MotoGP, Rossi: "Con Petronas contratto annuale, per il 2022 solo uno spiraglio"

Valentino ha rivelato che non avrà una vera opzione per l'anno successivo: "all'inizio in Yamaha mi avevano proposto solo una stagione, ma ho detto no"

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La firma sul contratto non c’è ancora, ma arriverà presto. Forse anche nel fine settimana. Valentino Rossi non ha ancora impugnato la penna per siglare l’accordo, ma l’incontro avuto con i vertici del team Petronas a Misano è stato risolutivo. La situazione è chiara, ma quando c’è di mezzo un personaggio come il Dottore i dettagli da risolvere sono molteplici.

È così, abbiamo provato a firmare la scorsa settimana perché la situazione è ormai chiara, correrò con Petronas il prossimo anno - conferma - Però non abbiamo fretta e abbiamo ancora alcune cose da sistemare, penso che faremo tutto nel week end”.

Sarà il tuo ultimo anno in MotoGP?

Prima o poi toccherà anche a me smettere, ma anche mia madre mi ha detto che è impossibile che lo faccia (ride)”.

Allora mettiamola così: sarà un contratto di un anno o ci sarà un’opzione per il 2022?

Abbiamo parlato di entrambe le possibilità, poi abbiamo deciso di fare un contratto annuale. Però ci sono delle possibilità che continui, se tutti saremo contenti, dipenderà dai miei risultati nella prima parte della prossima stagione. Deciderò in estate. Se andrò forte, se riuscirò a salire sul podio e a lottare per le prime 5 posizioni in campionato, allora potrò continuare. Ma aspetterò per vedere cosa succederà, in MotoGP le cose cambiano da un giorno all’altro e, alla mia età va bene così”.

Quindi non è un vero contratto 1+1?

Non c’è una vera opzione, che di solito ha dei termini più precisi. Sul contratto c’è solamente scritto che se tutti saremo contenti allora potremo continuare. In verità all’inizio ero un po’ arrabbiato con la Yamaha, perché sembrava mi volessero offrire un contratto di un anno secco. Io ho spiegato loro che il 2021 non sarebbe stata sicuramente la mia ultima stagione e loro hanno capito”.

In Petronas ti seguiranno il capotecnico David Munoz, il telemetrista Matteo Flamigli e il coach Idalio Gavira. Chi non potrà venire con te?

Mi dispiace molto per Alex e Brent (Briggs e Stephens, i suoi meccanici ndr), loro avrebbero voluto seguirmi e io ci ho provato ma non è stato possibile. Entrambi mi avevano detto di volere stare con me fino a quando avrei corso e che si sarebbero ritirati con me. Sarà triste non averli nel box il prossimo anno e poi fare l’ultima gara insieme. Ora quando entro nel box mi sembra di entrare a casa, lavoriamo insieme da 20 anni e sono persone di famiglia”.

Se anche questi dettagli sono stati decisi, perché ritardare ancora la firma?

Prima di tutto perché penso che a volte in MotoGP si firmi troppo presto, inizi a pensare prima alla prossima stagione che a quella in cui stai correndo. Con Yamaha e Petronas siamo d’accordo, ne stiamo parlando da Jerez, ma proprio per questo motivo non c’è fretta. È un contratto importante, ci sono dei dettagli da sistemare, ma va bene così”.

Allora pensiamo al presente: a Barcellona.

È una delle mie piste preferite, mi diverto sempre a guidare qui. Negli ultimi anni sono stato competitivo, mi sono giocato il podio e spero di farlo anche questo fine settimana. C’è un rettilineo lungo dove dovremo soffrire, ma anche molte curve veloci in cui la Yamaha va bene. Dovremo stare attenti anche al meteo, sarà diverso dal solito”.

Siamo alla terza di 9 gare in 11 settimane, quanto è difficile correre con così tanti GP ravvicinati?

Ho scoperto che non mi piacciono molto le doppie gare. Psicologicamente, tornare a correre sulla stessa pista è un po’ noioso, non ha lo stesso appeal di cambiare circuito. I tripli Gran Premi sono difficili anche fisicamente, fare i test in mezzo alle due gare a Misano è stato estremo da questo punto di vista, non una grandissima idea. Bisognerà stingere i denti, è un anno strano ma non c’era altra possibilità se si voleva correre. Spero si torni presto alla normalità”.

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