo scenario delle squadre. 

"Per la MotoGP futura ci sono dei giochi un po’ sommersi. Tra Leopard e VR46 ci sono vari movimenti, la storia della centralina modificata potrebbe essere collegata a questo, alla voglia di screditare Leopard. Secondo me Rabat vuole continuare in MotoGP, ha un contratto che scade a fine 2021, porta dei soldi. Se decide di rimanere, può impuntarsi, quindi Luca Marini non ha posto. Gira poi la voce che Petronas non sia proprio sicura di rimanere nel 2022 con Yamaha. Quando le voci girano, qualcosa sotto c’è sempre. Valentino potrebbe rilevare le Yamaha con la VR46 e far correre la propria squadra". 

Rossi si troverà in squadra un vero mastino, quel Franco Morbidelli capace di resistere alla pressione di Quartararo e anche di reagire. 

"Morbidelli ha dimostrato nel 2019 di essere fortissimo di testa, che è una delle cose principali per diventare campione. Poteva essere massacrato da Quartararo, invece è rimasto calmo, ha lavorato ed ora è lui il leader. Franco l’ha dimostrato, guarda ad esempio cosa sta succedendo a Rins con Mir. Ne ho parlato con alcuni in Suzuki. Non ne esce, è durissima per un pilota quando le cose vanno così".

Oltre alla firma di Rossi, il sabato di Barcellona è anche stata la giornata in cui Dovizioso si è qualificato solo 17°. Un disastro. 

"Dovizioso in questo momento non è il pilota di prima. Il fatto che non gli abbiamo dato fiducia, secondo me l’ha colpito tanto. Un pilota come lui non può fare 17°, è una situazione un po’ assurda. In realtà lui non è mai stato una scelta vera della Ducati. Quando ci fu da scegliere tra lui e Iannone, fu scelto Iannone, nonostante quanto accaduto in Argentina. Questo fa capire che da sempre non c’era tutta questa voglia di tenerlo. Poi se l’è meritata tutta, perché ha fatto tre volte primo degli umani, come diciamo. Anche Dall’Igna non è mai stato contento, non completamente. Vi ricordate per il rinnovo quanto sono andati avanti l’anno scorso? E’ una storia che doveva finire così, c’è poco da fare". 

In tanti sono convinti che Marquez, tornando con più calma, avrebbe in ogni caso avuto le sue chance nel mondiale. Pernat è tra questi. 

"Marquez avrebbe vinto questo mondiale anche correndo da Austria 2. Non avrebbe neanche sofferto queste gomme, o almeno non quanto gli altri. Magari lo avrebbero un minimo penalizzato, ma di certo non si sarebbe qualificato 17° per un Gran Premio. Se poi guardiamo ai problemi di Michelin a Barcellona, sono chiari. Loro avevano preparato delle gomme per correre a giugno qui. Ma a fine settembre fa molto più freddo del previsto, quindi si sono trovati in una condizione molto diversa. Loro producono le gomme con largo anticipo e dopo non credo abbiano tanta voglia di buttarle".

Una parentesi della chiacchierata è stata anche riservata alla situazione nel Paddock, con i protocolli anti-Covid che non sembrano a volte proprio ineccepibili.  

"Le cose non vanno bene nel paddock, tanti meccanici sono davvero molto stressati per la situazione. Nei prossimi mesi abbiamo su 8 settimane, 6 weekend di gara. Certo, tutti ringraziano che almeno quest’anno si stia correndo, ma c’è anche da dire che in tanti non ce la fanno più. I protocolli sono un po’ assurdi, anche perché non sono uguali per tutti. Qui a Barcellona ci sono piloti che si sono portati mogli e figli nei box, chi lavora per Dorna e vive qui sta tornando a dormire a casa e la mattina viene in circuito. Non credo che possa funzionare un protocollo fatto così".

 

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