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MotoGP, Rossi: "Jarvis a Tavullia per licenziarmi, l'ho convinto a tenermi"

Valentino scherza: "quando mi ha chiesto un incontro sapevo non aveva buone notizie. Ho vinto in 500 con un team satellite, ci riproverò con Petronas"

MotoGP: Rossi:

Valentino Rossi ha lo stesso sguardo sorridente di un pilota che ha firmato il primo contratto in MotoGP, l’unica differenza è che questa mattina ha messo la firma per correre quella che sarà la sua 22ª stagione nella classe regina. Nel 2000 debuttò in 500 con un team satellite e il prossimo anno sarà come chiudesse il cerchio, vestendo i colori di Petronas.

Sono molto orgoglioso di questa decisione, volevo continuare a correre - racconta - Quest’anno il mio piano era capire se fossi ancora competitivo ma è andata diversamente. Sono stato nel team ufficiale per tanto tempo, dal 2004, ma questo passaggio è un bene per me e devo ringraziare Lin Jarvis e Yamaha perché mi forniranno un supporto diretto. Alla fine non cambierà molto, solo i colori della moto, Petronas è un team di alto livello che ha già ottenuto risultati importanti”.

Come è nata questa decisione?

In una situazione normale avrei chiesto a Yamaha di aspettare fino alla gara del Mugello, perché lo scorso anno mi sono trovato spesso nei guai, non mi sentivo bene in moto, non ero sufficientemente veloce per stare al top. Alla mia età ti fai certe domande, soprattutto quando vedi che hai 7 anni in più del secondo pilota più vecchio (ride). Inizi a pensare che forse è il momento di restare a casa. Però nel mio cuore sapevo che non era così. Certo, non è come 10 anni fa quando vincevo 10 gare a stagione, ma se stai bene fisicamente sono le motivazioni a fare la differenza. Proprio per questo avevo deciso di cambiare capotecnico”.

Però poi hai scoperto che non ci sarebbe stato più posto per te nel team ufficiale.

Un giorno Lin mi ha chiamato e mi ha detto che doveva venire a Tavullia a parlarmi, ho capito che non era una bella notizia. Dico sempre che è arrivato per licenziarmi (ride). Me lo aspettavo, Quartararo lo scorso anno aveva fatto dei risultati incredibili e avevo capito che sarebbe stato difficile per me tenere il posto. Così Lin mi ha dato la notizia e io gli ho risposto subito che allora la Yamaha avrebbe dovuto fare una terza molto ufficiale, gli ho messo un po’ di pressione e lui mi ha detto di sì. Abbiamo iniziato a lavorare subito a questo progetto”.

Avrai Morbidelli al tuo fianco.

Sarà bello essere insieme a Franco, nessuno ci avrebbe creduto se ce lo avessero detto solo 5 anni fa. Sono contento di potere lavorare con lui e migliorarci”.

Come fai ad avere ancora questo entusiasmo a 41 anni suonati?

“Forse potrà essere da insegnamento per altri piloti, la dimostrazione che si può continuare a correre in MotoGP per molto tempo. Io continuo a divertirmi a essere qui, questa è la mia vita. La passione per le moto è nata in me quando avevo 2 anni ed è ancora la stessa, è quello che fa la differenza. Mio papà Graziano mi ha messo in moto piccolissimo, non era normale a quei tempi, penso di essere stato il primo della generazione di piloti che hanno iniziato prestissimo. Penso che Graziano si divertisse a vedere quali disastri potessi fare (ride). Ora, in MotoGP, c’è tanta pressione, devi fare una vita da atleta e non è facile ma io continuo a sentire quel gusto particolare quando salgo in moto, sono felice. Quando perdi quella sensazione tutto diventa più difficile”.

Perché allora ci hai messo tanto tempo a firmare?

Mi stavo divertendo (ride). In verità non avevamo fretta, avevo detto a Jerez che avrei corso al 99% con Petronas nel 2021, per me le cose erano fatte ma c’erano tante cose da sistemare in un contratto fra tre parti”.

Non sarà strano essere in un team diverso con persone diverse?

Non mi preoccupa, innanzitutto perché il cuore della mia squadra sarà lo stesso, con Munoz e Flamigni. Purtroppo non ci saranno Alex e Brent e di questo sono triste, ma non è stato possibile portarli con me. Poi conosco bene molte persone che lavorano in Petronas: Zeelenberg era nel team ufficiale Yamaha, con Stigefelt ho corso insieme nell’Europeo nel 1994 e Roger, che si occupa della logistica, era con me ai tempi della Honda. Sarà come essere a casa”.

A proposito di team, a quando l’ingresso della VR46 in MotoGP, magari con Yamaha?

Ho già parlato con Jarvis per le moto, perché no? Però prima dovremo decidere se entrare in MotoGP, magari ci sarà la possibilità nel 2022, ma sarebbe un grosso passo. Vedremo”.

Come ti sentirai in un team satellite?

Sarà come in 500 in Nastro Azzurro, squadra satellite con moto ufficiale. Mi hanno detto che sono stato l’unico ad avere vinto un titolo nella classe regina in una squadra satellite, vuol dire che ci riproverò l’anno prossimo (ride)”.

Intanto sei tornato in prima fila a Barcellona.

È stato un bel sabato, mi sono trovato bene fin da ieri, subito competitivo, e oggi ho migliorato ulteriormente moto e guida. Nelle FP4 ho tenuto un bel ritmo e in qualifica sono riuscito a dare il massimo senza commettere errori”.

Cosa ti aspetti dalla gara?

La scelta delle gomme sarà molto importante, la farò domani dopo il warm up, sperando che questa notte non piova. La morbida va meglio a inizio gara, ma la media garantisce maggiore costanza. Vedremo”.


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