MotoGP, Marc Marquez: "Sembra che nessuno voglia vincere questo Mondiale"

VIDEO - "Il difficile è quando devi vincere perché arrivano i dubbi. Mi aspettavo di più da Dovizioso e Quartararo. Quando tornerò? Me lo dirà il mio corpo"

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Marc Marquez è il grande assente di questa stagione. Il campione della Honda è da mesi bloccato a casa dopo l'infortunio al braccio e ancora adesso non si sa quando tornerà in sella. Le sue condizioni stanno però migliorando e ha rilasciato una lunga intervista parlando del suo presente, del suo futuro e del campionato della MotoGP.

Potete vedere il video qui sopra e leggerla integralmente qui di seguito.

Marc, vorremmo come ti senti fisicamente e mentalmente?

Per quanto riguarda il lato fisico, ora sono in un buon momento ma naturalmente sono ancora lontano dal mio livello normale. E' vero che la scorsa settimana ho iniziato a correre e ad andare in bici. Dal punto dell’allenamento cardio, delle gambe e del braccio sinistro, la mia condizione è abbastanza buona. Ma per quanto riguarda il braccio destro, devo ancora fare dei grandi passi, ma ora sto iniziando a fare più esercizi. Non vedo l'ora di iniziare a spingere un po' di più in palestra. Ma al momento dobbiamo rispettare i tempi e avere pazienza”.

"Il momento in cui soffro di più? Quando guardo i Gran Premi da casa"

"Dal punto di vista mentale è stata dura all'inizio. Perché non c'era niente da fare a casa, le giornate e anche le ore erano molto, molto lunghe, ma ora ho un programma giornaliero. Faccio due sedute di fisioterapia e poi mi alleno anche in palestra con il mio preparatore, per il braccio sinistro, le gambe, insieme a un po' di cardio. Quindi ora dal lato mentale mi sento molto meglio, il momento in cui soffro di più è durante il weekend dei Gran Premi, perché si guardare la gara e tutte le sessioni di provedalla TV e non è facile. A parte questo, posso dire che ora sono felice. Sono felice perché sento già che abbiamo fatto dei passi avanti".

Ti abbiamo visto la scorsa settimana allenarti con la protezione al braccio, la usi ancora?

"Sì, ho usato diversi tipi di protezioni. All'inizio ne usavo molto, dalla mano alla parte superiore del braccio ed era come se fosse completamente rigido. Poi, passo dopo passo, abbiamo usato questa protezione in carbonio che avete visto sui social media e che va dal gomito alla spalla. E ora, nella vita normale non sto usando nulla a eccezione di quando mi alleno, specialmente quando vado in bicicletta uso questa protezione in carbonio perché tiene un po' meglio al loro posto l'osso e il braccio. Sto iniziando a dimenticare le protezioni e spero che la prossima settimana saremo già in grado di rimuoverle per ogni attività”.

Come ti senti ora che ti stai allenando di nuovo?

"Ho iniziato ad andare in bici e a correre e mi aspettavo che andasse molto peggio perché per tipo quattro, cinque settimane sono stato solo sul divano a guardare la TV. Ma poi ho iniziato a correre e fin dal primo giorno mi sono sentito bene e ho iniziato a vedere miglioramenti, anche in bicicletta. La cosa più complicata è il muscolo del braccio destro, ma anche questo è meglio di quanto mi aspettassi. Il muscolo funziona bene. La cosa più importante è che tutti i movimenti siano a posto e ora passo dopo passo, con il mio fisioterapista Carlos, che vive con me a casa mia, inizieremo a lavorare sodo per migliorare, facendo i passi giusti nel momento giusto".

"La cosa che mi manca di più è andare in moto, spero di farlo presto"

Ti è mancato allenarti?

"Mi è mancato soprattutto nelle prime due settimane, ma quello che mi manca di più è andare in moto. Ora mi trovo in una situazione in cui spero di tornare presto su una piccola moto o qualcosa del genere, ma al momento dobbiamo solo rispettare i tempi che mi hanno dato i medici. Ora comincio a sentirmi pronto, ma è allora che diventa un po' pericoloso perché quando ti senti pronto, vuoi sempre di più ma io devo solo cercare di capire cosa dice il mio corpo".

