MotoGP, Marini-Avintia-Rabat-Barni: un intrigo di fine estate

BARNI - “Se Rabat fosse interessato noi saremmo disponibili. Il problema è che piloti che arrivano in Superbike dalla MotoGP vogliono essere pagati". La VR46 al lavoro per portare Luca in MotoGP. Rabat è l'ostacolo

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Il mercato 2021 si è mosso con largo anticipo e di conseguenza mancano soltanto gli ultimi tasselli da sistemare. Inutile girarci attorno: il nome chiave di questi giorni è sicuramente quello di Luca Marini. L’obiettivo della VR46 e di Valentino Rossi è infatti quella di portare il giovane pilota in MotoGP con la Ducati. Un’idea che intriga non poco, peccato sia più complicata di quanto si pensi.  

Già, perché per il 2021 i posti in Ducati sono ormai tutti piazzati. A prendersi l’ultimo spazio lasciato vuoto ci ha pensato Enea Bastianini, Un 'colpo' di Carlo Pernat, la cui trattativa è stata annunciata lo scorso fine settimana prima della gara di Misano. Con la promozione del pilota romagnolo in top class sotto i colori Ducati, per Marini non c’è quindi posto. Questo sulla carta, perché al tempo stesso potrebbe aprirsi un clamoroso spiraglio legato a Tito Rabat.

Se il pilota spagnolo, vista la scarsa competitività mostrata in questi anni, decidesse di rinunciare al proprio contratto con Avintia per il 2021, ecco comparire magicamente la sella per il fratello di Valentino. Peccato sia più facile a dirsi che a farsi, anche perché Rabat pare intenzionato a non voler rinunciare alla MotoGP.

 Sulla questione il diretto interessato è intervenuto in prima persona, dichiarando che in molti lo hanno già sepolto ancora prima di essere morto. Un messaggio forte e chiaro quello di Tito, a cui si è aggiunto quello di Raul Romero, il quale ha fatto sapere di non volersi separare da Rabat anche per fini commerciali.

Come ben sappiamo Rabat è un pilota che nel team Avintia investe una cifra che si aggira attorno al milione di euro. Oltre al lato economico, c’è poi da considerare il legame che unisce la famiglia di Tito a quella di Raul Romero. Stiamo parlando di un legame che dura dalla notte dei tempi e che di conseguenza non può essere risolto così velocemente come magari qualcuno può pensare.

Ovviamente in Ducati accoglierebbero Luca a braccia aperte, dal momento che il suo arrivo darebbe ulteriore linfa al progetto legato ai giovani, che vedrà Bagnaia promosso nel team ufficiale al fianco di Miller. Per far sì che la trattativa si concretizzi, la Casa di Borgo Panigale si è messa a disposizione di Tito, offrendogli come alternativa una sella in Superbike con il team Barni di Marco Barnabò, il quale ci ha detto: “Se Rabat fosse interessato noi saremmo sicuramente disponibili - ha commentato – il problema è che piloti che arrivano in Superbike dalla MotoGP vogliono essere pagati e non pagare (ha scherzato ironicamente). Guardate ad esempio Abraham lo scorso anno”.

In tutta questa faccenda, chi ha il coltello dalla parte del manico è quindi Tito Rabat, che in questi giorni ha mostrato la ferma intenzione a voler proseguire in MotoGP con Avintia nel 2021, rispettando di conseguenza il contratto in essere.

 Tra le varie voci di mercato, si era anche parlato della possibilità che la VR46 prendesse il posto di Avintia in MotoGP già dal 2021. In questo modo Marini avrebbe avuto un’autostrada libera per andare in top class. Peccato che Rossi abbia smentito apertamente tale notizia ieri pomeriggio. Già, perché la VR46 approderà in MotoGP solo quando il Dottore appenderà il casco al chiodo e non prima. Pertanto, se Rossi dovesse decidere di correre fino al 2030, giusto per fare un esempio, non vedremo un team VR46 in MotoGP.

Nel frattempo l’intrigo di fine estate Marini-Avintia-Rabat-Barni tiene banco. Dopo Barcellona scopriremo il finale!   

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