MotoGP, Mir: "Essere un perfezionista è il mio miglior pregio come pilota"

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Terzo al mattino (con caduta) e sesto al pomeriggio. Totale: settima posizione nella classifica combinata dei tempi. Questo è stato il primo bottino sul tracciato del Montmelò per Joan Mir che, lo ha detto ieri, è arrivato a Barcellona per vincere e prendersi la testa del mondiale, una gioia che manca ai tifosi Suzuki da ormai troppo tempo. Barcellona, però, ha riservato sorprese ai piloti della MotoGP ancora abituati, forse, all’incredibile livello di aderenza di Misano, pista sulla quale in due settimane Joan ha percorso un totale di 320 giri. 

“Oggi è stata davvero una giornata difficile a causa delle temperature in pista e del vento. Il tracciato era molto scivoloso e questo ha reso la giornata abbastanza interessante - spiega - Sono a mio agio sulla moto ma non sono al meglio, faticavo a scaldare le gomme e ho lavorato per la gara facendo tanti giri con gli stessin pneumatici ed è stato un bene poter verificare l’aderenza anche nella simulazione del passo. Alla fine della sessione ho messo la morbida al posteriore e la media all’anteriore e le sensazioni sul davanti non sono state molto positive. Domani dovrò cercare di migliorare e di essere più competitivo”. 

Hai parlato di una difficoltà nello scaldare le gomme per varie motivazioni. Sarà questa una delle attenzioni più importanti del weekend?

“In questo tracciato e con queste condizioni è difficile gestire le gomme anteriori e posteriori. Quando cerchi di scaldare quella davanti, quella dietro inizia a scivolare perché è già calda e di certo il vento non ci ha aiutato. Io ho bisogno di due giri per scaldare l’anteriore e questo è un dato molto importante soprattutto per le qualifiche”. 

Joan, il tuo stato di forma in queste ultime gare è risultato essere incredibile e, inutile negarlo, sei il pilota del momento. Quali credi che siano i tuoi punti forti in pista e nel box? Su dove, invece, devi migliorare?

So essere aggressivo in alcune parti della pista e leggero in altre, ora riesco ad adattarmi alle esigenze della moto e della pista. Nel box sono un perfezionista e credo che il voler avere tutto sotto controllo e conoscere i perché di ogni cosa sia importante per un pilota. Ho bisogno di più esperienza in MotoGP, devo continuare a migliorare seguendo il mio stile. Ho ancora molto da imparare in tante aree”. 

Tornando alla giornata di oggi, la caduta in curva 5 al mattino ha scombinato i piani?

“Direi di si, ho provato le medie nella prima uscita e sono caduto. Non per colpa delle gomme, ovvio, ma a causa delle temperature. La caduta mi hacostretto a montare un altro set di gomme e questo è stato un problema perché nell’ultimo run non avevo una gomma nuova all’anteriore da utilizzare. La 5 è una curva strana, molto difficile. Arriviamo in quel punto dopo una serie di curve e destra dove praticamente non si frena. In curva 5 si deve frenare, probabilmente sono stato un po’ troppo ottimista questa mattina e ho perso l’anteriore. Sicuramente se avessi frenato allo stesso modo con più caldo non sarei caduto, è stato una combinazione”. 

Rins: "Mir ha fatto grandi passi in avanti"

In casa Suzuki, però, solo Joan è riuscito a mettersi in top10 visto che Rins si è dovuto accontentare dell’11° posizione alle spalle di Valentino Rossi. Per Alex questo non è un buon periodo vista la carenza di risultati e il grande stato di forma del compagno di squadra. 

“Joan ha fatto un gran passo in aventi quest’anno – ha detto Rins - ora può dare info alla Suzuki per migliorare la moto, lo scorso anno non ci riusciva. Sta facendo bel lavoro e si sa, il compagno di squadra è il primo avversario da battere”. 

Come stai? I problemi fisici al braccio si stanno risolvendo?

“Mi sento bene, sento un po’ di dolore nel muscolo ma complessivamente sto migliorando”. 

Cosa puoi dirci della tua giornata? Un 11°posto che ti mette in una posizione scomoda in vista di domani. Cosa puoi migliorare?

“Oggi è andato tutto piuttosto bene, sono stato capace di fare buon ritmo in FP2 e sicuramente la bassa aderenza nelle FP1 ha condizionato il lavoro. C’è molto vento ed è difficile essere costante in queste condizioni. Vedremo se domani riuscirò a fare un passo avanti”. 

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