 La corsa della scorsa settimana hai pubblicato i dati del tuo allenamento con la corsa e molti tifosi hanno detto che sei stato davvero veloce.

"Sono rimasto sorpreso perché normalmente il mio passo di corsa è di 3’50 per chilometro e ho fatto un 4’, 4’10 per chilometro, quindi era un buon passo. Il giorno dopo ero distrutto! Le mie gambe erano completamente senza energia ma poi durante la settimana ho corso tre volte, una volta sono andato in bici e sembra che la base sia lì. Quindi, dal punto di vista fisico, mi sento pronto a tornare, ma per quanto riguarda il braccio in particolare, ancora no".

"La Honda? Senza di me e con un debuttante si può perdere la strada"

L’ultima gara a Misano è stata la prima in cui il Repsol Honda Team è stato più vicino alle prime posizioni. Cosa ne pensi?

"Il Repsol Honda Team è, credo, in una situazione difficile. Certo, mi sento importante lì e sento che possiamo ottenere risultati molti buoni, ma quando hai un pilota debuttante dall'altra parte del box e io che sono stato fuori dalla prima gara, allora puoi perdere un po' la direzione. Ma ora sembra la situazione si tornata nella norma, un esordiente ha un percorso di crescita e il mio compagno di squadra, che è anche mio fratello ovviamente, lo sta facendo bene. Il test di martedì a Misano è stato molto importante perché lì hanno trovato qualcosa e da quel momento Nakagami e mio fratello Alex hanno fatto un grande passo in avanti. Sono arrivati 6° e 7° in gara, credo sia un buon risultato per loro. Non vedo l'ora di tornare al più presto per aiutare la squadra, al momento sto solo aiutando dall'esterno".

Pensi che Alex abbia già fatto il passo in avanti decisivo?

"Alex sta facendo la sua strada, avere due gare di fila nello stesso circuito è importante per un debuttante. Questo aiuta molto, la cosa più difficile in MotoGP è arrivare su un circuito e cercare di mettere a posto tutto. Alex arriverà al Montmelò e ricomincerà il processo, ma vedremo se avrà fatto un passo in avanti. Passare dalla 12ª all’8ª posizione è stato il primo passo che doveva fare e poi da lì si tratta di cercare di imparare, capire dove si può migliorare e poi fare un altro passo".

Pensi che sia più difficile per un debuttante questa stagione in cui la differenza tra il primo e il ventesimo è di un secondo?

"E' difficile per un debuttante, ma lo è per tutti. I tempi sono davvero vicini, voglio dire in un secondo ci sono 17, 18 piloti e questo è qualcosa di incredibile perché penso che il livello in MotoGP sia davvero bilanciato ora e questo è un bene per i piloti perché alla fine il miglioramento finale viene da loro. E' una stagione difficile per tutti, ma soprattutto per un debuttante perché ci sono molte gare di fila. E' strano, quando si corre una sola gara poi si va a casa, allora il corpo può capire come migliorare, ma ora tutto sta accadendo davvero in fretta, troppo velocemente per un debuttante. Inoltre non ci sono test, ne hanno fatto solo uno a Misano mentre normalmente durante una stagione abbiamo quattro o cinque giornate di prove che aiutano molto".

"Cerco di aiutare Alex da casa, ma lui deve lacvorare con la sua squadra"

Essendo a casa, sei diventato il consigliere di Alex?

"Cerco di aiutare Alex. Il giovedì, quando assegnano le gomme, lui mi manda la foto e io cerco di dare qualche consiglio: forse questo pneumatico può essere l'opzione buone perché l'anno scorso… e tutte queste cose. Ma poi abbiamo come una regola: lui deve lavorare con la sua squadra, noi dobbiamo essere professionisti e lui sta lavorando con la sua squadra. Se ha un dubbio sullo stile di guida o qualcosa del genere, mi chiama, ma io non lo chiamo mai. Lui ha bisogno di chiamarmi perché è in circuito a lavorare con la sua squadra e ha Alberto, che ha anche molta esperienza, ed Emilio. Ma naturalmente ogni giorno ci sentiamo due o tre volte".

