MotoGP, Dovizioso: "Il titolo? Mir e Suzuki più pericolosi di Quartararo e Yamaha"

"Sono una combinazione moto più pilota leggermente migliore. Difficile accettare incidenti del genere ma non si può incolpare nessuno. Vado male per la pressione? Magari fosse così"

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Per raccontare la giornata di Andrea Dovizioso basta forse un dato. Il forlivese è il pilota che per il maggior numero di volte è stato messo fuori gara sia da un compagno di squadra che da un qualsiasi altro pilota. Così, a memoria, lo hanno abbattuto: Iannone, Pedrosa, Aleix Espargaro, Lorenzo, Quartararo, e Zarco ciò non è difficile immaginare lo stato d’animo di Dovi, al termine di una gara che lo ha visto protagonista essenzialmente solo per una curva.

“Sono cose difficili da accettare - ammette Andrea - specie se accadono alla prima curva e non per colpa tua. Ero riuscito a fare una buona partenza ed a recuperare alcune posizioni, come avevo in mente di fare, ma poi è successo quello che è successo. Può capitare, è inutile puntare il dito su qualcuno anche se non ci voleva. Zarco è venuto a parlarmi dopo la gara ma c’è poco da dire, ha fatto un errore perché ha avuto paura ed è caduto, ma non abbiamo assolutamente discusso (in realtà è stato costretto a togliere il gas per la quasi caduta di Petrucci N.d.R.)”.

Una cosa è certa, lo stop odierno è una doccia gelata per quanto concerne il campionato, la cui situazione Dovizioso analizza con la classifica sincerità e lucidità.

“Il fatto che in questo campionato tutto può succedere mi aiuta ad essere positivo, ma il punto è essere veloci, dato che finora lo sono stato in poche occasioni. Sulla carta il campionato si fa duro, dato che davanti a me in classifica ci sono piloti più veloci e costanti di me, ma non impossibile. Quartararo e la Yamaha sono forti, ma sinceramente in ottica campionato vedo di uno 0,5 più competitiva la coppia Suzuki – Mir”.

Andrea si trova in parte a combattere anche un pensiero comune tra gli appassionati, ossia che senza Marquez il titolo dovesse facilmente finire tra le sue braccia.

“Mi fa piacere se la gente pensa che io sia il pilota designato a vincere in assenza di Marc, ma tutto sommato mi è abbastanza indifferente, dato che occorre conoscere tutti gli aspetti per parlare di vincere un campionato. Lo dimostrano tante gare, ed un esempio di oggi è Vinales, che a Misano 2 ha vinto ed oggi ha faticato. Personalmente mi piacerebbe dire che è tutta colpa della pressione ma così non è: tutto questo è semplicemente una conseguenza della nuova gomma, che è diversa e per noi complicata da capire”.

In conclusione Dovizioso cerca di pensare positivo circa quella che sarebbe potuta essere la sua gara, e guarda avanti.

 “Sulla velocità pura eravamo inferiori alle Yamaha ma sul finale di gara, con il calo delle gomme, Miller e soprattutto Pecco sono riusciti ad essere veloci, e forse avrei potuto avere un passo simile al loro. Quest’anno sei costretto a partire davanti, per poi guidare perfettamente per non usurare le gomme in anticipo: devo migliorare la frenata e l’inserimento per essere più veloce. Le Mans è una pista che può aiutarci, nella quale spero di trovare qualcosa di utile per tutte le piste, ma è una speranza per ora”.

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