SBK, Redding, imperativo rialzarsi: "A Magny-Cours non rinunceró a lottare"

Dopo un inizio fulmineo e le difficoltà recenti, l'inglese suona la carica su Instagram. "Queste gare difficili una lezione, alle spalle ho una grande casa che mi supporta"

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“Non è facile cercare di ottenere un titolo mondiale al primo anno”. Con queste parole Scott Redding ha aperto la didascalia di un post molto importante, venuto dal cuore e dall’anima, apparso ieri sul suo (molto seguito) account Instagram. L’inglese è un lottatore, uno di quelli che non gettano la spugna nemmeno se ad un montante dal KO, ed un altro passo del post lo dimostra (“Si tratta di quanto sei disposto a dedicare e sacrificare per salire più in alto. Credo che siamo disposti ad andare più lontano di chiunque altro”), ma i numeri contano e sono difficili da ignorare.

Partenza fulminea

E pensare che la partenza di Scott, il cui arrivo è stato senza mezzi termini il tema caldo dell’inverno Superbike, è stata anche superiore alle attese. Non tanto in termini di velocità, tutto sommato pronosticabile per un pilota ex MotoGP ancora nel pieno della carriera, quanto per la regolarità. Nei primi quattro round della stagione Scott si è dimostrato il più solido, meno incline all’errore, il che unito alla sua velocità lo ha portato in cima, in vetta alla classifica mondiale.

Fattore R

Il "problema" per Scott è però lo stesso che hanno avuto in tanti prima di lui, a cominciare (parlando del recente passato) da colui che gli ha metaforicamente consegnato la sella della Panigale V4, ossia Alvaro Bautista. Il “problema” si chiama Jonathan Rea, ed è un "problema" che ancora più di Redding ha fatto della costanza il suo marchio di fabbrica. Veloce, pulito, solido. A volte non sembra nemmeno spingere il nordirlandese in sella ma poi, come nel caso di altri grandi del passato, il cronometro parla (bene) per lui.

Rea ha recuperato un punto alla volta su Redding dopo lo zero in Australia, sino a condurre il rivale all’errore. Il palcoscenico di tutto questo è stato il Motorland Aragon, il secondo round sul tracciato spagnolo per la precisione, che ha visto Scott finire a terra in Gara 1, proprio mentre era braccato dal campione del mondo in carica.

Redding però è un lottatore come detto, e lo ha subito dimostrato vincendo la Superpole Race di Teruel, ma non è bastato. Rea ha lentamente continuato la sua marcia a Barcellona, dove il parziale di 47 (punti) a 32 ha aumentato lo scarto tra i due, con Johnny a +51 sul rivale.

Fino alla fine

Da dove siamo partiti? Ah già, il post di Scott, che ci conferma come il finale di questo campionato sia tutt’altro che scritto. Non rinunciamo mai alla lotta e tutte queste gare difficili sono una lezione per la prossima. Ho una grande squadra e una grande casa alle mie spalle, che mi sostiene per tutto il percorso. Ci arriveremo”. Tradotto, io non mollo. Ora la sfida di sposta a Magny Cours, un terreno che ovviamente vede favorito Rea, dato che Redding non ha mai girato tra le curve di Nevers, ma comparse e maltempo potrebbero cambiare il film. Non resta che aspettare, e godersi lo spettacolo.

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