"Quando tornerò? Sarà il mio corpo a dirmelo"

Honda aveva inviato un comunicato stampa in cui si diceva che saresti stato due o tre mesi lontano pista. A che punto siamo ora?

"Tre mesi sono tanti. Quando ero con i medici abbiamo cercato di capire e di ascoltare opinioni diverse, dottori diversi e hanno detto circa tre mesi. All'inizio è uno shock per un corridore, ma ora, quando tornerò? Ora sono nel momento in cui inizio a sentire che il mio corpo migliora molto. Così ora ogni giorno, ogni settimana, sento qualcosa di diverso. Le prime tre settimane sono state tutte uguali perché non sentivo niente, nessun miglioramento. Ma ora inizio a sentirli, ho iniziato a lavorare in palestra, ad allenarmi. Quindi, non so quando tornerò ma so che sono più vicino a tornare in moto e questa è la cosa più importante. So che sono sulla buona strada, ma non so se sarò in moto tra un mese, tra due settimane o tra due mesi. Non lo so, questo è qualcosa a cui il mio corpo darà una risposta”.

Nel frattempo, stai guardando le gare a casa, deve essere molto strano per te.

"È la cosa più difficile perché sei a casa, guardi le prove, le gare e vorresti essere lì. Poi quando vedi che tutto è così livellato, che ci sono tanti vincitori diversi e che hanno solo 84 punti dopo tante gare diventi ancora più motivato a tornare. Ma alla fine le tempistiche non cambiano. Sembra strano che dopo sette gare io abbia soli 84 punti dal primo, e non ne ho nessuno! È una stagione strana e sembra che non abbiamo ci sia nessuno che faccia una granda differenza rispetto agli altri".

"Quando devi vincere arrivano i dubbi e tutto diventa più difficile"

Cosa pensi di questa stagione? Mancano sette gare, è ancora completamente aperta.

"È strano, è strano perché sembra che nessuno voglia vincere! Nessuno vuole essere davanti, voglio dire è difficile da capire, ma se sei un pilota puoi capirlo un po'. Una cosa è essere un pilota per cui una vittoria è semplicemente qualcosa di fantastico e incredibile, ma quando sei un pilota che deve vincere allora qualcosa cambia. Hai molti più dubbi, perché non sai se devi attaccare o se ti devi difendere. Quando sei al 2°, al 3° o al  4° posto non hai niente da perdere, attacchi e poi corri con più sicurezza perché non hai niente da perdere ma quando sei in cima e devi vincere, è allora che i dubbi cominciano ad essere nella tua mente, nel tuo corpo, e diventa più difficile".

E non ci sono solo due piloti in lotta, è tutto più difficile?

"Sì, voglio dire che è un bene per la MotoGP e per lo spettacolo, ora i team satellite hanno moto ufficiali, quindi significa possono vincere molte gare.  Questo è qualcosa di buono perché così un team satellite può avere un buon obiettivo per la stagione, un buon obiettivo per una gara, stanno combattendo lì. Per gli sponsor, per tutte queste cose è molto meglio".

"Dovizioso deve essere più veloce se vuole vincere il titolo"

In un'intervista a DAZN in Austria avevi detto che i tuoi favoriti erano Dovi e Quartararo, è amcora così?

"E' difficile dirlo, è vero che in Austria avevo detto Quartararo o Dovizioso ma, onestamente parlando, mi aspettavo di più da loro. Soprattutto da Quartararo, mi aspetto molto di più perché ha vinto le prime due gare con un livello incredibile e ora non so cosa stia succedendo. Fa molta fatica, anche in uno dei suoi punti di forza: le qualiche. Dovizioso è costante, c'è ma ha bisogno di più velocità se vuole vincere il titolo e poi vediamo che Viñales c'è, Mir c'è, voglio dire abbiamo otto, nove piloti in 25 punti quindi sarà interessante vedere la fine della stagione. E sì, cercherò di godermi lo spettacolo dall'interno".

