MotoGP, Petrucci: "Mia madre ci crede più di me, ma inizio a crederci anch'io"

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Danilo Petrucci ha rialzato la testa e dobbiamo ammettere che non vedevamo l'ora che lo facesse. Nel secondo fine settimana di Misano ha centrato l'accesso diretto alla Q2 e si è preso la nona posizione in griglia di partenza per domani. Ad inizio 2019 questi risultati sarebbero stati accolti in modo tiepido, ma visto come sono andati i primi sei Gran Premi della stagione, è lecito invece sorridere e considerare questa Misano 2 come un punto di svolta per la stagione di Petrucci, che troppe volte ha mostrato un volto teso negli incontri (virtuali) con i giornalisti, mentre oggi è apparso finalmente più disteso e sereno. 

Ieri aveva raccontato dell'iniziativa che ha preso Alex Farinelli (leggi QUI), che ha chiamato sua madre per farsi consegnare uno striscione storico per  esporlo in tribuna a Misano. Evidentemente ha funzionato, perché il Petrucci che si prepara ad affrontare la seconda tappa di Misano ha il potenziale per puntare finalmente alle posizioni che dovrebbero competergli in ogni fine settimana di gara. 

"Fortunatamente ho una famiglia che ci tiene tantissimo a me - ha sottolineato Petrucci - che si è sacrificata per 20 anni per farmi arrivare qui. Quando stavo salendo a Misano mia madre mi ha chiamato dicendomi che dovevo crederci, che con un mondiale in cui il primo è a 76 punti dopo sei gare, è tutto aperto. Lei di sicuro ci credeva più di me, adesso inizio a crederci un pochino di più anche io. Non sul mondiale magari, ma sul fare la seconda parte del mondiale al livello che voglio. Mi fa piacere avere tante persone che mi vogliono bene, che vogliono che vada forte". 

Avevi detto di avere bisogno di fare tabula rasa e ricominciare a divertirti. Ci sei riuscito?

"Ho fatto un reset generale a livello tecnico e mentale. Mi sono detto che adesso devo guidare questa moto, senza toccare niente. Voglio conoscerla bene, e non è mai facile. Sono ancora all’inizio di questo nuovo percorso, ma sono positivo. La differenza con il passato è che in Q2 tutti i piloti sono in mezzo secondo. Per emergere devi tirare fuori il massimo, devi essere a posto, davvero a post. Quest’anno con i piloti che ci sono spesso in Q1 devi essere un supereroe per stare davanti. Delle classifiche così corte non si sono mai viste, devi essere al 100% non basta il 99% per essere competitivi". 

Pensi che il punto di svolta sia davvero arrivato?

"Dopo l’Austria ho passato il periodo più difficile della mia carriera, perché non sai mai esattamente cosa incide di più sui tuoi risultati, se si tratta di aspetti tecnici o anche mentali. Devo dire che sono contento di essere tornato in buona sintonia con la moto, mi sento bene in sella e questo è davvero importante. Domani devo fare una buona gara, ma rispetto al solito penso di poter essere positivo. Nel 2019 la terza fila sarebbe stato un risultato tremendo. Ma per adesso dobbiamo prenderci questo, e fare una bella gara". 

Come hai ritrovato sintonia con la moto, cosa è cambiato nel tuo lavoro sull'assetto?

"In questa stagione ci siamo concentrati molto sull’aspetto elettronico, specialmente per quanto riguarda il settaggio del freno motore. Ma ieri abbiamo analizzato i dati in un modo che non avevamo mai utilizzato in questa stagione ed abbiamo notato che bastano anche due o tre millimetri di differenza sull’altezza della moto in staccata, che può dipendere da qualche bar di pressione diversa sulla leva, per far cambiare radicalmente il comportamento della moto. Devi essere sempre costante, giro dopo giro. Serve un ottimo assetto per la frenata perfetta e se provi a frenare oltre, succede di squilibrare tutto. La frenata è sempre stata un punto forte della mia guida, quindi aver ritrovato le buone sensazioni è stato importante per far scendere i tempi. Non sono ancora al massimo del potenziale, perché i due ragazzi della Pramac sono stati davvero velocissimi, ma ho ancora qualcosa da provare. Penso di poter migliorare la guidabilità della moto con alcune piccole modifiche. La cosa importate è aver capito che non possiamo risolvere tutti i problemi con l’elettronica, il che è un ottimo segno per me". 

Essere migliorato in frenata può penalizzarti in altre aree?

"Adesso mi sento meglio in frenata, siccome io stacco davvero molto forte ho sempre bisogno di un grande supporto. Quando riesco a fermare la moto bene, mi risulta tutto molto più facile. Di certo abbiamo perso qualcosa sulle curve veloci, ma sono felice lo stesso. Più che felice direi che sono positivo perché in FP4 abbiamo provato le gomme e con le morbide siamo stati veloci e costanti. In qualifica ho fatto due piccoli errori, avrei potuto fare meglio, ma di certo questa qualifica è la mia migliore di questa stagione, almeno per le sensazioni. Sono felice dei passi in avanti che abbiamo fatto".

Poteva andare anche meglio senza quei due piccoli errori. 

"Si, e mi brucia di non aver fatto due giri perfetti, magari sarei partito più avanti. Ma ho ritrovato velocità e costanza e questo mi fa davvero piacere. So di poter fare altri passi in avanti, ma sono soddisfatto al 50%, ho ritrovato ottime sensazioni, voglio essere positivo per domani. Penso che questa possa essere la chance per dare una svolta alla stagione". 

Secondo Jack Miller, i ragazzi della VR46 sono avvantaggiati a Misano per il fatto di girarci spesso in allenamento. Tu pensi che sia reale questo vantaggio?

"Non credo che sia perché ci girano tanto con le moto stradali. Anche io ci ho girato parecchio in passato, ma so che le sensazioni che hai quando sei in pista su moto di produzione sono totalmente differenti. Magari aiuta un pochino, ma davvero le sensazioni sono lontanissime rispetto alla MotoGP. Certo, girare qui spesso può aiutare ma nel caso di Pecco io credo che quest’anno sia così forte perché ha fatto dei grandi passi in avanti in frenata, un’area in cui soffriva troppo l’anno scorso. Adesso è fortissimo invece in staccata ed è un aspetto sui cui devo ancora migliorare anche io". 
 

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