MotoGP, Morbidelli: "In squadra con Rossi? Le battaglie più belle si fanno con gli amici veri"

"Tra me e Valentino non ci sono filtri, c'è una competitività forte che mi piace tantissimo. E' una cosa che ci unisce, sarà fighissimo essere in squadra con lui. Sono l'uomo da battere qui? Anche Quartararo va molto forte"

Share


Franco Morbidelli è stato l'uomo da battere oggi a Barcellona, chiudendo il venerdì con il miglior tempo nella combinata ottenuto a dispetto di una caduta che avrebbe potuto compromettere la sua giornata. Il pilota della Yamaha è però riuscito a riprendere la via della pista, confermandosi sui livelli mostrati soprattutto durante la prima tappa di Misano, visto che nella seconda era debilitato dal punto di vista fisico e non è stato in grado di dare il massimo.

Oltre alla ottima velocità mostrata in pista, il fine settimana di Barcellona ha portato a Morbidelli anche una conferma di una notizia che era abbondantemente nell'aria da mesi. Valentino Rossi sarà il suo compagno di squadra nel 2021 ed è stato molto interessante farsi raccontare dall'allievo, cosa significhi prepararsi ad accogliere in squadra il maestro proprio in questa fase della sua carriera. 

"Cosa significa avere Rossi in quadra con me nel 2021? Non ci ho mai pensato in realtà, dovrei pensarci - ha commentato Morbidelli - sicuramente essere il compagno di squadra di un pilota, di una leggenda come Valentino Rossi è una cosa bellissima e davvero fighissima. Una cosa che ricorderò per tutta la vita. Ma secondo me è una cosa che ricorderò solo io e pochi altri, perché comunque non credo che la gente si ricorderà del compagno di squadra di Valentino Rossi, si ricorderà al massimo della squadra in cui era Valentino Rossi".

Rossi ha definito molto diverso il rapporto che ha con te, rispetto a quello che ha con Bagnaia. Tu cosa ne pensi?

"Ho visto l’intervista in cui Rossi parlava del rapporto diverso che ha con me e con Pecco ed ho riso tanto. E’ la stessa cosa che sento io, nel senso che secondo me con Vale siamo talmente amici, talmente uniti, da avere un rapporto speciale. Poi guidiamo la stessa moto, quindi non abbiamo filtri tra di noi. Se durante il weekend c’è del sano sclero tra l’uno e l’altro, perché magari lui mi sta davanti o viceversa, si vede. Lo conosco molto bene e vedo che vuole migliorare ed arrivarmi davanti. La stessa cosa vale per lui, perché mi conosce altrettanto bene e vede che voglio migliorare e batterlo. Mi piace un sacco la competitività che c’è tra me e Vale, anche quando ci alleniamo al Ranch, quando siamo vicini, c’è un livello diverso di competitività quando siamo io e lui".

Ti piace avere questo spirito competitivo così accentuato tra voi?

"Questa cosa mi piace un casino, perché è bellissimo poter avere questo livello di confidenza con Vale e potergli mostrare tutto, poter mostrare quando sei frustrato o arrabbiato perché lui ti batte. Tanto nel Ranch quanto qui in gara. Se mi batte, sono arrabbiato, e cerco di migliorare anche per stargli davanti e lui fa la stessa cosa. Non che con Pecco non ci sia questo livello di competitività, ma secondo me per il fatto che io e Vale guidiamo la stessa moto e ci conosciamo da così tanto tempo ed anche il fatto che lui mi ha insegnato tantissimo delle cose che so, lo porta a voler mantenere la sua leadership su di me. Io sono quello che viene da sotto, che vuole dimostrare di aver imparato da lui ed anche di poterlo battere, questo ci mette in una condizione bellissima. Non ci sono assolutamente filtri tra me e Vale, è una condizione bellissima. Mi fa sentire ancora più unito a lui". 

Siete amici, ma sarete compagni di squadra. E nello sport del motociclismo, il compagno di team è il primo tra gli avversari. 

"Le battaglie migliori le fai con i peggiori nemici o con i migliori amici. Con le persone che sono nel limbo di mezzo, lotti ma non senti le battaglie come fai con il peggior nemico o con il miglior amico". 

Parliamo di presente. Sei l'uomo da battere qui a Barcellona?

"Mi sento forte qui, difficile dire quanto. Quando sei primo è sempre una bella sensazione ed una buona cosa. Difficile dire quanto lo sono rispetto alle altre gare, di sicuro abbiamo cominciato bene. Stamattina Fabio è andato molto forte con la media nuova, quindi secondo me dire che sono io l’uomo da battere è presto. Sicuramente siamo lì davanti, ma io aspetterei". 

Ormai conosci alla perfezione la M1. 

"Abbiamo lavorato davvero bene con la squadra, abbiamo esperienza per capire come tirare fuori velocemente il massimo dalla moto. Con Ramon Forcada ho fatto i passi giusti nel modo giusto. Sappiamo che la velocità in curva è il punto forte della nostra moto e sappiamo come sfruttare questo aspetto per sfruttare al massimo la M1. Sembra che la configurazione del tracciato e particolarmente dell’ultima curva non siano un grosso problema per la nostra velocità massima. Questa è un’ottima notizia per noi. Penso però sia presto per capire come stanno realmente le cose, è solo venerdì. Però è chiaro che oggi sono stato molto forte, devo lavorare ancora per capire se posso essere veloce come lo sono stato a Brno e Misano".

Share

Articoli che potrebbero interessarti