C’è la tua gara di casa a Barcellona questa settimana, sarai a casa a mangiarti le unghie?

La MotoGP gareggerà a un'ora da casa mia. E sì, sarà strano, ma sai, è una situazione strana. È la prima volta che faccio questa esperienza nella mia carriera, è vero che nella carriera di un atleta in qualsiasi sport, se passi 15 anni in sella al limite allora hai questa possibilità. Cercherò di tornare il prima possibile, la motivazione c'è ancora".

Dal 2013 hai vinto sei titoli, ora è un momento difficile per la Honda. Moltidicono che la moto non è facile da guidare, che la strategia è sbagliata. Cosa ne pensi?

"Ho molto tempo libero adesso e ho letto molte cose ma, alla fine, se si considerano gli ultimi dieci anni, la Honda ha avuto una strategia perfetta. Perché? Perché è la squadra che ha vinto più titoli piloti, team e costruttori. Penso che la Honda stia facendo un ottimo lavoro in tutti questi anni. Ogni costruttore ha un anno in cui fatica, ma a volte è così. Non vediamo l'ora di migliorare la situazione per il prossimo anno perché mi sento parte della Honda e sento che è parte della mia responsabilità essere lì per portare Honda al top. E ci torneremo, si può soffrire un anno ma bisogna prendere gli ultimi dieci anni e gli ultimi dieci anni Honda ha ottenuto più degli altri costruttori”.

"Anch'io vorrei una moto più facile, ma la Honda ha sempre avuto la stessa filosofia"

Una MotoGP deve essere una moto facile come si dice?

“Naturalmente una MotoGP è una MotoGP. Voglio dire che ogni moto ha un carattere diverso e quindi i piloti devono adattarsi . Honda ha questa filosofia da molti anni nelle classi 500 e MotoGP. Per esempio, quando parlo con Doohan, con Criville, mi dicono che la filosofia è stata sempre la stessa. Honda ha una buona moto, ma bisogna essere in forma al 100%, bisogna spingere, ma poi quando si ha le sensazioni giuste si può essere davvero veloci. Ho letto 'no la moto è fatta solo per lo stile di Marquez e blah blah blah', non è così. Voglio dire che abbiamo tre moto ufficiali in pista, l'anno scorso c’eravamo io, Lorenzo e Crutchlow e tutti i piloti facevano gli stessi commenti. Un'altra cosa è se un pilota è più veloce o più lento. Ma io sono il primo che vuole una moto più veloce e più facile, sarebbe più facile anche per me. Ma non è così, è una moto competitiva e nell'ultima gara per esempio hanno finito al 6° posto con Nakagami e al 7° con un pilota esordiente, Alex. Quindi è una buona moto, ha del potenziale, ma se vuoi capire la moto devi cadere molte volte, poi la capirai".

A proposito dell'ultima gara, sarà a Portimao, cosa pensi di questa pista?

"Portimao sarà un circuito interessante per concludere la stagione. Spero di esserci, spero di correrci con la MotoGP perché avevo fatto dei test lì con la Moto2 nel 2012, tanto tempo fa, ma ricordo chje il circuito era molto bello. Ci sono molti saliscendi, seguendo la naturale conformazione del terreno, è stato davvero bello ed è stato molto divertente correrci. Spero di poter cercare di esserci e di concludere la stagione in modo positivo".

Hai un messaggio per tutti i tifosi?

"Voglio solo dire grazie, soprattutto a tutto il Repsol Honda Team e a tutti i tifosi. Ho ricevuto tanti, tanti bei messaggi. Ho letto molte, molte domande: quando tornerai? Non lo so, non so quando tornerò. Spero di tornare il prima possibile. Sento che è  prima che poi, quindi anche questo è qualcosa di buono. Vediamo, ma grazie per aver continuato a sostenermi, a sostenere la Honda e non preoccuparti, torneremo in alto”.

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